Studio Legale CNTTV di Noferi Tarducci e Vallini

Studio Legale CNTTV  di Noferi Tarducci e Vallini Florence Legal E' possibile proporre allo studio legale, senza impegno, un quesito, un caso o un problema.

A seguito del ricevimento, verrà inviato, in risposta alla e-mail, un preventivo gratuito e senza impegno per un parere scritto con l'indicazione dei giorni lavorativi necessari alla redazione della consulenza. Lo Studio può avvalersi, nella redazione del parere, della collaborazione di altri avvocati, anche esterni allo Studio stesso. Il costo della consulenza viene determinato sulla base delle v

igenti tariffe professionali forensi. L'invio del quesito non dà luogo ad alcun impegno economico a carico del richiedente.

CNTTV NEWS | Il socio non è il problema. Il problema è non aver previsto cosa succede dopo.Quando nasce una società, sop...
19/08/2026

CNTTV NEWS | Il socio non è il problema. Il problema è non aver previsto cosa succede dopo.

Quando nasce una società, soprattutto tra amici, colleghi o familiari, si parla di progetto, crescita, obiettivi e opportunità.

Quasi mai si parla di ciò che potrebbe accadere se le cose cambiano.

Eppure, nella mia esperienza, i problemi societari raramente nascono per cattiva fede. Molto più spesso nascono perché nessuno aveva previsto cosa fare quando uno dei soci decide di uscire, quando entrano nuovi investitori, quando emergono visioni diverse sul futuro dell’azienda o quando arriva il momento di prendere decisioni importanti.

Chi può vendere le proprie quote?
A quali condizioni?
Chi decide sulle scelte strategiche?
Cosa succede se un socio non è più operativo?
Come si gestisce l’ingresso di nuovi capitali?

Sono domande che sembrano lontane quando l’entusiasmo è alle stelle. In realtà sono proprio queste le regole che permettono a un’impresa di crescere senza blocchi e senza conflitti.

Per questo statuto, patti parasociali e governance non sono semplici formalità burocratiche.

Sono gli strumenti che trasformano un accordo tra persone in un progetto imprenditoriale capace di durare nel tempo.

La vera differenza non la fa la fiducia tra soci.

La fa aver stabilito in anticipo cosa succederà quando le cose non andranno esattamente come previsto.

📌 Le regole migliori sono quelle scritte quando tutti sono ancora d’accordo.

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08/08/2026
CNTTV NEWS | FORTETO: ORA SERVONO I FATTI.Anni di processi.Responsabilità accertate.Risarcimenti già riconosciuti.E vitt...
28/07/2026

CNTTV NEWS | FORTETO: ORA SERVONO I FATTI.

Anni di processi.
Responsabilità accertate.
Risarcimenti già riconosciuti.
E vittime che stanno ancora aspettando.

La conferenza stampa tenuta presso lo Studio Legale CNTTV ha riportato al centro dell’attenzione una questione che non può essere ulteriormente rinviata.

La vicenda è stata ripresa da RAI 3 TGR Toscana, La Nazione, NovaRadio, Controradio, OK!Mugello e altre testate.

Il fondo annunciato dalla politica? Ben venga. Può essere uno strumento importante.

Ma non confondiamo i piani.

Per alcune delle vittime che assistiamo i giudizi civili hanno già portato al riconoscimento della responsabilità e a condanne risarcitorie. Altre posizioni sono ancora oggetto di giudizio.

E proprio nell’ambito dei procedimenti in corso, il giudice ha sollecitato le parti a verificare concretamente una possibile definizione della controversia.

Eppure, ad oggi, da Palazzo Chigi non è ancora arrivata una proposta economica concreta.

Dopo tanti anni, non servono altri annunci.

Servono risarcimenti equi, rapidi e concreti.
Ora servono i fatti.

Su La Nazione l’approfondimento dedicato al nodo dei risarcimenti:
Forteto, il nodo risarcimenti – La Nazione⁠

Diritti StudioLegaleCNTTV

CNTTV NEWS | FORTETO: LE VITTIME NON POSSONO ASPETTARE ANCORADa RAI 3 TGR Toscana a La Nazione, passando per NovaRadio, ...
28/07/2026

CNTTV NEWS | FORTETO: LE VITTIME NON POSSONO ASPETTARE ANCORA

Da RAI 3 TGR Toscana a La Nazione, passando per NovaRadio, Controradio e le altre testate del territorio: la conferenza stampa tenuta presso lo Studio Legale CNTTV ha riportato al centro dell’attenzione il tema dei risarcimenti alle vittime del Forteto.

