04/07/2026
🔴 IN RICORDO DELL’AVV. ERNESTO D’IPPOLITO.
Al tempo in cui tutto appare a portata di mano, in cui tutto sembra avere una soluzione immediata, in cui ogni ambito è affidato a un sistema artificiale -la chiamano intelligenza artificiale per umanizzare il più grande esperimento di annientamento cerebrale- la vera rivoluzione culturale è il ricordo di quella Persona che ha trasformato il proprio “cencio nero”, la TOGA -come amava chiamarla- in vessillo delle libertà , il Maestro tra i Maestri del nostro Foro, l’avvocato Ernesto d’Ippolito.
Oggi, in questo Alto contesto istituzionale, nel Palazzo della Città , nella Casa più importante dei cittadini, nel luogo in cui nasce l’orgoglio di essere e sentirsi parte della democrazia locale, nel luogo in cui è tutelata la sovranità della comunità , riecheggiano le idee dell’Uomo che ha sempre creduto nella rivoluzione del diritto penale liberale, l’Avvocato Ernesto d’Ippolito.
La cui grandezza è pari al raccolto della sua semina.
Oggi, le idee dell’Avvocato d’Ippolito pervadono i diversi settori della vita istituzionale, associativa e culturale della Città tramite i suoi discenti, divenuti a loro volta riferimento di plurimi contesti sociali.
La Camera penale di Cosenza è la testimonianza più forte delle idee e dei valori immortali dell’Avvocato Ernesto d’Ippolito rappresentati proprio dai suoi discenti, che sono riferimenti dell’avvocatura penalista della Camera penale di Cosenza: nel Comitato Scientifico, all’interno del Consiglio direttivo, negli Osservatori della stessa, in particolare nell’Osservatorio carcere, che ha consentito la battaglia per i dimenticati sotto gli occhi di tutti.
E il Foro bruzio è pregno di quelle coriacee Toghe combattenti per i diritti, diuturne sentinelle dei diritti, allievi dell’Avvocato d’Ippolito e oggi riferimenti per nuove generazioni di avvocati.
Donne e Uomini la cui quotidiana attività in TOGA è l’esempio di un’Avvocatura che silenziosamente opera come baluardo di libertà , che è l’espressione più vera del pensiero dell’Avvocato d’Ippolito.
Che è in antitesi, in forte ed evidente antitesi con l’agire di chi -in netta minoranza- scambia la vocazione per i diritti in mero, bieco protagonismo mediatico, complice della barbarie della giustizia della folla, che quotidianamente riempie le piazze dei social di ghigliottine con cui decapitare la presunzione di non colpevolezza.
Dalla giustizia in nome del popolo alla giustizia del popolo, il passo è breve. Ma pericolosissimo.
Ed ecco perché il pensiero va alla vincitrice, la Dott.ssa Anna Sgheri.
La Camera penale di Cosenza la ringrazia per averci ricordato con la Sua tesi di laurea che il diritto è scienza umana e sociale.
Che il diritto è sacrificio nello studio e nella preparazione.
Per averci ricordato, con la Sua opera scientifica, che la Persona resterà insostituibile -non in quanto controllore di un prodotto artificiale ma- perché ideatore, scrittore, regista e produttore della propria vita.
Per aver ricordato a noi e ai nostri figli, che appaiono sempre più figli di una generazione virtuale, che una vera democrazia costituzionale, un vero Stato di diritto nasce e si conserva, soltanto, attraverso lo Studio, ciò che per l’Avvocato d’Ippolito rappresentava l’essenza del fare, dell’essere e del sentirsi Avvocato.