Studio Legale Avvocato Micol Parati

Studio Legale Avvocato Micol Parati L'avv. Micol Parati, si occupa di Diritto e Procedura Penale, Risarcimento Danni, Infortunistica Str Referenze saranno fornite su richiesta. Micol Parati

CURRICULUM VITAE

AVVOCATO MICOL PARATI
STUDIO: Via Giacomo Desti n° 15, - 26013 - Crema (CR)
Tel.: 0373.25.31.34 Fax: 0373.25.96.40
E-mail: [email protected]
PEC: [email protected]

TITOLI DI STUDIO
• 2005: laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Pavia
• Tesi di laurea in diritto privato intitolata “Il danno morale”, relatrice Professoressa
Maria Costanza.

CORSI SPECIALISTICI
• 2006: corso di specializzazione in diritto civile, diritto penale, diritto processuale
civile e procedura penale presso la Scuola Nazionale di Alta formazione giuridica
ed economica Direkta Srl Mastermind, presso la sede di Milano;
• 2007: corso distrettuale difensori d’ufficio, organizzato dalle Camere Penali e
Ordine Avvocati Brescia, svoltosi a Brescia;
• 2009: master di approfondimento “La difesa nel processo penale: metodologie di
predisposizione della difesa”, tenuto dal Centro Studi Forense;
• 2009/2010: “Primo corso di deontologia e tecnica del penalista”, tenuto dalla Scuola
di qualificazione e formazione specialistica dell’avvocato penalista, con la
collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza;
• 2010: “Seminario di psicopatologia forense”, tenuto dall'Ordine Avvocati di Brescia
e da Progetto Professione;
• 2010: corso distrettuale “Diritto penale minorile”, presso ordine Avvocati Brescia;
• 2011: “Cross examination e Giusto processo” corso tenuto dalla sezione di Lecco e
Come de La.P.E.C;
• 2014: “Difendere investigando: ritardi, opportunità, prospettive” Convegno
nazionale delle Camere Penali Italiane in Bergamo
• 2017: “Corso di formazione professionalizzante contro la violenza sulle donne”,
corso di specializzazione organizzato dall'Ordine Avvocati Milano e da Regione
Lombardia

TITOLI PROFESSIONALI E CARICHE
• 2005: iscrizione registro praticanti presso l'Ordine degli Avvocati di Crema
• 2006: iscrizione alle Camere Penali della Lombardia Orientale, sede di Crema
• 2007: abilitazione professionale conseguita presso l’Ordine degli Avvocati di Crema
• 2008: iscrizione presso la lista dei Difensori d’Ufficio del Tribunale di Crema
• 2008: iscrizione all’albo degli avvocati presso il Tribunale di Crema, a seguito del
superamento dell’esame di stato tenutosi a Brescia il 09 settembre 2008
• 2012 – 2017: consigliere delle Camere Penali sezione di Crema e Cremona
• 2013 - 2017: responsabile Osservatorio Carcere Camere Penali sezione di Crema e
Cremona
• 2013 – 2017: responsabile Progetto MIUR Camere Penali sezione di Crema e
Cremona
• 2013: collaborazione Associazione Donne Contro la Violenza Onlus
• 2017: inclusione nell'elenco pubblicato sul BURL di Regione Lombardia degli
avvocati che hanno proficuamente frequentato il “Corso di formazione
professionalizzante contro la violenza sulle donne”

ESPERIENZE PROFESSIONALI
• Dal giugno 2005 a luglio 2007: pratica forense presso lo Studio dell’Avv. Angelo
Branchi del Foro di Crema
• Dall’ agosto 2007 a luglio 2011: collaborazione con lo Studio dell’Avv. Vittorio
Patrini del Foro di Crema
• Dal giugno 2011: titolare di studio

CONOSCENZE INFORMATICHE
• Ottima conoscenza degli ambienti windows e Mac.
• Buona conoscenza degli applicativi della famiglia Microsoft Office (Winword,
Excel, Access, Outlook). Buona conoscenza della suite Open Office.
• Ottima conoscenza delle tecnologie di rete aziendale ed intranet.
• Ottima conoscenza della rete Internet e dei vari servizi della stessa (world wide
web, posta elettronica, news).
• Ottima conoscenza dei sistemi per la ricerca di documenti giuridici on e off line

LINGUE STRANIERE
• Buona conoscenza della lingua inglese, frequenza estiva per 3 anni di seguito di
college in Bourmeauth e Brighton. Crema, 19 Maggio 2017
Avv.

