Studio Notarile Dario Colangeli Notaio

Studio Notarile Dario Colangeli Notaio Dal 1981 offriamo servizi notarili a famiglie, professionisti ed imprese.

Lo Studio notarile Colangeli è presente sul territorio della Provincia di Pesaro e Urbino dal 1981 con la nomina del Notaio Angelo Colangeli cui si è aggiunto dal 2012 il Notaio Dario Colangeli che prima già aveva esercitato la professione di Avvocato presso il foro di Pesaro e Urbino. Lo Studio Notarile Colangeli si avvale della fondamentale collaborazione dell’Associazione INSIGNUM che racchiude

le migliori menti del Notariato Italiano e che fornisce agli associati un importante supporto scientifico ed operativo su tutte le materie dell’attività notarile e fornisce soluzioni diverse ed innovative in grado di realizzare le sempre più complesse esigenze dei cittadini e il miglior assetto patrimoniale all’interno delle famiglie nonchè le più moderne soluzioni d’impresa. Lo Studio Notarile Colangeli si avvale di un team di collaboratori di elevata professionalità ed esperienza ognuno dei quali è in grado di fornire la migliore consulenza e assistenza alla clientela sempre in stretta relazione con i Notai ed in base ai protocolli operativi interni di continuo aggiornati ed integrati. Lo Studio Notarile Colangeli fornisce un servizio di prima consulenza qualificato, di pronta fruizione e facile accesso su tutte le materie dell’attività notarile indipendentemente dall’effettivo conferimento dell’incarico.

01/09/2026

Basta la presenza di un dipendente o del solo avvocato al primo incontro di mediazione? 🤔
⚖️ La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 21405 del 23 giugno 2026, sez. III civile, ha ribadito che no: è necessaria la partecipazione personale delle parti o di un rappresentante munito di effettivi poteri sostanziali.

⚠️ In tema di mediazione obbligatoria o disposta dal giudice ai sensi del d.lgs. n. 28 del 2010, la condizione di procedibilità della domanda richiede la comparizione personale al primo incontro. Per le persone giuridiche, tale partecipazione si realizza attraverso un soggetto delegato a conoscenza dei fatti di causa e munito dei poteri sostanziali previsti dall’art. 8, comma 4, del medesimo decreto. Questi poteri devono consentire la reale disponibilità dei diritti controversi.

👉 Nel caso esaminato, al primo incontro non era comparso il legale rappresentante della società, ma solo una dipendente delegata a “presenziare” e il difensore delegato ad “assistere”. La Cassazione ha confermato l’improcedibilità della domanda, precisando che una delega limitata alla mera presenza o assistenza non è sufficiente.

☝️ La procura sostanziale non deve necessariamente riferirsi alla singola controversia, ma deve attribuire poteri effettivi di disposizione dei diritti oggetto della lite. Gli stessi principi si applicano anche alla mediazione discrezionale disposta dal giudice d’appello.

Questa pronuncia rafforza l’importanza di una partecipazione effettiva e consapevole alla mediazione, evitando formalismi che ne vanifichino lo scopo.

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È arrivato il momento di prenderci una pausa. 😊🏖️ Anche quest'anno abbiamo avuto un periodo di lavoro molto intenso e se...
13/08/2026

È arrivato il momento di prenderci una pausa. 😊

🏖️ Anche quest'anno abbiamo avuto un periodo di lavoro molto intenso e sentiamo il bisogno di ricaricarci per rigenerare anima e corpo!

📌 Il nostro Studio riaprirà Lunedì 31 agosto.

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Si può riservare l’uso esclusivo di un cortile 🌳 o di un’area comune a un solo condomino con un semplice accordo? 📃⚖️ La...
11/08/2026

Si può riservare l’uso esclusivo di un cortile 🌳 o di un’area comune a un solo condomino con un semplice accordo? 📃

⚖️ La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 10690 del 22 aprile 2026, sez. II civile, ha ribadito che no, non è ammissibile costituire un diritto reale di uso esclusivo sulle parti comuni dell’edificio.

👉 Il principio del numerus clausus e della tipicità dei diritti reali impedisce di creare figure atipiche che svuotino il diritto di proprietà degli altri condomini. Un titolo negoziale che attribuisca un uso esclusivo perpetuo su un bene comune (come un cortile o un’area di manovra) non può generare un diritto reale autonomo.