Ma c’è un punto che deve essere chiaro.

Non siamo all’inizio di questa vicenda. Ci sono stati processi, decisioni giudiziarie e risarcimenti già riconosciuti e corrisposti.

Per alcune vittime assistite dallo Studio, i giudizi civili hanno già portato al riconoscimento della responsabilità e alla condanna al risarcimento. Per altre posizioni il contenzioso è ancora in corso.

Ed è proprio nell’ambito di questi giudizi che il giudice ha chiesto alle parti di verificare concretamente la possibilità di arrivare a una definizione, aprendo uno spazio per chiudere finalmente una vicenda che dura da troppi anni.

Per questo il fondo annunciato dalla politica è una buona notizia, ma non può sostituire né confondersi con i risarcimenti oggetto dei procedimenti già avviati.

Sono due piani diversi.

Da una parte, un fondo che può offrire una risposta più ampia alle vittime. Dall’altra, persone che hanno già percorso per anni la strada della giustizia e che oggi attendono che quanto avviato trovi finalmente una conclusione.

Ad oggi, però, da Palazzo Chigi non è ancora arrivata una proposta economica concreta per definire queste posizioni.

Si parla di settembre. Ce lo auguriamo.

Ma dopo anni di processi, sentenze e attese, non servono più annunci: servono risarcimenti equi, rapidi e concreti.

Continueremo a tutelare le vittime perché questa vicenda possa arrivare finalmente a una conclusione all’altezza di quanto hanno subito.

Ora servono i fatti.

Qui sotto alcuni articoli:

Forteto, il nodo risarcimenti. Le 17 cause civili incagliate: "Nessuna offerta dal Governo" https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/forteto-il-nodo-risarcimenti-le-c8244e1e

https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/26_luglio_27/le-vittime-del-forteto-ancora-in-attesa-dei-risarcimenti-14378b40-6fdd-4098-98af-8aebb52fbxlk.shtml

https://www.rainews.it/tgr/toscana/notiziari

CNTTV NEWS | Il socio non è il problema. Il problema è non aver previsto cosa succede dopo.Quando nasce una società, sop...
23/06/2026

CNTTV NEWS | Il socio non è il problema. Il problema è non aver previsto cosa succede dopo.

Quando nasce una società, soprattutto tra amici, colleghi o familiari, si parla di progetto, crescita, obiettivi e opportunità.

Quasi mai si parla di ciò che potrebbe accadere se le cose cambiano.

Eppure i problemi societari raramente nascono per cattiva fede. Molto più spesso nascono perché nessuno aveva previsto cosa fare quando uno dei soci decide di uscire, quando entrano nuovi investitori, quando emergono visioni diverse sul futuro dell’azienda o quando arriva il momento di prendere decisioni importanti.

Chi può vendere le proprie quote?
A quali condizioni?
Chi decide sulle scelte strategiche?
Cosa succede se un socio non è più operativo?
Come si gestisce l’ingresso di nuovi capitali?

Sono domande che sembrano lontane quando l’entusiasmo è alle stelle. In realtà sono proprio queste le regole che permettono a un’impresa di crescere senza blocchi e senza conflitti.

Per questo statuto, patti parasociali e governance non sono semplici formalità burocratiche.

Sono gli strumenti che trasformano un accordo tra persone in un progetto imprenditoriale capace di durare nel tempo.

La vera differenza non la fa la fiducia tra soci.

La fa aver stabilito in anticipo cosa succederà quando le cose non andranno esattamente come previsto.

📌 Le regole migliori sono quelle scritte quando tutti sono ancora d’accordo.

CNTTV NEWS | Per le PMI avere un legale vicino non dovrebbe essere un lussoPer molte imprese il legale viene coinvolto q...
23/06/2026

CNTTV NEWS | Per le PMI avere un legale vicino non dovrebbe essere un lusso

Per molte imprese il legale viene coinvolto quando il problema è già diventato urgente.

Un contratto firmato senza verificarne bene le clausole, un credito lasciato fermo troppo a lungo, un socio con cui iniziano le prime tensioni, un fornitore che non rispetta gli impegni, un nuovo strumento digitale utilizzato senza regole interne, una contestazione che arriva quando i margini di intervento sono già più stretti.

