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06/10/2016

Tribunale di Cagliari - Sentenza 22 luglio 2016
Animali sempre «permessi»
Il Tribunale di Cagliari (sentenza del 22 luglio 2016) ha definitivamente sentenziato che nessuna norma condominiale può vietare di detenere animali domestici in condominio, indipendentemente dalle previsioni contrattuali dell'edificio in cui il proprietario dell'animale domestico risiede.
Per Ilaria Innocenti, responsabile Lav Area Animali Familiari, che ha segnalato questa pronuncia si tratta di una decisione “resa possibile dalla legge di riforma del condominio, fortemente voluta dalla Lav che nel 2008 aveva presentato una proposta di legge per la modifica del codice civile di cui la citata riforma è un positivo risultato”. In particolare, il giudice ha chiarito per la prima volta in modo esplicito che anche il
regolamento di natura contrattuale, ossia quello deliberato all'unanimità o predisposto dal costruttore dello stabile condominiale ed allegato ai singoli atti di compravendita, è affetto da nullità sopravvenuta sia in relazione alla legge di riforma del condominio che ha introdotto l'art.1138 ultimo comma del codice civile, sia in quanto contraria ai principi di “ordine
pubblico”.
Quindi sia i regolamenti contrattuali che si sono formati prima della legge n.220/2012 che quelli redatti successivamente all'entrata in vigore di tale legge sono nulli nella parte in cui prevedono il divieto di detenere animali domestici in condominio.
Il ragionamento del giudice non fa una piega. L'articolo 1138 ultimo comma c.c. prevede che il regolamento non possa vietare di possedere animali domestici, senza specificare di quale regolamento si sta parlando; quindi non è legittimo ridurre autonomamente la portata di questo precetto al solo regolamento assembleare. Inoltre l'articolo 155 delle disposizioni di
attuazione del codice civile dispone che “cessano di avere effetto le disposizioni del regolamento di condominio che siano richiamate nell'ultimo comma dell'articolo 1138 del codice” sancendo definitivamente la correttezza della tesi della nullità del regolamento contrario al divieto.
Il giudice poi, così come più volte dichiarato anche dalla Lav, ha richiamato la legislazione italiana ed europea che hanno sancito quei principi di “ordine pubblico” già operanti nel diritto vivente, frutto della evoluzione e della rinnovata considerazione del rapporto uomo-animale assurto a espressione dei più generali diritti inviolabili di cui all'art.2 della Costituzione.
Parliamo, in ordine cronologico, della Legge n.281/1991 che prevede la condanna agli atti di crudeltà, maltrattamento e abbandono di animali, seguita dalla Legge n.189/2004 che ha introdotto i nuovi delitti di animalicidio e maltrattamento di animali e dal nuovo Codice della Strada che ha disposto l'obbligo di fermarsi a soccorrere l'animale ferito in caso di incidente.
A livello europeo la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, firmata a Strasburgo il 13.11.1987 e ratificata in Italia con la legge n.201/2010 ha sancito l'importanza degli animali da compagnia ed il loro valore per la società proprio per il contributo da essi fornito alla qualità della nostra vita.
«La grandezza di una nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali» (Mahatma Gandhi). Oggi questo pensiero trova condivisione non solo negli uomini ma anche nella giustizia.
(Paola Pontanari, Il Sole24ORE – Quotidiano del Condominio, 6 settembre 2016)

18/07/2015

Bene l’impegno di cancellare nel 2016 la tassazione sulla prima casa e ridurre le tasse a partire dal prossimo anno, così come annunciato oggi nel corso dell’assemblea nazionale del Pd, dal premier Matteo Renzi.
Attendiamo che l’impegno del Governo di abolire le tasse sulle abitazioni principali e sui terreni agricoli – sottolinea una nota la Fiaip - si possa tramutare subito in atti concreti.
La rivoluzione fiscale, annunciata per i prossimi 5 anni dal Premier, è una scommessa che va nella giusta direzione e che la Fiaip chiede al governo ormai da tempo.
Il settore immobiliare non può più attendere, visto lo stato di crisi in cui versa. Ora, cancellare il prelievo fiscale sulla prima casa è un atto dovuto, che non può più essere disatteso per milioni di contribuenti.

Roma, 18 luglio 2015
Fonte: Ufficio Stampa

Fiaip: Bene lo stop della riforma del Catasto. Ora meno tasse sulla casa“Bene lo stop del governo Renzi sullo schema di ...
24/06/2015

Fiaip: Bene lo stop della riforma del Catasto. Ora meno tasse sulla casa



“Bene lo stop del governo Renzi sullo schema di decreto delegato sul catasto”. A dichiararlo è il Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi che ritiene positivo l’atteggiamento dell’esecutivo. Ieri, per non rischiare l’ennesima stangata sulla casa ai danni dei contribuenti, Renzi ha fatto marcia indietro e rimandato il varo del nuovo catasto insieme a quello della local tax.

