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Importante risultato ottenuto dallo studio Open Avvocati.Nell’ambito della vicenda delle cosiddette “corse fantasma STP”...
05/04/2026

Importante risultato ottenuto dallo studio Open Avvocati.

Nell’ambito della vicenda delle cosiddette “corse fantasma STP”, lo studio, con l’avvocato Domenico Attanasi, ha assistito uno degli indagati.

All’esito dell’analisi del caso, è stata scelta una linea difensiva non meramente adesiva alla richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto, ma più incisiva: è stata infatti proposta opposizione, puntando a un proscioglimento pieno nel merito.

Il GIP ha accolto tale impostazione, escludendo la sussistenza del fatto e riconoscendo l’assenza di responsabilità.

Una decisione che conferma come, anche nella fase delle indagini preliminari, una strategia difensiva mirata possa fare la differenza tra una definizione “attenuata” del procedimento e un pieno riconoscimento dell’estraneità ai fatti contestati.

Importante pronuncia a favore di un contribuente assistito dall’avv. Angelo Prete, dello studio Open Avvocati.Open Avvoc...
02/04/2026

Importante pronuncia a favore di un contribuente assistito dall’avv. Angelo Prete, dello studio Open Avvocati.

Open Avvocati - network professionale multidisciplinare - offre assistenza integrata e qualificata in materia civile, penale, tributaria e del lavoro.

https://openavvocati.com

11/10/2025

📌 Ingiusta detenzione: niente indennizzo se non si accerta l’assenza di dolo o colpa grave

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33530 del 2025, ha ribadito che il diritto all’equa riparazione per ingiusta detenzione, previsto dall’art. 314 c.p.p. e dall’art. 5 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, presuppone l’accertamento dell’assenza di dolo o colpa grave da parte dell’interessato.

Richiamando il principio solidaristico che ispira la disciplina della riparazione per detenzione ingiusta, la Corte ha chiarito che tale principio incontra un limite nella responsabilità individuale: non può essere riconosciuto un indennizzo a chi abbia dolosamente o colposamente contribuito a determinare la propria detenzione.

Nel caso esaminato, la detenzione era derivata da un errore nell’esecuzione di una sentenza poi dichiarata nulla. La Corte d’Appello aveva riconosciuto il diritto all’indennizzo, ma la Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero dell’Economia, annullando l’ordinanza di accoglimento poiché non era stata adeguatamente verificata la possibile colpa grave dell’interessato.

La Suprema Corte ha quindi disposto un nuovo esame, sottolineando che la valutazione sulla condotta del soggetto – e in particolare sulla sua eventuale colpa nella determinazione della misura detentiva – è condizione imprescindibile per il riconoscimento del diritto all’equa riparazione.

Una pronuncia che riafferma l’equilibrio tra il diritto individuale alla libertà e il dovere di responsabilità personale, nel solco dell’interpretazione costituzionalmente e convenzionalmente orientata dell’art. 314 c.p.p.

10/10/2025

Reati ostativi, alla Consulta il divieto di sospensione dell’esecuzione

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 32882/2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità del divieto di sospensione dell’ordine di carcerazione per i condannati per reati ostativi, ritenendo che tale automatismo possa violare i principi di uguaglianza e di funzione rieducativa della pena sanciti dagli articoli 3 e 27 della Costituzione.

Il caso riguardava un uomo condannato per traffico di ingente quantità di stupefacenti, reato incluso nell’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario, che aveva già scontato tre semestri di custodia cautelare. Secondo la difesa, il periodo di presofferto – unitamente alla liberazione anticipata maturata – avrebbe dovuto comportare la sospensione dell’ordine di esecuzione ai sensi dell’art. 656, comma 5, c.p.p.

La Prima sezione penale della Cassazione ha osservato che la norma, nella sua formulazione attuale, esclude in modo assoluto tale possibilità per i reati ostativi.

Tuttavia, i giudici di legittimità hanno ritenuto la questione costituzionale “rilevante e non manifestamente infondata”, richiamando il principio della scindibilità del cumulo: qualora la parte di pena riferibile al reato ostativo risulti integralmente espiata, non vi sarebbe ragione di impedire la sospensione dell’esecuzione per la restante pena.

Secondo la Cassazione, l’attuale meccanismo determina un “surplus di afflittività” non giustificato, imponendo un inutile transito in carcere anche a chi potrebbe immediatamente accedere a misure alternative.

La parola passa ora alla Corte costituzionale, chiamata a valutare se l’automatismo previsto dall’art. 656, comma 4-bis, ultimo periodo, c.p.p. sia compatibile con i principi costituzionali di proporzionalità, uguaglianza e finalità rieducativa della pena.