È un modo di lavorare comprensibile, soprattutto nelle PMI, dove si decide velocemente e spesso si prova a gestire tutto internamente. Ma oggi, con regole, tecnologie, mercati e responsabilità in continuo cambiamento, questo approccio rischia di non bastare più.

Non tutte le aziende possono sostenere il costo di un ufficio legale interno. Ma molte aziende avrebbero bisogno di un riferimento legale stabile, che conosca l’impresa, i suoi contratti, i suoi rapporti commerciali, le sue criticità ricorrenti e il modo in cui vengono prese le decisioni.

È qui che i contratti di consulenza continuativa possono diventare uno strumento molto concreto.

Non si tratta di chiamare l’avvocato solo quando arriva una diffida o una causa. Si tratta di avere un professionista che accompagni l’impresa nelle scelte quotidiane: prima di firmare un contratto, prima di inviare una comunicazione delicata, prima di lasciare fermo un credito, prima di avviare una collaborazione, prima di adottare una nuova procedura interna.

Il vantaggio non è solo tecnico. È anche organizzativo.

Un legale che segue l’azienda con continuità non riparte ogni volta da zero. Conosce il contesto, comprende meglio le urgenze, individua prima i rischi e può aiutare l’imprenditore a prendere decisioni più rapide e consapevoli.

Per una PMI, questo può significare avere una protezione più ordinata, senza necessariamente strutturare un reparto legale interno.

CNTTV affianca le imprese anche attraverso percorsi di consulenza continuativa, pensati per offrire un supporto legale stabile su contratti, recupero crediti, governance, privacy, innovazione, responsabilità e prevenzione del contenzioso.

Perché il vero punto non è avere qualcuno da chiamare quando il problema è già nato.

È avere accanto qualcuno che conosca l’azienda abbastanza da aiutare a prevenirlo, gestirlo e trasformarlo in una decisione più consapevole.

CNTTV NEWS | Il socio non è solo un compagno di viaggioQuando si costituisce una società, soprattutto nelle fasi inizial...
10/06/2026

CNTTV NEWS | Il socio non è solo un compagno di viaggio

Quando si costituisce una società, soprattutto nelle fasi iniziali di un progetto imprenditoriale, il socio viene spesso percepito come un compagno di viaggio. Una persona con cui si condivide un’idea, un investimento, una competenza, una visione o semplicemente la volontà di costruire qualcosa insieme.

All’inizio questo può bastare. L’entusiasmo, la fiducia personale e l’urgenza di partire spingono spesso a rinviare le domande più scomode. Chi decide davvero? Cosa accade se un socio non lavora più nel progetto? Come si gestisce l’ingresso di nuovi investitori? Cosa succede se uno vuole uscire e l’altro no? Quali decisioni richiedono l’unanimità? Come si evita che una società resti bloccata?

Il problema è che queste domande, se non vengono affrontate prima, tendono a ripresentarsi dopo, ma in un contesto molto più difficile. Quando la società ha già clienti, dipendenti, debiti, contratti, asset, responsabilità e magari anche un valore economico rilevante, ogni divergenza tra soci può diventare un fattore di paralisi.

Nelle startup, nelle PMI e nelle società familiari, molti conflitti non nascono da un errore tecnico, ma dall’assenza di regole chiare. Ruoli non definiti, quote distribuite senza una reale riflessione, patti parasociali mancanti, governance troppo generica, clausole di uscita inesistenti, diritti di prelazione non coordinati, decisioni strategiche lasciate all’improvvisazione.

Finché tutto funziona, questi aspetti sembrano secondari. Quando invece cambiano gli equilibri, entrano nuovi soci, emergono difficoltà economiche o si rompe la fiducia personale, diventano centrali.

Una società non dovrebbe reggersi solo sui rapporti personali. Dovrebbe avere una struttura capace di resistere anche quando quei rapporti diventano più complessi.

Per questo, nella vita societaria, lo statuto e gli eventuali patti tra soci non sono semplici documenti formali. Sono strumenti di prevenzione. Servono a disciplinare il potere decisionale, la circolazione delle quote, l’uscita di un socio, la gestione dei conflitti, la valorizzazione della partecipazione, la tutela dei founder, l’ingresso di investitori e la continuità dell’attività.