“Pur essendo favorevoli alla riforma del catasto, come Fiaip, abbiamo da tempo manifestato l’esigenza di maggiore trasparenza ed equità per il nuovo catasto, nel rispetto dei principi di invarianza di gettito a livello locale, al fine di non danneggiare i contribuenti con l’introduzione di nuove patrimoniali sulla casa. E Renzi - prosegue Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip - è ormai consapevole che rispetto al 2011 la tassazione sulla casa é triplicata”.

"Oggi è necessaria una vera e propria riduzione del carico fiscale sulla casa e il Governo dovrebbe cogliere l’occasione per ripensare ad una riforma complessiva della tassazione immobiliare. L'immobiliare, così come l’edilizia , rappresentano oggi un grande motore per la crescita e lo sviluppo dell’ economia del Paese. L’esecutivo – conclude Righi - deve ora invertire la tendenza: meno tasse sulla casa, se si vuole una vera ripresa”.

Roma, 24 giugno 2015

Fonte Ufficio Stampa
- See more at: http://www.fiaip.it/sala-stampa/comunicati-stampa/fiaip-bene-lo-stop-della-riforma-del-catasto-ora-meno-tasse-sulla-casa_8983.html .b8An2f0f.dpuf

Fiaip.it - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali

05/06/2015

Diminuisce il «prezzo» dei mutui: spread giù di un terzo in un anno
(Fonte: Emiliano Sgambato, Il Sole 24ORE – Casa24, 29 aprile 2015)

Grazie al Qe di Maro Draghi, non solo le banche hanno allargato le maglie del credito per l’acquisto della casa, ma sono anche scesi molto i “prezzi” dei mutui. Secondo l’ultima Bussola elaborata da Crif e MutuiSupermarket relativa al primo trimestre dell’anno, gli spread applicati dalle banche sui mutui a tasso variabile sono scesi del 28%, mentre sul fisso il calo si attesta al 22 per cento.
Secondo la rilevazione, i migliori spread per variabile e fisso sottoscritti a gennaio 2014 (importo 140mila euro e durata 20 anni) si attestavano rispettivamente al 2,6 e 2,4%. A inizio aprile, gli stessi spread risultano all'1,8% e 1,9% e «appaiono praticamente certi nuovi ulteriori tagli ai prezzi dei mutui nell'immediato futuro». Per una corretta lettura del dato occorre anche considerare che gli spread oggi non scontano l'inflazione, che seppur minima, andava considerata nella valutazione del prezzo reale fino all'anno scorso. Ma, da un lato, nel medio-lungo periodo l'inflazione - si spera per il benessere di tutta l'economia - dovrebbe tornare moderatamente a crescere. Dall'altro, comunque, la discesa degli spread non era un dato così scontato: va ricordato, infatti, che nonostante i tassi di riferimento siano da lungo tempo ai minimi, durante il periodo della crisi dei debiti sovrani il differenziale applicato dalle banche tra Irs, Euribor e il tasso finito (lo spread, appunto) è restato alto. E i mutui venivano concessi con il contagocce.
I prezzi delle case, intanto – sempre secondo la Bussola, che fa riferimento alle stime delle perizie effettuate per la concessione dei finanziamenti – diminuiscono di un altro 2% su base annua rispetto al primo trimestre 2014, avvicinando il mercato a un nuovo equilibrio che ancora deve essere raggiunto dopo il lungo periodo di crisi. «La parola d'ordine – nota però la Bussola – risulta ancora “cautela”: se a inizio 2010 l'importo medio richiesto era di poco superiore ai 140mila euro, nel primo trimestre 2015, questo è infatti risultato pari a 124.291 euro, in ulteriore contrazione dello 0,5% rispetto all'importo del quarto trimestre 2014. Come dire: ritorna l'interesse sul mercato, con la domanda di nuovi mutui che segna un +38% nel primo trimestre 2015, ma i consumatori rimangono ancora prudenti».
Da non dimenticare, infine, la componente di surroga e sostituzione, che spiega «circa il 30% delle richieste di mutuo raccolte sul canale online. Nella realtà, però, a livello di intero 2014 solo il 10,9% delle istruttorie formalmente presentate agli istituti si riferisce alla rottamazione di vecchi mutui». Con il tasso fisso che viene scelto nel 58% dei casi.

17/07/2012

Siamo totalmente d'accordo con i contenuti dell'articolo ;-)

"La casa ci piace, la chiameremo". La frase si ripete molte volte nelle case in vendita e a volte il venditore, sia un privato che un agente, si fanno illusioni. Dal sito Inmobiliario 2.0 riportiamo alcuni consigli per capire se le persone che vedono la nostra casa sono davvero interessate o è...

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