Studio Legale Avv. Andrea Passalacqua

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Studio Legale Avv. Andrea Passalacqua Avvocato patrocinante in Cassazione.

19/10/2026

Recesso da contratto inviato al vecchio indirizzo: l’onere della prova della comunicazione grava sul mittente.

"La Suprema Corte evidenzia che il recesso contrattuale rappresenta un atto ricettizio «soggetto alla disciplina degli artt. 1334 e 1335 c.c., con la conseguenza che è necessario che l’atto risulti concretamente pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario, dovendo essere identificabile il soggetto che abbia ricevuto o eventualmente rifiutato la consegna, specie ove destinataria sia una persona giuridica». Nel caso in cui il recesso o, comunque, l’atto di parte, sia inviato con raccomandata si presume giunto a destinazione in base all’attestazione da parte dell’ufficio postale anche in mancanza dell’avviso di ricevimento. Tuttavia, qualora il destinatario contesti il fatto stesso di aver ricevuto l’atto, grava sul mittente l'onere di provare l’avvenuta ricezione."

Corte di Cassazione, III sezione civile, ordinanza 25 maggio 2026, n. 21772.

16/10/2026

Coabitazione senza convivenza: il genitore ha diritto all’assegno anche se il figlio vive da solo.

"Il genitore è legittimato a chiedere all’altro il contributo per il figlio maggiorenne non autosufficiente quando vi sia convivenza, da intendersi in senso lato e sostanziale, sicché la coabitazione non è una mera condizione spaziale, ma la persistenza di un collegamento stabile, anche non assiduo e discontinuo, tra il figlio e l’abitazione del genitore che ne sostiene in concreto le esigenze di vita."

Tribunale di Treviso, I sezione civile, sentenza 31 luglio 2026, n. 1065.

15/10/2026

Ricongiungimento familiare, il ritardo nell’esecuzione non può spezzarne il legame.

"Pronunciandosi su un caso 'italiano' - in cui si discuteva della mancata esecuzione della decisione dei tribunali nazionali che ordinava il ritorno del minore alla madre, decisione conseguente all'interruzione dei rapporti tra la madre (prima ricorrente) e il figlio (secondo ricorrente), che era stato affidato a una famiglia affidataria sedici giorni dopo la nascita - la Corte EDU ha ritenuto che vi era stata una violazione dell'art. 8 (diritto al rispetto della vita familiare) della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Il caso riguardava l'interruzione del rapporto tra una madre biologica e suo figlio, abbandonato alla nascita su un marciapiede dal padre. Nonostante la madre avesse intrapreso le procedure per il rientro del bambino, le autorità italiane lo avevano dichiarato abbandonato e adottabile, affidandolo poi a una famiglia affidataria secondo la procedura accelerata."

C.E.D.U., I sezione, sentenza 8 ottobre 2026, n. 27379/24

14/10/2026

Locazioni brevi: la Consulta boccia la legge dell’Emilia-Romagna sul cambio di destinazione d’uso.

"La Corte Costituzionale ha dichiarato - in riferimento agli
artt. 3 e 41 Cost. - l’illegittimità costituzionale degli artt. 4 e 5, L.R. Emilia-Romagna n. 10/2025 (Disciplina degli immobili destinati a locazione breve in Emilia-Romagna), nella parte in cui individuano, nell’ambito della categoria funzionale turistico-ricettiva, la specifica destinazione d’uso urbanistica denominata locazione breve, assoggettando quindi a titolo edilizio il mutamento d’uso di un’unità immobiliare da diversa categoria funzionale verso la destinazione locazione breve, poiché, a fronte del meritevole scopo perseguito (la limitazione dell’overtourism), l’art. 4 è sproporzionato rispetto a tale fine, essendo valevole per l’intero territorio regionale e determinando una disparità irragionevole fra i gestori di locazioni turistiche e i gestori di strutture ricettive extra-alberghiere."

Corte Costituzionale, sentenza 9 ottobre 2026, n. 164.

13/10/2026

Riduzione della legittima, il valore dei beni va calcolato al momento della successione.

"L'’onere di allegazione gravante sul legittimario si esaurisce nell’indicazione dei beni da ricomprendere nella massa di calcolo, senza richiedere anche l’allegazione del titolo di provenienza dei beni in capo al de cuius. Gli ermellini escludono che al giudizio di riduzione possa essere esteso il rigoroso onere probatorio proprio dell’azione di rivendicazione, precisando che il principio di non contestazione non può investire la qualificazione giuridica delle condotte dedotte a fondamento dell’usucapione. Di particolare rilievo è, inoltre, il principio secondo cui, ai fini della riunione fittizia e della verifica della lesione di legittima, la stima dei beni deve essere effettuata sulla base del valore venale, ossia del valore di mercato, riferito al momento dell’apertura della successione. L’impiego di un diverso criterio è illegittimo, salvo che il giudice dimostri che esso sia comunque concretamente idoneo a rappresentare il valore venale del bene."

