07/10/2026
"Mio padre è morto e ho scoperto che aveva dei debiti. Devo pagarli io?"
È una delle domande più frequenti, e la risposta dipende da una scelta che spetta all'erede.
Diventare chiamato all'eredità non significa essere già erede. Si diventa eredi solo accettando, in modo espresso oppure con comportamenti che lo presuppongono (per esempio vendere un bene del defunto).
Chi accetta "puramente e semplicemente" unisce il proprio patrimonio a quello del defunto. Se i debiti superano i beni, ne risponde anche con i propri risparmi.
Chi non vuole rischiare può accettare con beneficio d'inventario: si fa l'elenco dei beni e dei debiti, e i creditori vengono pagati solo fino al valore di ciò che si eredita.
Si può anche rinunciare all'eredità, con dichiarazione davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. In quel caso non si riceve nulla e non si paga nulla, ma l'eredità passa ad altri, spesso ai figli di chi rinuncia, che si troveranno davanti alla stessa scelta.
I tempi contano: chi abita nella casa del defunto o ne ha i beni deve fare l'inventario entro tre mesi dalla morte, altrimenti rischia di essere considerato erede a tutti gli effetti.
Prima di toccare conti, auto o immobili del defunto, quindi, è bene capire la situazione. Ogni eredità va valutata caso per caso.
Da tenere a mente, o da girare a chi si trova ad affrontare un lutto in famiglia.
Avv. Antonio Valenza