☝️ Quando tale previsione compare al momento della costituzione del condominio, i giudici devono verificare di volta in volta la reale volontà delle parti. Possono essersi limitate ad attribuire l’uso esclusivo riservando la proprietà all’alienante, oppure aver inteso ricondurre il diritto al diritto reale d’uso di cui all’art. 1021 del Codice Civile (che è personale e temporaneo), oppure ancora aver voluto concedere un uso esclusivo e perpetuo di natura meramente obbligatoria.

Questa pronuncia conferma l’orientamento già espresso dalle Sezioni Unite (sentenza n. 28972/2020) e tutela la natura collettiva delle parti comuni. L’uso più intenso di un bene comune da parte di un singolo è possibile, ma solo nei limiti dell’art. 1102 c.c., senza alterarne la destinazione e senza impedire agli altri di farne parimenti uso.

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L’esenzione ICI (e oggi IMU) per l’abitazione principale richiede ancora che tutta la famiglia vi risieda? 🏠👨‍👩‍👧‍👦⚖️ La...
03/08/2026

L’esenzione ICI (e oggi IMU) per l’abitazione principale richiede ancora che tutta la famiglia vi risieda? 🏠👨‍👩‍👧‍👦
⚖️ La Corte Costituzionale, con sentenza n. 112 del 24 giugno 2025, ha risposto di no, dichiarando incostituzionale quella parte della norma che subordinava il beneficio alla dimora abituale dei familiari.

👉 La questione è arrivata alle Sezioni Unite della Cassazione con l’ordinanza n. 23488 del 18 luglio 2026. L’art. 8, comma 2, del D.Lgs. n. 504/1992 (come modificato dalla legge n. 296/2006) prevedeva che per “abitazione principale” si intendesse quella in cui il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente. Questa formulazione creava una disparità irragionevole tra chi vive solo o con residenza separata dal nucleo familiare e chi invece convive.

📃 La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma per violazione degli artt. 3, 29, 31 e 53, primo comma, della Costituzione. Ha sottolineato che l’ICI (come l’IMU) è un’imposta reale, che deve fondarsi su elementi oggettivi relativi all’immobile: la residenza anagrafica e la dimora abituale del contribuente. Non può penalizzare chi, pur mantenendo l’affectio coniugalis, stabilisce dimore separate.

Di conseguenza, per abitazione principale si intende oggi quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, dimora abitualmente, senza che sia necessario che vi dimori anche il nucleo familiare.

Questa pronuncia garantisce maggiore equità fiscale e riconosce le diverse forme di vita familiare oggi esistenti, senza penalizzare chi sceglie residenze disgiunte.

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Chi decide chi può essere sepolto in una tomba di famiglia? 🌹 Non i figli, non i nipoti. Decide il fondatore.Lo ha stabi...
24/07/2026

Chi decide chi può essere sepolto in una tomba di famiglia? 🌹 Non i figli, non i nipoti. Decide il fondatore.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20252 del 16 giugno 2026.

📃 Il principio è chiaro: nel sepolcro familiare, la volontà di chi ha costruito e destinato la tomba è sovrana. Prevale su qualsiasi regola non scritta, su qualsiasi prassi consolidata nel tempo, su qualsiasi decisione presa successivamente dai discendenti.

Il diritto di sepoltura in questi luoghi prende il nome di *ius sepulchri*. Spetta, sin dalla nascita, a chi appartiene alla cerchia familiare indicata dal fondatore. Ha tre caratteristiche fondamentali: è imprescrittibile, cioè non si perde con il tempo; è irrinunciabile; e non può essere trasferito né ceduto, né tra vivi né per successione.

🤔 Cosa succede se nel tempo si è presa l'abitudine di seppellire nella tomba anche persone non previste originariamente? Non cambia nulla. Quella prassi, anche se ripetuta per anni o formalizzata in deliberazioni, non trasforma il sepolcro familiare in un sepolcro ereditario aperto a tutti i discendenti.

👉 La Cassazione ha precisato che qualsiasi modifica alla platea degli aventi diritto richiede il consenso unanime di tutti i soggetti legittimati. Senza questo consenso, la volontà del fondatore resta intoccabile.

La conseguenza pratica è rilevante: una volta identificato l'ultimo superstite della cerchia originariamente designata, il diritto di sepoltura si concentra esclusivamente su di lui. I discendenti non inclusi nella cerchia originaria non hanno titolo per rivendicare alcun diritto.

