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07/10/2026

"Mio padre è morto e ho scoperto che aveva dei debiti. Devo pagarli io?"

È una delle domande più frequenti, e la risposta dipende da una scelta che spetta all'erede.

Diventare chiamato all'eredità non significa essere già erede. Si diventa eredi solo accettando, in modo espresso oppure con comportamenti che lo presuppongono (per esempio vendere un bene del defunto).
Chi accetta "puramente e semplicemente" unisce il proprio patrimonio a quello del defunto. Se i debiti superano i beni, ne risponde anche con i propri risparmi.
Chi non vuole rischiare può accettare con beneficio d'inventario: si fa l'elenco dei beni e dei debiti, e i creditori vengono pagati solo fino al valore di ciò che si eredita.
Si può anche rinunciare all'eredità, con dichiarazione davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. In quel caso non si riceve nulla e non si paga nulla, ma l'eredità passa ad altri, spesso ai figli di chi rinuncia, che si troveranno davanti alla stessa scelta.
I tempi contano: chi abita nella casa del defunto o ne ha i beni deve fare l'inventario entro tre mesi dalla morte, altrimenti rischia di essere considerato erede a tutti gli effetti.

Prima di toccare conti, auto o immobili del defunto, quindi, è bene capire la situazione. Ogni eredità va valutata caso per caso.

Da tenere a mente, o da girare a chi si trova ad affrontare un lutto in famiglia.

Avv. Antonio Valenza

05/10/2026

IMU, TARI, bollo auto o multe non pagate tra il 2000 e il 2023: dal 16 ottobre si può chiedere di "rottamarle".

La rottamazione-quinquies, nata con la legge di bilancio 2026 per i debiti verso lo Stato, è stata estesa anche ai debiti verso Comuni, Province e Regioni. Non vale ovunque però: si applica solo se l'ente ha aderito con un proprio provvedimento. Gli enti che lo hanno fatto sono circa 1.500 e l'elenco è pubblicato dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Le date da segnare:
– dal 15 ottobre si potranno consultare, nell'area riservata del sito dell'Agenzia, i debiti che rientrano nella misura;
– dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 si presenta la domanda, solo online;
– l'Agenzia comunicherà poi gli importi dovuti, con pagamento in un'unica soluzione o a rate.

Chi aderisce paga il debito originario senza sanzioni, interessi e aggio (il compenso dell'agente della riscossione). Per le multe stradali, invece, la sanzione resta dovuta: si risparmiano solo gli accessori.

Attenzione: restano fuori i tributi che il Comune riscuote da sé o tramite concessionari privati. Per questi l'ente può prevedere una sanatoria propria, ma non è obbligato.

In pratica: prima del 15 dicembre conviene controllare se il proprio Comune o la propria Regione compaiono nell'elenco e quali cartelle rientrano. Ogni situazione debitoria va comunque valutata nel suo insieme.

Un promemoria utile per chi ha vecchie cartelle "dimenticate" nel cassetto, o per chi assiste qualcuno che le ha.

Avv. Antonio Valenza

02/10/2026

Un testamento è valido se chi lo detta riesce a esprimersi solo con un "sì" o un cenno del capo?

La Cassazione ha risposto di sì, a determinate condizioni. Il caso riguardava un testamento pubblico, cioè quello ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni (art. 603 c.c.). Il testatore aveva gravi difficoltà di movimento e aveva manifestato il proprio consenso con monosillabi e gesti.

Per la Corte, quel consenso è sufficiente. L'importante è che il notaio abbia accertato con certezza la volontà del testatore e che quella volontà sia stata espressa in modo inequivocabile. La legge non chiede un lungo discorso: chiede che il notaio ricostruisca con sicurezza ciò che la persona vuole.

In pratica: una malattia o una disabilità fisica non tolgono il diritto di fare testamento. Nel testamento pubblico il ruolo del notaio è centrale: è lui a garantire che la volontà sia davvero quella del testatore. Resta ferma la possibilità di contestare il testamento se mancava la capacità di intendere e di volere, ma quella è un'altra questione.

Sono temi a cui sto dedicando molto lavoro: il mio libro sul diritto delle successioni è in uscita e ne parlerò presto anche qui.

Può essere utile a chi sta assistendo un familiare anziano o malato e si pone queste domande.

Avv. Antonio Valenza – Studio Legale Valenza

30/09/2026

"Mi è arrivato un decreto ingiuntivo. Cosa devo fare?"

Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento emesso dal giudice su richiesta del creditore, sulla base dei documenti che quest'ultimo ha presentato, senza sentire prima il debitore. Il confronto fra le parti arriva dopo, ed è il debitore a doverlo aprire.

Cinque punti da tenere a mente:

Guardare subito la data di notifica. Da quel giorno decorre, di regola, il termine di 40 giorni per fare opposizione (art. 641 c.p.c.).
L'opposizione è una vera causa. Si propone con atto di citazione davanti allo stesso ufficio giudiziario che ha emesso il decreto, con l'assistenza di un avvocato quando la legge lo richiede.
Se il termine scade senza opposizione, il decreto diventa definitivo. A quel punto il creditore può procedere con il pignoramento.
Il decreto può essere esecutivo da subito. In alcuni casi il giudice lo dichiara immediatamente esecutivo (art. 642 c.p.c.). Conviene leggerlo per intero, compresa la formula finale.
Non tutto è perduto se si scopre il decreto in ritardo. L'opposizione tardiva è ammessa solo in ipotesi precise, per esempio una notifica irregolare o un caso fortuito (art. 650 c.p.c.).

In pratica: il decreto non va ignorato né messo in un cassetto. Conviene raccogliere contratti, fatture e ricevute di pagamento e farli esaminare per tempo. Ogni caso richiede una valutazione specifica.

Da conservare e girare a chi potrebbe trovarsi presto con una busta verde in mano.

Avv. Antonio Valenza – Studio Legale Valenza, Bari

27/09/2026

Chi non ha beni né redditi da offrire ai creditori può comunque liberarsi dei debiti? La legge dice di sì, una sola volta nella vita e a precise condizioni.

L'istituto si chiama "esdebitazione del debitore incapiente" ed è previsto dall'art. 283 del Codice della crisi d'impresa. Riguarda la persona fisica meritevole che non è in grado di offrire nulla ai creditori, né subito né in prospettiva. Esdebitazione significa cancellazione dei debiti rimasti non pagati. Se nei quattro anni successivi arrivano utilità rilevanti, per esempio un'eredità o un reddito più alto, il debitore deve metterle a disposizione dei creditori.

25/09/2026

MUTUO – USURA: la mera pattuizione di un tasso moratorio superiore alla soglia non legittima la restituzione degli interessi corrispettivi lecitamente pagati
La sanzione dell’art. 1815, comma 2, c.c. deve riferirsi alla specifica categoria di interessi eventualmente usurari

Sentenza | Corte di Appello di Napoli, Pres. Magliulo – Rel. Cacace | 21.09.2026 | n.578

03/08/2026

Città storiche, palazzi d’epoca e siti archeologici accolgono opere contemporanee, ma senza troppo badare al senso e alla qualità. Purché se ne parli, purché si sbiglietti. E il solito Jago è in tal senso maestro di comunicazione
Leggi l'articolo: https://shorturl.at/EIIjt

03/05/2026

Un piano di risanamento finalizzato a preservare l'unità immobiliare familiare, grazie al contributo di tutta la famiglia.

Una manovra per speculare in borsa? Non é la prima volta che Trump gioca sporco.
08/04/2026

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Il messaggio del presidente americano su Truth: Lo stop ai bombardamenti è 'a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz' (ANSA)

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