Naturalmente non tutto può essere previsto. Ma molto può essere regolato con maggiore consapevolezza.

Il socio non è solo chi parte insieme a noi. È qualcuno con cui si condividono rischi, responsabilità, decisioni e futuro dell’impresa. Proprio per questo il rapporto societario deve essere costruito con la stessa attenzione con cui si costruisce il progetto industriale o commerciale.

Perché quando il problema nasce dentro la società, non riguarda solo i soci. Può incidere sulla gestione, sui clienti, sui dipendenti, sugli investitori e sulla stessa continuità dell’impresa.

Prevenire un conflitto societario non significa mancare di fiducia. Significa proteggere il progetto comune prima che la fiducia, da sola, non sia più sufficiente.

CNTTV NEWS | La mediazione non è una resaNel contenzioso civile esiste un equivoco ancora molto diffuso: pensare che la ...
06/06/2026

CNTTV NEWS | La mediazione non è una resa

Nel contenzioso civile esiste un equivoco ancora molto diffuso: pensare che la tutela migliore coincida sempre con l’andare avanti fino alla sentenza.

In alcuni casi è così. Ci sono situazioni in cui il processo è necessario, perché occorre accertare una responsabilità, ottenere un titolo, bloccare una condotta, far valere un diritto o difendersi da una pretesa infondata. Ma ci sono anche casi in cui la prosecuzione del giudizio rischia di diventare più costosa, più lunga e meno utile rispetto all’interesse concreto della parte coinvolta.

La mediazione, la trattativa e l’accordo non sono necessariamente segni di debolezza. Sono strumenti giuridici che, se usati con metodo, possono consentire di raggiungere un risultato più rapido, più sostenibile e più coerente con le esigenze reali del cliente.

Questo vale per le imprese, che spesso hanno bisogno di recuperare risorse, chiudere posizioni sospese, evitare costi reputazionali o liberare energie interne. Vale per i professionisti, che devono valutare tempi, costi e probabilità di recupero. Vale anche per i privati, per i quali una controversia può diventare non solo un problema economico, ma anche personale, familiare e organizzativo.

La vera domanda, quindi, non è semplicemente: “posso fare causa?”. La domanda più corretta è: “qual è il risultato che mi serve davvero?”.

Una buona strategia legale non si misura solo dalla capacità di scrivere atti o sostenere una posizione in giudizio. Si misura anche dalla capacità di leggere il conflitto, stimare il rischio, valutare le prove, comprendere i margini di trattativa e individuare il momento in cui una soluzione negoziale può tutelare meglio l’interesse della parte assistita.

Naturalmente, non ogni controversia può essere conciliata. E non ogni proposta merita di essere accettata. Proprio per questo serve metodo: distinguere quando è opportuno resistere, quando è utile negoziare e quando, invece, l’accordo rischia di sacrificare troppo.

La mediazione non è una resa. È uno spazio in cui il conflitto può essere riletto con lucidità, prima che tempi, costi e incertezza consumino più valore di quello che la causa potrebbe restituire.

Per chi ha una controversia già avviata, una posizione bloccata o una trattativa difficile, può essere utile fermarsi e valutare il percorso più ragionevole. Perché, nel diritto, vincere non significa sempre arrivare fino in fondo. A volte significa scegliere per tempo la strada più efficace.

CNTTV NEWS | Nelle startup il problema non è solo trovare capitaliQuando una startup cresce, il primo obiettivo sembra s...
26/05/2026

CNTTV NEWS | Nelle startup il problema non è solo trovare capitali

Quando una startup cresce, il primo obiettivo sembra spesso quello di trovare capitali. È comprensibile. Senza risorse economiche, molte idee restano ferme, molte assunzioni vengono rinviate, molti prodotti non riescono a uscire dalla fase iniziale. Ma nella pratica il momento davvero delicato non è soltanto l’ingresso dell’investitore. È il modo in cui quell’ingresso viene regolato.

Il capitale può accelerare un progetto, ma può anche modificare profondamente gli equilibri tra soci, founder e nuovi investitori. Per questo ogni operazione di investimento dovrebbe essere accompagnata da una struttura giuridica chiara, capace di disciplinare non solo ciò che accade al momento della firma, ma anche ciò che potrà accadere nei mesi e negli anni successivi.

