Pensione Diritto Costituzionale

Pensione Diritto Costituzionale Pensione Diritto Costituzionale. In difesa della previdenza sociale e di una pensione pubblica come salario differito, come è previsto dalla Costituzione

E mentre loro festeggiano il governo più longevo, saremo noi lavoratori e pensionati a pagare caro il prezzo delle loro ...
03/09/2026

E mentre loro festeggiano il governo più longevo, saremo noi lavoratori e pensionati a pagare caro il prezzo delle loro scelte !

02/09/2026

Stamani, tutti i giornaloni scoprono improvvisamente che l’inflazione galoppa al +3,3% (secondo i rilevamenti Istat), mentre i prezzi reali del carrello della spesa viaggiano a doppia cifra, per non parlare delle bollette e del carburante. Ma un dato su tutti mi ha colpito particolarmente, perché a me piacciono, le zucchine dal 2021 ad oggi sono aumentate del 51%, mentre la mia pensione invece dal 2021 ad oggi è aumentato di circa il 5% quindi addio zucchine! Fine dell’analisi politica.

Le raffinerie fanno miliardi gonfiando il prezzo finale La ripresa degli attacchi tra Usa e Iran fa risalire i prezzi de...
01/09/2026

Le raffinerie fanno miliardi gonfiando il prezzo finale

La ripresa degli attacchi tra Usa e Iran fa risalire i prezzi del petrolio, con il Brent europeo che ha superato ieri i 90 dollari al barile. Una pessima notizia per il governo, se non fosse che gli automobilisti italiani pagano già benzina e diesel a prezzi che riflettono una quotazione del Brent di 180-200 dollari al barile. Sembra una barzelletta ma è quello che avviene da mesi. Il cortocircuito è totale. Da febbraio Meloni&C. sono intervenuti 13 volte per tagliare accise e Iva sui carburanti e contenere i rincari; sconti di pochi centesimi, spesso riassorbiti dai rialzi alla p***a in pochi giorni, ma che sono costati 2,5 miliardi. "Un meccanismo che non funziona perché si traduce in un travaso di valore in cui lo Stato va a compensare l'esplosione dei margini di raffinazione e del trading internazionale", spiega Enzo Simeoni, ex manager del settore con 60 anni di esperienza. Per comprendere la distorsione serve capire che il prezzo dei carburanti in Italia (e non solo) non è determinato sommando il costo del greggio e quelli di lavorazione della raffineria (in gergo tecnico cost-plus), ma è agganciato alla quotazione internazionale dei prodotti petroliferi, il mercato cosiddetto "Platts Cif Med". Queste sigle astruse servono a garantire una cosa sola: il valore del prodotto (benzina e diesel) va correlato al costo che un operatore dovrebbe sostenere per procurarsi un prodotto equivalente sul mercato internazionale, considerando anche la logistica. Se sul mercato internazionale i carburanti sono venduti a 100, io li posso vendere a 100 sul mercato nazionale anche se li ho pagati 20. Questo fa sì che quando crisi geopolitiche (come la guerra nel Golfo Persico) fanno impennare le quotazioni Platts, il margine di raffinazione rispetto al costo della materia prima si dilata fino a valori abnormi. Si chiama Crack spread. In tempi normali il margine lordo di raffinazione (che in buona parte è profitto delle società) viaggia mediamente tra 8 e 12 dollari al barile. Significa che se il greggio Brent costa 75-80 dollari/barile, il prodotto raffinato (Platts) si attesterà intorno a 85-92 dollari/barile. Il prezzo alla p***a, al netto di accise e Iva, riflette questa proporzione. Nelle fasi di shock, però, il Platts schizza verso l'alto, portando la distanza di prezzo tra la materia prima e il prodotto raffinato anche a 40, 50 o 60 dollari al barile. Oggi i prezzi alla p***a sono coerenti con quotazioni Platts addirittura di 130-140 dollari al barile.
Insomma, il consumatore italiano paga alla p***a la frenesia di un mercato da tempo di guerra (200 dollari/barile), mentre la materia prima lavorata negli impianti viene acquistata a prezzi ordinari (85 dollari). "La differenza di 100 dollari non è costo della materia prima: è puro extra-margine accumulato lungo la filiera del prodotto finito", spiega Simeoni. Per questo i profitti dei colossi della raffinazione sono letteralmente esplosi dall'inizio della guerra. Che fare quindi? Se l'Italia deve importare carburanti, non può che farlo al prezzo del mercato internazionale, si dirà. Il nostro Paese, però, è in surplus produttivo, con una grande capacità di raffinazione. Tre raffinerie - Saras (Cagliari), Isab (Priolo Gargallo, Siracusa) e Sonatrach (Augusta, Siracusa) - producono da sole 41 milioni di tonnellate l'anno contro un fabbisogno nazionale di 30-32 milioni di tonnellate. Sonatrach lavora greggio algerino e anche le altre due usano rotte di approvvigionamento che non dipendono strutturalmente dal transito di Hormuz (Nord Africa, Africa Occidentale, mercato Atlantico). In questo contesto tagliare le accise è un palliativo, mentre tassare i profitti dei colossi fa incassare risorse ma non riduce i prezzi. "L'alternativa - spiega Simeoni - è un accordo per gestire le fasi di emergenza. In cambio dell'impatto ambientale che subiscono i territori che le ospitano, le raffinerie devono garantire un contingente prioritario di benzina e gasolio per coprire il fabbisogno nazionale, la cui remunerazione non viene agganciata al Platts, ma a un cost plus certificato che comprenda materia prima, costi operativi e ambientali e un margine industriale congruo, ad esempio 4-6 dollari a barile. Nessun blocco dell'export: potrebbero vendere all'estero ogni quota eccedente. Sono meccanismi che applicano diversi Stati extra-Ue". Nei giorni scorsi, la segretaria del Pd Elly Schlein ha proposto un tetto europeo al margine di raffinazione. "Il problema è che così i trader potrebbero portare le navi dove incassano di più. Invece in questo caso si agisce solo sulla capacità nazionale: le raffinerie non possono spostarle altrove...".