26/10/2019

Cos’è il populismo.

Il diritto penale è il diritto che sanziona le condotte criminali.
La procedura penale è il diritto che assicura ai cittadini, presunti innocenti, le garanzie di un accertamento in condizioni di parità con l’accusa, in un tempo breve e ragionevole, nel rispetto della dignità del cittadino imputato, senza che della sua storia, della sua vita, dei suoi affetti, sia fatta gogna mediatica.

Il populismo utilizza la repressione, tipica del diritto penale, nella procedura penale. Lo fa con leggi illiberali che riducono le garanzie.
Talvolta, in situazioni storiche eccezionali, tale pratica è stata tollerata in nome dell’emergenza (terrorismo, stragi mafiose).
Ma l’emergenza è, per definizione, temporanea.

Accade così che il “tumore emergenziale”, la riduzione delle garanzie che rendono illiberale il diritto e la procedura penale e riducono la democrazia, siano metastatizzati in altri campi: dalla mafia alla corruzione, all’evasione fiscale.
È il segnale che certa politica, che vuol presentarsi buona e onesta, lancia al popolo affamato di vendetta.

Ma se il popolo taglia le teste con la ghiogliottina, preso dalle pulsioni della folla in tumulto, prima o poi le teste tagliate saranno anche quelle dei popolani. E lo saranno in nome di quelle leggi illiberali che oggi armano la mano dei politici populisti.
La storia insegna.
Basta andare indietro di qualche secolo, neppure troppi. Basta pensare alla rivoluzione francese

19/10/2019

Le dirette di Radio Radicale. Taormina - 19/10/2019 09:30 - 19/10/2019 23:59

18/10/2019

2020: ODISSEA NEL PROCESSO

Gli Avvocati penalisti della Camera Penale della Lombardia Orientale (sezioni di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova) aderiranno all’astensione indetta dall’Unione Camere Penali
Italiane dal 21 al 25 ottobre 2019, per protestare contro l’entrata in vigore delle nuove norme sulla prescrizione che significano: FINE PROCESSO MAI per tutti gli imputati, ASSOLUZIONE MAI per gli innocenti sottoposti a giudizio, RISARCIMENTO MAI per le parti civili che dal reato hanno subito un danno.

Cosa è la prescrizione? è una regola di civiltà, che fissa un tempo massimo per arrivare a una decisione definitiva sulla responsabilità o l’innocenza di un cittadino partendo dal principio, di puro buon senso, per cui non si può lasciare una persona sotto processo “finché campa”.

Perché si prescrivono i reati? I processi sono caratterizzati da pause e “tempi morti” lunghissimi che lasciano vittime e imputati in un’incertezza di durata inaccettabile: la maggior
parte dei processi ordinari non occupa più di due/tre udienze la cui durata è, al massimo, di qualche ora! Il vero problema è che tra denunzia e inizio del processo passano anni e poi tra un’udienza e l’altra passano mesi! Proprio il Ministero della Giustizia ha diffuso dati nazionali secondo cui il 58% delle prescrizioni avviene prima dell’inizio del processo, in una fase ove a indagati e difensori non è possibile attribuire alcuna astratta possibilità di incidere sui tempi.

