17/11/2024
Il diletto del nostro lavoro è il rimedio alla fatica»
Ovvero, una lettera nella letterà, non per nulla in corsivo, rispetto all'incipit:
«Giovane amico,
Non scegliere questa professione se non bruci di curiosità intellettuale;
non sceglierla se, come ammonì un grande avvocato napoletano mio Maestro - Francesco Barra Caracciolo – “al tuo talento non unirai un grande spirito di sacrificio”;
non sceglierla se non avvertirai con piacere che esso invaderà la tua vita e ti chiederà di dedicarle ogni energia perché, come dice un bel verso del Macbeth, “il lavoro nel quale proviamo diletto è esso stesso rimedio alla fatica”;
e come, a chi gli chiedeva del perché di una vita così austera dedicata costantemente al lavoro e al miglioramento che costava la rinuncia nel delizie della vita, Von Karajan rispose: “Le delizie della vita? Sono un rischio da non correre nel mio mestiere”;
non sceglierla se vorrai isolarti intellettualmente perché è il confronto che ti fa umile e quindi ti conserva giovane e vivo; lo insegnava una bellissima frase poco conosciuta del Foscolo: “Va fra la gente per romperti le corna dell'orgoglio”;
non sceglierla se non vorrai mettere al bando le furberie e rispettare, e consigliare di rispettare, le leggi anche morali. Un grande banchiere israelita scrisse al figlio nel testamento: “Se non per vocazione, sii onesto per convenienza”;
non sceglierla se non vorrai prodigarti per gli altri perché - le parole sono del nostro Pietro Calamandrei - “gli avvocati bisogna che lavorino disperatamente, vogliano o non vogliano, fino all'ultimo respiro, per servire gli altri, per aprire la strada agli altri, e arrivino alla morte senza aver potuto fare quello che li riguarda personalmente e… che tutta la vita hanno dovuto rimandare a domani
AVV. FRANZO GRANDE STEVENS