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Le donazioni in Italia resistono nel tempo e continuano a essere uno strumento prezioso per la pianificazione familiare?...
14/07/2026

Le donazioni in Italia resistono nel tempo e continuano a essere uno strumento prezioso per la pianificazione familiare? Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato il Rapporto Dati Statistici Notarili 2025, che fotografa l’andamento delle donazioni nel nostro Paese. 📃

👉 Nel 2025 sono state registrate 216.558 donazioni di beni immobili, sostanzialmente in linea con il 2024. I fabbricati rappresentano il 56,62% del totale, seguiti dalla nuda proprietà (16,32%) e dai terreni agricoli (13,18%). Al Sud si concentra il maggior numero di atti (35,7%), con la Campania in testa per volumi assoluti. Tra i donatari prevalgono le fasce d’età 46-55 anni, mentre i donanti sono prevalentemente over 76.

🏠 Per quanto riguarda i beni mobili, le donazioni sono state 46.864, stabili rispetto agli anni precedenti. Il denaro si conferma l’oggetto più donato (42,16%), seguito da azioni e quote sociali (41,73%).

Un capitolo importante del Rapporto è dedicato alla riforma delle donazioni introdotta dalla Legge n. 182/2025. Dal 18 dicembre 2025 (e a regime dal 18 giugno 2026) è stata abolita l’azione di restituzione dei beni donati lesivi della legittima. I legittimari lesi non possono più richiedere la restituzione del bene a terzi acquirenti, ma solo un diritto di credito nei confronti del donatario. Questa novità, fortemente sostenuta dal Notariato, rafforza la sicurezza delle compravendite di immobili di provenienza donativa e facilita l’accesso al credito.

La riforma si applica alle successioni aperte dopo il 18 dicembre 2025. Per quelle precedenti resta un periodo transitorio fino al 18 giugno 2026 per esercitare l’azione di riduzione o l’opposizione alla donazione.

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Hai scritto un testamento a mano? 📜Controlla se hai indicato la data. 🗓️👉 Il testamento olografo è l'atto scritto intera...
08/07/2026

Hai scritto un testamento a mano? 📜
Controlla se hai indicato la data. 🗓️

👉 Il testamento olografo è l'atto scritto interamente di proprio pugno dal testatore. Per essere valido deve rispettare tre requisiti fondamentali: autografia, data e sottoscrizione. Lo prevede l'art. 602 del Codice Civile.

⚠️ La data non è un dettaglio secondario. È un elemento essenziale per la validità dell'atto.

⚖️ Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 17356 del 1° giugno 2026 (sez. II civile). Secondo i giudici, l'indicazione incompleta o del tutto omessa della data determina l'annullabilità del testamento. Non una semplice irregolarità: una causa concreta di invalidità.

🤔 Cosa vuol dire "annullabile"? Chiunque abbia interesse può rivolgersi al giudice per farlo dichiarare privo di effetti. E una volta annullato, il testamento non produce alcuna conseguenza giuridica: le disposizioni in esso contenute non avranno valore.

📃 L'art. 602, comma secondo, c.c. è inequivocabile: la data deve risultare dal documento stesso. Non può essere desunta da elementi esterni o da altri atti.

☝️ La Corte ha poi precisato un aspetto rilevante sotto il profilo processuale: per impugnare un testamento privo di data non è necessario indicare una specifica ragione che giustifichi l'interesse all'accertamento. La mancanza o l'incompletezza della data è sufficiente di per sé.

Il discorso cambia quando si vuole dimostrare che la data indicata non corrisponde al vero. In quel caso, chi agisce in giudizio deve spiegare perché quella data è rilevante ai fini della controversia.

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Hai ricevuto soldi dai tuoi genitori per comprare casa o un'auto? 🏠🚗⚠️ Quella somma potrebbe tornare in gioco al momento...
03/07/2026

Hai ricevuto soldi dai tuoi genitori per comprare casa o un'auto? 🏠🚗
⚠️ Quella somma potrebbe tornare in gioco al momento della sua morte.

⚖️ Con l'ordinanza n. 19114 dell'11 giugno 2026, la Corte di Cassazione (Seconda Sezione) ha stabilito un principio rilevante: le somme elargite da un genitore a un figlio per l'acquisto di una casa o di un'automobile sono soggette a collazione.

❓ Cosa vuol dire? Al momento della divisione dell'eredità, queste somme devono essere idealmente "restituite" all'asse ereditario, così da garantire una ripartizione equa tra tutti gli eredi.