Come funziona la prescrizione? la prescrizione prevede l';estinzione del reato decorso un certo periodo di tempo dalla sua consumazione. Il tempo necessario a far prescrivere un delitto si allunga in base all’entità della pena massima prevista e all’eventuale esistenza di precedenti penali dell’imputato: parliamo di un minimo da sette anni e mezzo in su….durante i quali ognuno di noi può vedersi precluse o limitate importanti occasioni di lavoro o di vita. Ma, attenzione: non tutti i reati si possono prescrivere; quelli più gravi non si prescrivono mai.

Ma quanti reati si prescrivono? Il Ministero ha diffuso dati al 2014 secondo i quali si prescrivono meno del 10% di reati: su 1.395.972 processi chiusi, i provvedimenti che hanno dichiarato la prescrizione sono stati 132.296 con un tasso di incidenza del 9,48%.

Ma allora, è la prescrizione il problema del processo penale? Evidentemente no!

La prescrizione è un cavillo dei furbi? E’ falso e fuorviante! La legge prevede che ogni rinvio chiesto per impedimenti o astensioni determina la sospensione del decorso del tempo di
prescrizione.

Questa “riforma” ridurrà i tempi della giustizia? No, è vero l’esatto contrario: l’assenza dello “spauracchio” della prescrizione, rallenterà ulteriormente il lavoro degli uffici giudiziari e fornirà alla politica formidabili alibi per non munire l’apparato giudiziario di fondi, strumenti e personale capace di renderlo più efficiente e, conseguentemente, di avere più rapidi processi.

La sospensione della prescrizione favorisce e avvantaggia le vittime del reato? No, le condanne alle restituzioni e al risarcimento del danno diventano oggi eseguibili solo dopo il
giudizio di appello: dilatare senza limite i tempi dei diversi gradi, pertanto, allontanerà anche il momento in cui le vittime potranno vedere ristorati i danni economici subiti. Peraltro, già oggi la prescrizione maturata nel corso del giudizio di secondo grado non estingue le condanne risarcitorie emesse in primo grado.

Qual è la vera soluzione del problema? Investire risorse nella giustizia, mettendo in condizione gli Uffici giudiziari, giudici e personale, di rendere al massimo delle rispettive
potenzialità e competenze.

Concludendo, dal 1 gennaio 2020, in Italia sarà processo “finché morte non vi separi”.

10/10/2019

Riforma della prescrizione penale… Questo e molto altro, nell’intervista all’Avv. Giandomenico Caiazza!

13/08/2019

13/08/2019 L'Unione delle Camere Penali Italiane aderisce all'iniziativa 'Ferragosto in carcere' L’Unione Camere Penali Italiane, con il proprio Osservatorio Carcere, ha aderito all'iniziativa "Ferragosto in carcere", promossa dal Partito Radicale e da Radio Radicale, per manifestare, anche nel pe...

10/08/2019

Pubblichiamo il comunicato emesso dalla Camera Penale della Lombardia Orientale, di cui è parte la nostra sezione, sulle posizioni pubblicamente espresse da alcuni soggetti istituzionali relativamente a recenti fatti di cronaca giudiziaria che hanno riguardato il nostro territorio.

15/07/2019

Il dovere di difendere, ricordato anche ad alcuni avvocati.

La tragedia dei due ragazzini uccisi a Vittoria, ripropone il tema del diritto e del dovere di difesa, da ricordare incredibilmente anche ad alcuni avvocati.
Il documento della Giunta e dell’Osservatorio difesa d’ufficio 'Paola Rebecchi'

➡️ http://bit.ly/2XKSVdz

La tragedia di Vittoria – con la morte di due ragazzini travolti da un’autovettura il cui conducente sarebbe risultato anche positivo ai test sull’uso di sostanze alcoliche e stupefacenti – sta riproponendo, con forza, il tema del diritto (e del dovere) di difesa.

In questi giorni, purtroppo, anche alcuni avvocati – forse nel malcelato tentativo di acquisire consenso tra la pubblica opinione, particolarmente scossa in situazioni come questa – hanno deciso di cavalcare l’ondata emotiva che la notizia ha inevitabilmente determinato, affermando pubblicamente che certe persone neppure meriterebbero di essere difese, con ciò esprimendo (inaccettabili) accostamenti e sovrapposizioni tra il difensore, l’imputato e i fatti di cui quest’ultimo è chiamato a rispondere.