Aumento di capitale, governance, diritti amministrativi e patrimoniali, clausole di co-vendita, diritti di trascinamento, meccanismi antidiluitivi, piani di incentivazione, diritti informativi, quorum rafforzati, limiti alla circolazione delle quote, gestione dell’exit, ruolo operativo dei founder. Sono aspetti che, se trattati superficialmente, rischiano di diventare il primo terreno di conflitto proprio quando la società inizia a crescere.

C’è poi un tema che nelle startup viene spesso sottovalutato: la proprietà intellettuale. Marchio, codice sorgente, software, contenuti, know-how, database, design, materiale sviluppato da collaboratori o consulenti devono essere ricondotti in modo chiaro alla società. Un investitore, prima di entrare, non guarda soltanto l’idea o il potenziale commerciale. Guarda anche se gli asset su cui si fonda il progetto appartengono davvero alla società e se sono protetti in modo adeguato.

La stessa attenzione dovrebbe essere dedicata ai rapporti tra founder. All’inizio l’entusiasmo tiene insieme tutto. Ma quando arrivano capitali, responsabilità, obiettivi di crescita e possibili divergenze strategiche, diventa essenziale sapere chi decide cosa, con quali maggioranze, cosa accade se un founder esce, se smette di collaborare, se nasce un contrasto o se cambia la visione sul futuro dell’impresa.

Nelle operazioni societarie il contratto non deve fotografare soltanto l’accordo di oggi. Deve prevedere il domani, quando cambieranno numeri, aspettative, rapporti di forza e interesse economico delle parti.

Per una startup, la consulenza legale non è burocrazia. È infrastruttura di crescita. Serve a rendere l’impresa più leggibile per chi investe, più solida per chi la guida e più protetta quando il progetto inizia davvero a scalare.

Chi costruisce una società innovativa dovrebbe chiedersi non solo come far entrare capitali, ma anche come evitare che l’ingresso dei capitali diventi il primo punto di frizione tra soci.

Perché l’investimento giusto non è solo quello che porta risorse. È quello che entra in una struttura capace di sostenere la crescita.

CNTTV NEWS | Concessioni balneari, il TAR Toscana manda un messaggio chiaroLa recente decisione del TAR Toscana sul caso...
10/05/2026

CNTTV NEWS | Concessioni balneari, il TAR Toscana manda un messaggio chiaro

La recente decisione del TAR Toscana sul caso Grosseto non riguarda soltanto un Comune o alcune concessioni demaniali. Riguarda un tema molto più ampio: il rapporto tra proroghe nazionali, diritto europeo e responsabilità degli enti locali.

Il TAR ha annullato la delibera con cui il Comune di Grosseto aveva disposto la proroga delle concessioni balneari, ribadendo un principio ormai sempre più difficile da ignorare: le proroghe automatiche non sono compatibili con i principi europei di concorrenza, trasparenza e apertura del mercato.

Il punto delicato è proprio questo. Molti Comuni, negli ultimi anni, si sono mossi in un contesto normativo incerto, spesso attendendo indicazioni definitive dal legislatore nazionale. Ma la sentenza sembra dire che l’incertezza normativa non può trasformarsi in immobilismo amministrativo.

Le implicazioni sono rilevanti.

Gli enti locali potrebbero trovarsi esposti a nuovi ricorsi se continuano a fondare le proprie decisioni su proroghe generalizzate. Gli operatori balneari, invece, restano in una posizione complessa: da un lato hanno investito confidando in un sistema che per anni ha previsto rinnovi e proroghe; dall’altro devono fare i conti con un quadro europeo che impone gare, trasparenza e contendibilità delle risorse pubbliche.

Il vero nodo, quindi, non è soltanto giuridico. È economico, amministrativo e politico.

Serve una disciplina chiara, capace di bilanciare concorrenza e tutela degli investimenti, apertura del mercato e continuità delle imprese esistenti. Continuare a procedere per proroghe, rinvii e contenziosi significa lasciare Comuni e operatori in una precarietà permanente.

La decisione del TAR Toscana ci ricorda una cosa semplice: quando una risorsa pubblica è scarsa e ha valore economico, la sua assegnazione non può restare fuori dalle regole della concorrenza.

La vera domanda, adesso, è se il sistema sarà capace di governare questa transizione o se continuerà a subirla sentenza dopo sentenza.

Indirizzo

Via Giovanni Pico Della Mirandola, 9
Florence
50132

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

Telefono

+39055217989

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