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I VAMPIRI SONO TRA NOI Sono abbastanza stanco di avere una pubblica amministrazione che sta costantemente a succhiare so...
28/02/2026

I VAMPIRI SONO TRA NOI

Sono abbastanza stanco di avere una pubblica amministrazione che sta costantemente a succhiare soldi e sangue alla gente.

Un salasso per gli automobilisti, una bella iniezione di “liquidità” per le casse pubbliche. «Più di 15.000 multe in due mesi, per centinaia di miglia...

ASSEGNAZIONE DI PORZIONE DI CASA AD UNO DEI GENITORI DIVORZIATI - PER LA CASSAZIONE NON È POSSIBILE SE NON NELL'INTERESS...
15/05/2025

ASSEGNAZIONE DI PORZIONE DI CASA AD UNO DEI GENITORI DIVORZIATI - PER LA CASSAZIONE NON È POSSIBILE SE NON NELL'INTERESSE DEI FIGLI

Commento a sentenza Cass. civ., Sez. I, Ord., (data ud. 08/04/2025) 09/05/2025, n. 12249.

Il caso riguarda una controversia tra due ex coniugi (che chiameremo A.A. e B.B.) sulla casa familiare dopo il divorzio. La casa era stata inizialmente assegnata alla madre (A.A.) che vi abitava con la figlia C.C. (nata nel 2003), ancora non economicamente autonoma.
Il padre (B.B.) aveva chiesto due cose:
1. Ridurre l'assegno di mantenimento per la figlia
2. Revocare l'assegnazione della casa familiare alla madre
Il Tribunale aveva respinto entrambe le richieste. Il padre aveva fatto ricorso alla Corte d'Appello, che aveva preso una decisione particolare: invece di revocare completamente l'assegnazione della casa, aveva deciso di dividere l'immobile in due unità, assegnando il primo piano al padre.
La madre ha fatto ricorso in Cassazione contro questa decisione, e la Cassazione le ha dato ragione, stabilendo alcuni principi molto importanti:
1. La casa familiare può essere assegnata solo per tutelare l'interesse dei figli a mantenere il loro ambiente di vita (chiamato "habitat domestico"). Come chiarito dalla Cassazione n. 23501/2023, questo significa che i figli devono poter continuare a vivere nello stesso ambiente in cui sono cresciuti, con le loro abitudini e relazioni sociali.
2. Il giudice del divorzio non può decidere di assegnare una parte della casa al genitore che non vive con i figli. Come specificato dalla Cassazione n. 23092/2024, non possono essere considerate le pure esigenze economiche o abitative dei genitori, ma solo l'interesse dei figli.
3. È vero che in alcuni casi speciali si può assegnare solo una parte della casa (come stabilito dalla Cassazione n. 24106/2023), ma questo è possibile solo se:
- La parte assegnata è sufficiente per le esigenze della famiglia
- La decisione viene presa nell'interesse dei figli
- Il genitore non collocatario (cioè quello che non vive con i figli) è proprietario esclusivo dell'immobile
Nel caso specifico, la Corte d'Appello ha sbagliato perché:
1. Non ha spiegato quale "fatto nuovo" giustificasse la modifica dell'assegnazione
2. Ha assegnato una parte della casa al padre senza considerare che questo non era nell'interesse della figlia
3. Ha ignorato gli accordi originari presi dai genitori nel divorzio
La Cassazione ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello e ha revocato l'assegnazione del primo piano al padre, ripristinando la situazione precedente con l'intera casa assegnata alla madre e alla figlia.
Questa sentenza è importante perché ribadisce un principio fondamentale: nelle decisioni sulla casa familiare, l'unica cosa che conta è l'interesse dei figli a mantenere il loro ambiente di vita, non le esigenze abitative o economiche dei genitori.

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16/07/2024

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SEPARAZIONI E DIVORZIRigetto richiesta assegno divorzile
18/05/2023

SEPARAZIONI E DIVORZI
Rigetto richiesta assegno divorzile

Nella recentissima sentenza del Tribunale di Bologna con giudice relatore dott. Perla, viene disposto il rigetto della domanda di assegno divorzile facendo leva su quattro punti. Il primo elemento motiva la improbabile veridicità delle basse dichiarazioni dei redditi da parrucchiera della richieden...

http://www.studiolegaleminoccari.com/sentenze/casi-pareri/assegno-divorzileOggi pubblichiamo una sentenza in cui vengono...
18/05/2023

http://www.studiolegaleminoccari.com/sentenze/casi-pareri/assegno-divorzile

Oggi pubblichiamo una sentenza in cui vengono specificati alcuni requisiti essenziali per poter ottenere un assegno divorzile.
In particolare: l'assegno deve essere esattamente quantificato; ha natura diversa dall'assegno di mantenimento ed anche nel caso in cui fosse precedentemente previsto un assegno di mantenimento, questo fatto non pregiudica la reiezione della domanda di assegno divorzile. Inoltre, sotto il profilo assistenziale, le dichiarazioni devono essere plausibili, e non ci si può limitare al dato ufficiale; infine, sotto il profilo compensativo, il richiedente l'assegno deve dimostrare quali rinunce ha effettuato, sotto il profilo lavorativo, per dedicarsi alla famiglia.

Nella recentissima sentenza del Tribunale di Bologna con giudice relatore dott. Perla, viene disposto il rigetto della domanda di assegno divorzile facendo leva su quattro punti. Il primo elemento motiva la improbabile veridicità delle basse dichiarazioni dei redditi da parrucchiera della richieden...

…comunque…noi continuiamo a divertirci!Buone feste a tutti ⭐️💫🌟
23/12/2022

…comunque…noi continuiamo a divertirci!
Buone feste a tutti ⭐️💫🌟

Da una parte un’opera d’arte, dall’altra gli interni di Palazzo Ruini.
07/11/2022

Da una parte un’opera d’arte, dall’altra gli interni di Palazzo Ruini.

Penale - sostanze stupefacenti - ordinanza del 01/02/2022 GIP dott Pecorella - Trib. BolognaAnche la detenzione di 175,3...
22/06/2022

Penale - sostanze stupefacenti - ordinanza del 01/02/2022 GIP dott Pecorella - Trib. Bologna
Anche la detenzione di 175,3 grammi di cannabis (1006 dms) confezionati in 12 involucri, di altre sostanze eterogenee e due bilancine di precisione può configurare una ipotesi di lieve entità. Riqualificazione del fatto in udienza preliminare e ammissione alla messa alla prova.
Nel link un interessante commento del nostro collaboratore avv. Gino Moroni.
http://www.studiolegaleminoccari.com/sentenze/casi-pareri/penale-sostanze-stupefacenti-ordinanza-del

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