21/09/2026
LA SCUOLA È APERTA A TUTTI: I DIRITTI DEI BAMBINI NON SI DIVIDONO PER CITTADINANZA!
La distinzione tra studenti fondata sulla provenienza nazionale o etnica è inaccettabile, oltre che in evidente contrasto con i principi della nostra Costituzione e non solo.
Purtroppo, la premier Meloni non si sottrae a questa campagna elettorale anticipata, all’inseguimento del generale Vannacci e del recente raduno leghista (al grido «non passa lo straniero»).
Le sue affermazioni contrastano con i principi di uguaglianza e pari dignità sanciti dalla nostra Carta costituzionale.
L’art. 3 impone non solo di riconoscere l’uguaglianza formale, ma anche di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza, impedendo il pieno sviluppo della persona umana.
L’art. 34 ribadisce che la scuola è aperta a tutti, senza distinzioni.
Le affermazioni del primo ministro rappresentano un arretramento rispetto al quadro di garanzie sancito dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali. Il nostro ordinamento e il diritto europeo impongono di considerare l’istruzione un servizio essenziale per prevenire l’emarginazione sociale e favorire il pieno sviluppo psicofisico dei minori.
È da incoscienti servirsi del sistema scolastico e degli studenti per alimentare contrapposizioni ideologiche e propaganda identitaria. Fomentare distinzioni arbitrarie tra studenti significa disattendere i doveri istituzionali di garanzia e i valori fondativi della nostra Repubblica, che riconoscono nella scuola il primo e fondamentale presidio di coesione sociale e pari opportunità.
È un atto politicamente grave e istituzionalmente irresponsabile.
Difendere la scuola significa difendere l’uguaglianza, l’inclusione e le pari opportunità per tutti, nessuno escluso.