👉 Nel caso in esame, alcuni coeredi avevano sostenuto che le somme ricevute da un fratello dovessero essere qualificate come donazioni obnuziali, cioè donazioni legate alla celebrazione del matrimonio. Se così fosse, sarebbero state escluse dalla collazione.

❌ La Cassazione ha respinto questa tesi. Le donazioni obnuziali richiedono una forma scritta specifica, prescritta a pena di nullità dagli articoli 782 e 785 del Codice Civile. Nel caso in esame, questa forma scritta era del tutto assente.

💰 Le elargizioni rientrano quindi nell'ambito delle donazioni indirette e devono essere computate nella ricostruzione del patrimonio ereditario, ai fini della corretta individuazione delle quote spettanti a ciascun erede.

La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello in diversa composizione per una nuova valutazione.

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Il coniuge separato senza addebito ha diritto di abitare nella casa familiare anche dopo la morte del partner? ⚖️ La Cor...
30/06/2026

Il coniuge separato senza addebito ha diritto di abitare nella casa familiare anche dopo la morte del partner?

⚖️ La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18000 del 2026, ha confermato che sì, rafforzando un importante principio di tutela.

📃 L’art. 540, comma 2, del Codice Civile riconosce al coniuge superstite il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la corredano. In passato alcuni orientamenti giurisprudenziali escludevano questi diritti quando i coniugi erano separati e non convivevano più al momento del decesso.

La Cassazione ha invece ribadito che tali diritti spettano anche al coniuge separato senza addebito, salvo che, dopo la separazione, la casa abbia perso ogni collegamento – anche potenziale – con la destinazione familiare. La norma non richiede espressamente la convivenza al momento dell’apertura della successione, e l’art. 548 c.c. equipara i diritti successori del coniuge separato senza addebito a quelli del coniuge non separato.

👉 Nella vicenda esaminata, le figlie della defunta avevano rinunciato all’eredità. L’ex marito, superstite separato senza addebito, si trovava nel possesso dell’immobile già adibito a casa familiare. La Corte ha escluso che tale possesso configurasse accettazione tacita dell’eredità ai sensi dell’art. 485 c.c., in quanto giustificato dal diritto di abitazione ex lege.

Questa pronuncia consolida la tutela della posizione del coniuge superstite separato senza colpa, riconoscendo il valore della casa familiare come bene primario della famiglia.

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Devi ristrutturare casa o installare un ascensore: sei tenuto a comunicare tutto al Catasto? 🏠📃 Con la Risoluzione n. 21...
23/06/2026

Devi ristrutturare casa o installare un ascensore: sei tenuto a comunicare tutto al Catasto? 🏠
📃 Con la Risoluzione n. 21 del 5 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti sugli obblighi di aggiornamento catastale dopo interventi edilizi.

L’aggiornamento catastale serve a mantenere coerenti i dati dell’immobile (rendita, categoria, consistenza) con la realtà. Gli artt. 17 e 20 del R.D.L. 652/1939 impongono questo dovere a chi esegue lavori che modificano l’immobile.

L’obbligo sorge sicuramente quando gli interventi determinano una variazione della destinazione d’uso, della consistenza, delle caratteristiche tipologiche o distributive, oppure della conformazione e della sagoma dell’unità immobiliare.

⚠️ Anche in assenza di queste modifiche strutturali, l’obbligo può comunque scattare qualora gli interventi producano un apprezzabile miglioramento del livello qualitativo e funzionale dell’immobile, tale da incidere sulla sua capacità reddituale. È il caso, ad esempio, degli interventi di efficientamento energetico sull’involucro dell’edificio o dell’installazione di un ascensore.

👉 La risoluzione precisa che queste regole valgono per tutti gli interventi edilizi, sia quelli agevolati con bonus fiscali sia quelli ordinari. Per la dichiarazione di aggiornamento si utilizza la procedura DOCFA (DM 701/1994), nella quale la relazione tecnica deve descrivere in modo completo gli interventi eseguiti e gli impianti installati, con le loro caratteristiche principali.

Mantenere aggiornati i dati catastali è fondamentale per evitare futuri contenziosi con l’Agenzia delle Entrate e per garantire la correttezza delle dichiarazioni fiscali legate all’immobile.

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Indirizzo

Via Luigi Einaudi N. 6/A
Fano
61032

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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