11/01/2026
La prima e-mail, il primo messaggio sono come un brivido di freddo.
Arriva il secondo, arriva il terzo. Non ci vuoi credere, pensi che ci sia un errore, o che si stancheranno di mandarne. Non realizzi, o non vuoi realizzare, che qualcuno, magari uno sconosciuto, voglia farlo davvero a te. Oppure ti dispiace per il mittente, magari ti senti in colpa perché l’hai lasciato, o perché è il padre dei tuoi figli, perché sì, ci ha provato, non ti andava e lo hai respinto, ma in fondo cosa ha fatto di male? Sono solo messaggi, forse la fai più grande del dovuto…
E senza accorgertene cominci a stare male ogni volta che sentì la notifica di un messaggio, prima di vedere chi è il mittente di una mail. Il fiato si fa corto, cominci ad avere paura, a provare un’ansia più o meno sottile, fastidio, rabbia, senso di impotenza.
Questi sono atti persecutori. È stalking. Lasciar passare un po’ di tempo, aspettando che finiscano da soli, non è mai una buona idea. Per te, per la tua serenità, per le persone che hai accanto. Perché non sai se il mittente si limiterà a scriverti, o passerà a vie di fatto.
Tutelati, rivolgiti alla Polizia Postale, rivolgiti ad un legale. Non cancellare i messaggi, non fare finta che non succeda nulla.
Hai diritto alla tutela. Hai diritto a stare in pace.