18/09/2026
SCUOLA: VADEMECUM PER I GENITORI
Con l’inizio del nuovo anno scolastico, molti genitori di alunni con disturbi del neurosviluppo (DSA, ADHD, disturbi dello spettro autistico, PANS/PANDAS) si troveranno nuovamente ad affrontare dubbi e difficoltà legati alla concreta attuazione dell’inclusione scolastica.
Abbiamo quindi raccolto alcuni consigli pratici per aiutare le famiglie a conoscere e tutelare, fin dall’inizio dell’anno, i diritti dei propri figli
1) LA PREDISPOSIZIONE DEL PDP
Il PDP non dovrebbe essere un documento predisposto e sottoscritto in modo meramente formale.
La famiglia deve poter conoscere le misure individuate, discuterne l’adeguatezza con la scuola e rappresentare le indicazioni degli Specialisti, nel rispetto dei ruoli di ciascuno.
Nel PDP devono essere individuati con chiarezza, in relazione al funzionamento dello studente:
• gli strumenti compensativi utilizzabili;
• le misure dispensative necessarie;
• le modalità di verifica e di valutazione;
• le modalità di monitoraggio e di eventuale aggiornamento del piano;
• gli impegni della scuola, dello studente e della famiglia.
È opportuno chiedere di esaminare la bozza del PDP PRIMA della sua sottoscrizione.
Molto spesso, le famiglie si sentono escluse nella formazione del PDP, e riferiscono di essere state costrette a firmarlo senza nemmeno aver avuto la possibilità di visionarlo, di portarlo a casa e di sottoporlo ai propri Specialisti (Psicologi, NPI).
La scuola spesso giustifica il rifiuto di consegnare la bozza del PDP questo divieto con esigenze di “privacy”. La tutela dei dati personali non giustifica il diniego alla famiglia dell’accesso alla documentazione riguardante il proprio figlio o la propria figlia, proprio perché i genitori sono coloro che rappresentano i propri figli ed i loro diritti (compreso il diritto alla privacy dei loro dati personali e sensibili).
I genitori hanno pieno diritto di ottenere copia del PDP, prima di firmarlo. Questo diritto è stato chiarito anche dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR : “Certamente copia del PDP può essere consegnato alla famiglia che ne faccia richiesta prima di firmarlo, per studiarlo e/o sottoporlo agli specialisti di fiducia.”
La famiglia deve poter conoscere il PDP relativo al figlio e valutarne il contenuto, prima di sottoscriverlo.
Se il PDP appare incompleto o non adeguato, è necessario formulare osservazioni specifiche e chiedere formalmente un incontro e/o una revisione, senza attendere lo scrutinio finale.
2) LA PREDISPOSIZIONE DEL PEI – LA PARTECIPAZIONE AI GLO
Il PEI riguarda gli alunni con accertata condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica. E’ elaborato e approvato dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo), con la partecipazione della famiglia e delle figure coinvolte nel progetto educativo.
Per quanto riguarda il PEI, è importante che la famiglia richieda al Dirigente Scolastico l’autorizzazione a far partecipare ai GLO gli Specialisti che seguono il minore, proprio per la stessa finalità di verificare che il PEI venga predisposto tenendo conto dell’esatto profilo di funzionamento del minore.
La partecipazione degli Specialisti è contemplata dalla normativa (art. 3 comma 6 del Decreto Interministeriale n. 182/2020, così come modificato e integrato dal Decreto Interministeriale n. 153/2023: “il Dirigente Scolastico può autorizzare, ove richiesto, la partecipazione di non più di un esperto indicato dalla famiglia”). Per esercitare questo diritto, la famiglia deve comunicare tempestivamente alla scuola l'intenzione di far partecipare uno Specialista privato al GLO.
E’ importante che i genitori si facciano assistere da un proprio Specialista in sede di GLO, perché è in sede di GLO e attraverso il PEI che vengono individuati i fabbisogni dell’alunno e formulate le proposte relative alle risorse necessarie per garantirne l’inclusione, comprese quelle concernenti il sostegno didattico.
Non esiste, infatti, alcun automatismo tra il riconoscimento dell’art. 3, comma 1 o comma 3, della Legge 104 e un determinato numero di ore di sostegno.