Riteniamo doveroso intervenire, atteso che alcune prese di posizione hanno chiamato in causa anche la difesa d’ufficio e una – prospettata – “obiezione di coscienza” da parte dei difensori d’ufficio chiamati ad assistere persone accusate dei crimini più odiosi.

Sono affermazioni errate e pericolose.

Errate, perché contrastano con il dettato della legge professionale – che sancisce espressamente un dovere di difesa per il difensore d’ufficio – e di alcune norme deontologiche, che impongono all’avvocato, iscritto nell’elenco dei difensori d’ufficio e nominato, di prestare il proprio patrocinio.

Pericolose, perché in un ordinamento democratico e liberale non vi è spazio per decisioni sulla libertà personale prese al di fuori del processo e senza la presenza – indefettibile – del difensore.

L’Avvocato non difende le azioni dell’accusato, ma il suo – irrinunciabile – diritto ad un processo giusto, celebrato nel pieno rispetto delle regole.

Di questa fondamentale garanzia, molto spesso, l’Avvocato d’ufficio è il solo ed ultimo custode.

Nel difendere il diritto ad un processo giusto anche per l’ultimo degli imputati del più grave ed odioso crimine, l’Avvocato d’ufficio è posto a tutela di diritti fondamentali che appartengono a tutti, perché non ammettono deroghe ed eccezioni.

Fuori dal processo, celebrato nel rispetto delle forme e con la presenza del difensore, non c’è spazio per la giustizia in uno Stato democratico e liberale.

Non possiamo accettare che siano (addirittura!) degli avvocati a mettere in discussione queste conquiste di civiltà.

La Giunta

L’Osservatorio difesa d’ufficio UCPI



Roma, 15 luglio 2019

09/07/2019

21/06/2019 Carcere, stato confusionale e distruttivo del Governo: astensione dalle udienze il 09.07.2019 L’attuale Governo dimostra uno stato confusionale e distruttivo sui temi della detenzione che desta allarme e preoccupazione, perché in totale contrasto con i principi costituzionali e con le...

... in Sala Alessandrini, sempre a Crems
08/07/2019

... in Sala Alessandrini, sempre a Crems

Il fine giustifica i mezzi? I principi del diritto penale liberale e la lotta alla criminalità organizzata.
Ne parliamo questa sera alle ore 21,00 a Crema in Sala Alessandrini con Maria Luisa Crotti, Alessio Romanelli e Micol Parati nell'ambito del progetto "57 giorni. Strade di legalità" della Consulta Giovani Crema.
Vi aspettiamo!

... lunga vita alla Camera Penale!
27/06/2019

... lunga vita alla Camera Penale!

18/06/2019

IL CAVALLO DI TROJAN

Ho già avuto modo di esprimermi sulla tempesta che sta travolgendo il Csm e non ho motivo di mutare opinione. Anzi, più la tempesta si incattivisce, più mi appare chiaro che l’idea di una soluzione ispirata al mero riscatto etico, senza mettere mano ad una radicale riforma dell’ordinamento giudiziario, è ben peggio che una pia illusione, è autentico suicidio istituzionale.

Ma qui mi interessa suggerire una diversa riflessione, solo apparentemente tangenziale al problema, sullo strumento investigativo che ha scatenato questo putiferio, vale a dire il famigerato Trojan, virus telematico che, infettando il cellulare del dott. Luca Palamara indagato per corruzione, ha disvelato scenari politico-istituzionali secondo alcuni sconvolgenti ed impensabili, e secondo altri (primi tra i quali i penalisti italiani) del tutto ovvi e scontati.

Occorre ricordare che l’intercettazione ambientale perpetua, che mette gli investigatori nelle condizioni di seguire ed ascoltare l’indagato in ogni sua azione quotidiana, in ogni sua parola o pensiero o gemito, fino alla sua più inviolabile intimità, è stato in questi ultimi anni l’autentico cavallo di battaglia del giustizialismo più cupo e fanatico.