08/10/2025

🧠⚖️ Nuovo delitto contro l’uso illecito di contenuti generati con l’intelligenza artificiale

Dal 10 ottobre 2025 entreranno in vigore le disposizioni della legge n. 132/2025, che introduce nel nostro ordinamento una serie di nuove fattispecie penali per contrastare l’abuso dei sistemi di intelligenza artificiale e la diffusione di contenuti manipolati o falsificati (“deepfake”).

L’intervento principale è l’inserimento nel Codice penale dell’articolo 612-quater, che punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque, senza il consenso dell’interessato, diffonda immagini, video o voci alterati tramite sistemi di AI, idonei a indurre in errore sulla loro genuinità.
Si tratta di un reato collocato tra quelli contro la libertà morale e la persona, a tutela dell’autodeterminazione individuale e della dignità personale.

La legge introduce anche aggravanti comuni per chi commette reati “mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale”, quando questi costituiscano un mezzo insidioso o ostacolino la difesa pubblica o privata.
Una aggravante speciale è poi prevista per l’attentato ai diritti politici del cittadino, se l’inganno è realizzato tramite AI.

Il legislatore ha inoltre esteso l’ambito di applicazione alle fattispecie economico-finanziarie:

• l’aggiotaggio societario o bancario (art. 2637 c.c.) e la manipolazione del mercato (art. 185 TUF) commessi con l’ausilio di sistemi di AI sono ora puniti con pene più severe (fino a sette anni di reclusione e multe fino a 6 milioni di euro);

• la tutela del diritto d’autore (art. 171 L. 633/1941) viene aggiornata, includendo le condotte di text e data mining abusivo su opere protette.

Infine, il Governo è delegato, entro 12 mesi, a introdurre nuove figure di reato incentrate sull’omessa adozione di misure di sicurezza per la produzione e l’uso professionale di AI, quando da tali omissioni derivi pericolo concreto per la vita, la sicurezza pubblica o lo Stato.

Un passo importante verso un diritto penale dell’intelligenza artificiale, che pone al centro la tutela della persona e la responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie.

Ringraziamo Decripto per l’attenzione e la disponibilità ad ospitare un confronto su un tema di crescente rilevanza come...
09/08/2025

Ringraziamo Decripto per l’attenzione e la disponibilità ad ospitare un confronto su un tema di crescente rilevanza come quello delle truffe online e della criminalità digitale.

È stato un piacere poter condividere alcune riflessioni sul ruolo che il diritto — e in particolare la giurisdizione penale — deve continuare a esercitare nel garantire tutela effettiva alle vittime e nel contrastare pratiche sempre più sofisticate e transnazionali.

Dopo una truffa online da 21.800 euro, il GIP di Brindisi respinge l’archiviazione e ordina nuove indagini. “Anche i reati digitali vanno perseguiti con serietà, senza rinunce preventive”.

15/07/2025

9 min read Nota a App. Milano, Sez. I, 8 giugno 2025, n. 1633. di Marina Fontana Vita della Corte OPEN Avvocati La vicenda trattata nella sentenza in commento prende le mosse da una controversia relativa alla richiesta di restituzione di somme pagate a titolo di interessi in virtù di clausole conte...

E’TERMINATO QUALCHE ORA FA IL SECONDO WORKSHOP FORMATIVO - INFORMATIVO DEL PROGETTO, promosso e patrocinato dalla Region...
19/07/2024

E’TERMINATO QUALCHE ORA FA IL SECONDO WORKSHOP FORMATIVO - INFORMATIVO
DEL PROGETTO, promosso e patrocinato dalla Regione Puglia, “DIGITALMENTiS”💡
SULL’EDUCAZIONE DIGITALE
DEI CONSUMATORI
CHE SI E’ TENUTO PRESSO PALAZZO IMPERIALI A FRANCAVILLA FONTANA.

Nonostante il caldo torrido si e’ registrata una significativa partecipazione a dimostrazione della volonta’ dei tanti partecipanti (per lo piu’ over 65) di restare al passo con i tempi.

Il mio personale ringraziamento va al dr. Carmelo Ciraci’ per la preziosa collaborazione nella buona riuscita dell’evento.

avv. Marina della Corte
Unione Nazionale Consumatori Puglia

L’avvocato Domenico Attanasi, partner di Open Avvocati, ha moderato l’incontro di studio sul tema “Diritto penale minori...
02/12/2023

L’avvocato Domenico Attanasi, partner di Open Avvocati, ha moderato l’incontro di studio sul tema “Diritto penale minorile ed esperienze di prevenzione”, organizzato da AIGA Brindisi in collaborazione con il Comune di Francavilla Fontana e l’Ordine degli Avvocati di Brindisi.

04/05/2023

Indirizzo

Via San Francesco D'Assisi 205
Francavilla Fontana
72021

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