28/04/2025
I genitori spesso si chiedono se sia giusto controllare i dispositivi elettronici dei figli minorenni e l'uso che ne fanno.
Con cellulari, computer o tablet è possibile la commissione di reati come minacce, lesioni, diffamazioni, estorsioni, atti persecutori (stalking), istigazione al suicidio; questi, combinati tra loro e/o con altri, possono integrare il cyberbullismo.
Un minorenne può esserne vittima o autore.
Un genitore ha l'obbligo di vigilare sulla sicurezza psicofisica dei figli e, nel caso in cui essa possa essere lesa, di intervenire adeguatamente e tempestivamente: deve, non solo per ovvi motivi affettivi, fare in modo di sapere se siano o possano essere vittime dei reati appena descritti.
A maggior ragione deve fare in modo di prevenire la commissione, da parte dei figli, di tali illeciti.
Chi commette un reato ed ha più di 14 anni, ma meno di 18, è perseguibile mediante un processo con rito minorile, che mira a rieducare persone in fase di sviluppo.
Inoltre i genitori dei minorenni che commettono un reato devono risarcire i danni causati dai figli, salvo provare di non aver potuto impedire il fatto, ad es., impartendo un'educazione adeguata.
Spoiler: non è una prova facile da fornire.
Quindi è bene, fin dalla più tenera età, insegnare ai figli un corretto uso, anche sociale e non illecito, dei dispositivi; in aggiunta, quando sono minorenni, è bene vigilare, anche con controlli diretti degli stessi, per prevenire le situazioni sopra richiamate.
Come? Caso per caso, con modi adeguati all'età ed al livello di maturità del ragazzo o della ragazza, cercando ove possibile il confronto ed il dialogo...
Però, nel dubbio, è molto più leggero da sopportare il broncio offeso di un quindicenne che lamenta una “lesione della sua privacy”, piuttosto che anche una sola delle conseguenze appena descritte.