La Magistratura stessa ha reclamato a gran voce il semaforo verde per l’infernale marchingegno, e quella luce verde se l’è data senza remore a sezioni unite. Per i reati di maggiore allarme sociale, si è detto, e figurati: non vorrete opporre garantismi pelosi alle indagini su mafiosi e camorristi? Poi accade che il catalogo dei reati allarmanti si allarga tumultuoso, ed eccoci alla Spazzacorrotti, che estende a tutti i reati contro la pubblica amministrazione quel semaforo verde. L’eccezione, si sa, diventa inesorabilmente la regola.

Si dirà: ma il disvelamento dello scandalo CSM sta lì proprio a dimostrare la straordinaria utilità ed efficacia del Trojan, al servizio della giustizia e della verità! Davvero? Ne siete proprio sicuri? Io penso che la vicenda stia dimostrando, e dimostrerà in modo mano a mano più chiaro, l’esatto contrario.
Gli effetti di una intercettazione così massiccia ed intrusiva sono assolutamente devastanti non solo perché lesivi di elementari diritti inviolabili della persona, ma anche per le finalità di giustizia che essa pretenderebbe di assicurare.

Chiunque di noi vive la propria quotidianità e la propria inviolabile intimità senza alcun freno inibitore. Ci sentiamo -e siamo!- liberi di raccontare verità o millanterie, di dire bugie innocenti o maliziose, di esprimere giudizi i più feroci, sprezzanti ed ingiusti, su persone, cose, istituzioni, simboli religiosi, familiari, amici, nella più assoluta e legittima sensazione di incensurabilità.
Le ragioni per le quali esprimiamo pensieri e giudizi nei quali indifferentemente crediamo e non crediamo, o raccontiamo ad altri vicende e fatti non necessariamente accadute, o non accadute in quei termini, possono essere le più varie: assicuriamo di aver fatto una cosa che non abbiamo fatto per toglierci dall’imbarazzo, per non apparire in torto, per prendere tempo, perché ricordiamo male, e per un milione di altre ragioni.

Questa pretesa barbarica di trasformare il libero ed imprevedibile fluire della vita di ciascuno di noi in una sorta di documentazione notarile della verità non saprei dire se è più violenta o più stupida. Risultato?

Se io, parlando con Tizio dico, nella medesima conversazione, che ho brigato con Caio per far eleggere Sempronio, e subito dopo che Mevio mi ha informato autorevolmente che il mio cellulare è infettato, con quale decente argomento si pretenderà di discernere dove stia confessando la verità e dove stia invece strategicamente millantando?

Più in generale, come si distingue una millanteria nel fluire di una conversazione? E come una bugia detta per liberarmi di insistenti pressioni?
E come faremo a capire se il “parlante” stia prendendo in considerazione, in quel preciso momento, di essere ascoltato, comportandosi di conseguenza?

Un microfono acceso ad ascoltare la vita di una persona, lungi da consentire la massima ricostruzione della verità, restituisce all’investigatore un magma ribollente, indecifrabile, pericolosamente indistingubile, un bolo fetido e velenoso. Un primo accenno lo abbiamo avuto con quei riferimenti al Quirinale, ed è solo un assaggio.
Dovessimo ragionare cinicamente, diremmo: vi è piaciuto il Trojan? Auguri.

Ma qui la questione è drammaticamente seria, e la voglia di fare battute francamente non c’è. Ci sono regole, principi fondamentali, diritti indisponibili della persona la cui manomissione mette in pericolo, drammaticamente e rovinosamente, la libertà di tutti noi, e le regole stesse del vivere civile. Riflettiamoci tutti, finchè siamo in tempo.

Indirizzo

Via Desti N° 15
Crema
26013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

0373.253134

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Legale Avvocato Micol Parati pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Studio Legale Avvocato Micol Parati:

Condividi