19/06/2026
Sono già passati 20 anni da quando ho deciso di dedicarmi soltanto al diritto ereditario, anche internazionale, e alla fiscalità connessa.
Nonostante la passione istintiva per la materia, il passo non è stato facile sapendo che avrei frequentato meno tanti altri ambiti del diritto, altrettanto affascinanti. Sentivo però che una specializzazione era necessaria.
Oggi posso dire di aver fatto la scelta giusta. Lavorare alla stessa materia non è rutine, ma uno stimolo continuo all’approfondimento, perché più sai e più sei consapevole di non sapere; motivo per cui continuo a studiare tutti i giorni.
Ho incontrato tante persone e, oltre a quello che ci siamo dati a livello professionale-lavorativo, c’è stato un forte scambio umano. È questo che mi ha arricchito e dato profonda soddisfazione.
Ho sempre creduto nella pianificazione patrimoniale sia con atti inter vivos che mortis causa e, dove assente, nella prevenzione del contenzioso giudiziale. La mediazione, per mia esperienza, è uno strumento efficacissimo. Certo è che bisogna affrontarla con convinzione, tempo e metodo, lavorando con la controparte e anche con il cliente. Avere ben chiari sin dall’inizio tutti i punti di forza e di debolezza, consente di ottenere il risultato, senza attendere che ce lo fornisca un giudice, a distanza di tempo.
Dopo 20 anni di esperienza mi sento in dovere di suggerire, a chi “trasmetterà” il patrimonio e a chi dovrà riceverlo, di porsi domande per tempo e trovare le risposte, per evitare che la successione sia, oltre che un dolore, anche un grosso problema o una delusione. A volte basta veramente poco per sistemare tutto; penso per esempio alle successioni internazionali dove con un semplice testamento si può sceglierne la legge applicabile. Il riferimento va anche ai più banali casi in cui il coniuge superstite della coppia senza discendenti (e ascendenti) si ritrova a dover dividere la casa coniugale con i fratelli del premorto, in caso di successione legittima.
Cosa ci attende in futuro? In Italia molto probabilmente una riforma fiscale delle successioni e donazioni, perché l’UE la esigerà; finirà l’attuale paradiso fiscale successorio italiano. Verosimilmente un’altra riforma riguarderà l’affievolimento o eliminazione dei diritti dei legittimari. Per questi due motivi chi vorrà potrà approfittarne, prima che sia tardi.
L’intelligenza artificiale sta già cambiando il lavoro dei professionisti e l’accesso gratuito e istantaneo all’informazione anche da parte dei clienti. La consulenza “spicciola” non sarà più competenza dell’avvocato. Lo sarà invece, almeno lo spero, tutta quella parte che richiede soluzioni specialistiche a situazioni complesse che, solo chi ha una visione completa della materia, potrà dare.