Corte di Cassazione, II sezione civile, sentenza 30 settembre 2026, n. 26011.

12/10/2026

La grave disabilità fisica che comporti l’invalidità totale non giustifica l'amministrazione di sostegno.

"Nel caso in cui una persona compos mentis si trovi in una condizione di inabilità fisica, la accertata necessità di assistenza materiale non può fondare la nomina di un amministratore di sostegno in quanto è riservata alla autodeterminazione del soggetto provvedere in merito (ad esempio assumendo personale domestico) secondo una valutazione personale che, se lucida e consapevole, non può essere sindacata dal giudice. La mera allegazione del riconoscimento dell'invalidità al cento per cento, dello stato di handicap grave e della necessità di assistenza continua non consente quindi di affermare automaticamente la sussistenza dei presupposti per l'apertura dell'amministrazione di sostegno."

Corte di Cassazione, I sezione civile, ordinanza 23 settembre 2026, n. 25747.

09/10/2026

Mediazione obbligatoria: assenza ingiustificata e responsabilità ex art. 96, comma 3 e 4, c.p.c..

"La mancata partecipazione, senza giustificato motivo, al primo incontro della mediazione obbligatoria dopo averne eccepito in giudizio il mancato preventivo esperimento, è sintomatica di una condotta processuale dilatoria costituente abuso del processo e sanzionabile ai sensi dell’art. 96 co. 3 e 4 c.p.c.."

Tribunale di Lodi, sezione civile, sentenza 12 giugno 2026, n. 255.

08/10/2026

L’imputato può impugnare l’assoluzione per tenuità del fatto ma solo in Cassazione.

"Contro le sentenze di proscioglimento per particolare tenuità del fatto emesse a seguito di giudizio abbreviato è esperibile il solo ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 606, comma 2, c.p.p., anche per i casi di cui all'art. 606, comma 1, lett. d) ed e), c.p.p., non trovando applicazione le limitazioni previste dall'art. 569 c.p.p. che si riferiscono al ricorso per cassazione proposto avverso le sentenze appellabili di primo grado, ovvero al cd. ricorso 'per saltum'".

Corte di Cassazione, IV sezione penale, sentenza 23 settembre 2026, n. 34308.

07/10/2026

Colonna di scarico comune in proprietà esclusiva, la responsabilità del singolo condomino.

"In tema di danni da infiltrazioni, la mera ubicazione di una tubazione all’interno di un’unità immobiliare di proprietà esclusiva non è sufficiente ad attribuirne la custodia al singolo condomino e, conseguentemente, a fondarne la responsabilità ex art. 2051 c.c. Occorre, invece, accertare in concreto la conformazione, il tracciato e la funzione dell’impianto: qualora la condotta raccolga o convogli gli scarichi provenienti da più unità immobiliari e risulti destinata al servizio comune dell’edificio, essa deve essere qualificata come parte condominiale ai sensi dell’art. 1117, n. 3, c.c., sebbene materialmente collocata nella proprietà privata. In tale ipotesi, difettando in capo al proprietario dell’alloggio il potere effettivo di governo, controllo e intervento sulla cosa, deve essere esclusa la sua responsabilità per i danni cagionati dalla tubazione comune, restando la custodia imputabile al condominio."

Tribunale di Castrovillari, sezione civile, sentenza 31 agosto 2026, n. 1055.

06/10/2026

T.S.O.: necessaria l’assistenza di un difensore nella convalida ed eventuale proroga.

"La Corte Costituzionale ha dichiarato – in riferimento agli
artt. 13 e 24 Cost. – l’illegittimità costituzionale dell’art. 35 della
legge n. 833 del 1978, nella parte in cui non prevede che la persona sottoposta a T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio) sia assistita, nella procedura di convalida ed eventuale proroga, da un difensore di fiducia o, in mancanza, da uno d’ufficio, sicché la persona che vi è sottoposta deve essere avvisata della facoltà di nominare un difensore di fiducia e, se questo non è nominato, la persona stessa è assistita da un difensore d’ufficio, difensori che devono essere tempestivamente avvertiti e possono partecipare all’audizione svolta dal giudice tutelare ai fini della convalida, con la successiva notifica del decreto sulla convalida, garanzie che valgono anche in caso di proroga del T.S.O.."

Corte Costituzionale, sentenza 2 ottobre 2026, n. 157.

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