Per questo è di FONDAMENTALE importanza quanto viene deciso in sede di GLO. Le famiglie non dovrebbero sottovalutarne l’importanza, perché è proprio in quella sede che si decidono le ore di sostegno da assegnare.
Una volta approvato il PEI, gli Uffici scolastici, per quanto riguarda i docenti di sostegno, e gli enti locali competenti, per quanto riguarda gli educatori assistenti all’autonomia e alla comunicazione, NON possono ridurre unilateralmente le ore indicate nel PEI invocando soltanto la carenza di organico, la disponibilità limitata di personale o esigenze di bilancio. Le ore di sostegno e quelle di assistenza educativa, inoltre, rispondono a funzioni diverse e non possono essere automaticamente utilizzate per compensarsi tra loro.
In caso di mancata o ridotta assegnazione, la famiglia deve contestare tempestivamente la decisione e chiedere l’integrale attuazione del PEI.
Con l’assistenza di un legale, è possibile attivare un procedimento cautelare o d’urgenza, al fine di ottenere in tempi rapidi l’assegnazione dei docenti di sostegno e degli educatori, per le ore indicate nel PEI.
3) VERIFICA COSTANTE DELLA CORRETTA APPLICAZIONE DEL PDP E DEL PEI
Non basta aver predisposto un buon PDP o un buon PEI. Occorre che essi siano correttamente ed integralmente applicati dai singoli docenti.
Nella pratica, può accadere (e purtroppo accade troppo spesso!) che le misure previste dal PDP o dal PEI non vengano applicate correttamente o con continuità: mancato utilizzo degli strumenti compensativi, modalità di verifica non conformi a quelle programmate, sovrapposizione delle prove, mancato rispetto delle misure dispensative o valutazioni che non tengono adeguatamente conto del percorso personalizzato o individualizzato.
In questi casi è importante intervenire tempestivamente.
Il primo passo dovrebbe essere il confronto con i docenti e con la scuola, in un’ottica di collaborazione costruttiva.
Se, tuttavia, il problema persiste, è opportuno che la famiglia formalizzi per iscritto le proprie osservazioni, rivolgendosi al docente, al coordinatore, al Dirigente Scolastico.
Non aspettate la fine dell’anno scolastico.
Segnalare tempestivamente le criticità consente non soltanto di chiedere alla scuola di correggerle quando è ancora possibile intervenire sul percorso dello studente, ma anche di documentare quanto accaduto, qualora successivamente si renda necessaria una tutela in sede amministrativa o giudiziaria.
Ogni episodio di mancata applicazione del PEI/PDP va segnalato per iscritto: le mail, le PEC, le comunicazioni formali costruiscono il fascicolo probatorio che renderà più sostenibile un eventuale ricorso al TAR.
Se neppure le contestazioni scritte sortiscono effetto, il passo successivo sarà quello di richiedere l’intervento di un avvocato.
L’onere della contestazione è spesso richiamato anche dai giudici amministrativi, quando si ricorre contro la scuola.
Nei ricorsi basati sulla violazione del PDP o del PEI, il TAR non si limita a verificare se la scuola abbia commesso delle omissioni, ma esamina anche il comportamento complessivo della famiglia alla luce del principio di buona fede e collaborazione.
I TAR sottolineano che la famiglia non può attendere l'esito negativo dell'anno scolastico (la bocciatura) per far valere per la prima volta le inadempienze dei docenti.
Se durante l'anno scolastico i docenti non applicano le misure dispensative o gli strumenti compensativi, la famiglia ha l'onere di formalizzare tempestivamente per iscritto tali anomalie. In assenza di comunicazioni scritte inviate alla scuola nel corso dell'anno (tramite PEC, raccomandata o note protocollate), il TAR tende a presumere che l'attuazione del piano sia stata accettata o ritenuta congrua dalla famiglia.
Il consiglio più importante, quindi, è uno: non aspettare la fine dell’anno scolastico.
PDP e PEI non sono meri adempimenti burocratici, ma strumenti destinati a garantire concretamente il diritto allo studio e all’inclusione.
Dobbiamo tutti pretendere che essi siano correttamente predisposti e correttamente applicati.
Avv. Francesco Chetoni Avv. Francesca Raffaele
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