Con guerre e crisi climatica i prezzi del cibo sono esplosi del 29% in cinque anni: per il caffè +50%, olio a +49%. Sala...
31/08/2026

Con guerre e crisi climatica i prezzi del cibo sono esplosi del 29% in cinque anni: per il caffè +50%, olio a +49%. Salasso anche su voli e spese per la casa

Le tabelle interattive del fattoquotidiano.it costruite elaborando i dati Istat consentono di analizzare la stangata voce per voce. La stangata sulla spesa per il cibo (+34% per gli ortaggi, +28% per la frutta) si somma al balzo ancora più clamoroso (+43,3%) della voce relativa alle spese per abitazione, acqua, elettricità e gas, la più pesante nel bilancio delle famiglie

Inflazione record sul cibo: caffè +50%, olio +49%, voli +87%. Quanto hai perso di potere d'acquisto?

Da un lato ci sono i fondi pensione di banche e assicurazioni; dall’altro la Confindustria, in questo caso al- leata con...
31/08/2026

Da un lato ci sono i fondi pensione di banche e assicurazioni; dall’altro la Confindustria, in questo caso al- leata con i sindacati. In mezzo c’è la
politica ed è per questo complesso assetto che il centrodestra è andato in tilt, non rie- sce a decidere al punto da rimettere ciclica- mente in discussione una norma approvata dallo stesso governo Meloni solo 8 mesi fa. Ora si avvicina un nuovo bivio che spacca la maggioranza.

28/08/2026
Quelli che dovevano cancellare la Fornero.....Quanti allocchi ancora abboccheranno?
27/08/2026

Quelli che dovevano cancellare la Fornero.....Quanti allocchi ancora abboccheranno?

A proposito di previdenza e pensioni........
23/08/2026

A proposito di previdenza e pensioni........

02/08/2026

La costante perdita di potere d'acquisto delle pensioni è un dato di fatto ovunque uno viva, la perequazione annuale è una farsa, quando va bene son 30 euro lorde di aumento per uno che prende 1000-1200 euro di pensione, lordi, quindi al netto poco. Ti danno l'aumento sul tasso programmato di inflazione, per il 2026 è previsto il 2,8% sempre lordo. Ma se vai a fare la spesa o paghi una bolletta gli aumenti son ben maggiori, senza considerare la benzina, alla macchina uno può anche rinunciare. Se poi hai la sfortuna di avere anche poca salute come spesso a una certa età capita, allora si che sei finito, molti medicinali che servono aglin anziani ormai non son più prescritti dal servizio sanitario e te li devi pagare. Uno lavora una vita e spera di passare gli ultimi anni in una condizione decente ed invece.....In Italia ci sono 16 milioni di pensionati, alcuni naturalmente se la passano bene, ma la stragrande maggioranza no! Ma ormai in questo paese essere anziano è diventato quasi una colpa.

Quando le pensioni non bastano più!
31/07/2026

Quando le pensioni non bastano più!

Indirizzo

Piazza Baldinucci 8/r
Florence
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15:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
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