14/05/2026
Oltre 4 Milioni di Debiti e una Nuova Speranza
Ho seguito un caso complesso presso il Tribunale di Parma per due clienti, entrambi lavoratori dipendenti, travolti da un passivo complessivo superiore ai 4,5 milioni di euro.
Il Tribunale di Parma, con la recente sentenza n. 57/2026, ha accolto il ricorso per l'apertura di una procedura di liquidazione controllata familiare per i due cugini, presentato ai sensi degli artt. 66 e 268 e ss. del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII).
Il debito non derivava da una gestione sconsiderata del denaro, ma da fideiussioni personali rilasciate anni fa per un’impresa familiare poi fallita nel 2002. Anche se il socio accomandatario aveva già ottenuto l’esdebitazione con il mio intervento nel 2015, i garanti erano rimasti coobbligati per il debito residuo.
Grazie alle novità del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII), è stato possibile presentare un unico ricorso per entrambi i membri del nucleo familiare.
I vantaggi ottenuti immediatamente con l'apertura della procedura:
Sospensione dei pignoramenti. Il Tribunale ha ordinato la sospensione immediata dei pignoramenti in corso anche del quinto dello stipendio per entrambi i lavoratori.
È stato avviato l'iter per definire una quota di stipendio intoccabile, necessaria per garantire una vita dignitosa e il mantenimento dei propri figli.
La procedura mira all'esdebitazione, ovvero alla cancellazione definitiva dei debiti residui dopo un periodo di soli tre anni, permettendo ai soggetti di tornare a essere parte attiva dell'economia.
La sentenza ribadisce l'efficacia del procedimento unitario e l'importanza della relazione dell'OCC (Organismo di Composizione della Crisi) nella ricostruzione della meritevolezza dei debitori.
Per i lavoratori dipendenti gravati da pignoramenti derivanti da vecchie posizioni debitorie, la liquidazione controllata si conferma lo strumento principale per il recupero della capacità economica e la definitiva chiusura delle pendenze pregresse.