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Studio Legale Avv. Luciana Abbatescianna Avvocato civilista per consulenze, procedure giudiziali e stragiudiziali

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14/10/2026

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Due distinti interventi dei carabinieri nel fine settimana nell’ambito del Codice rosso. Un 52enne ha insultato l’ex moglie sul posto di lavoro davanti ai figli, un 36enne ha fatto irruzione nella casa dei genitori anziani

29/09/2026
26/09/2026
09/09/2026

💻 ANTIVIOLENZA DIGITALE: UNA RETE SICURA 💜

Il digitale fa parte della nostra quotidianità, ma saperlo vivere in sicurezza richiede consapevolezza e strumenti concreti.

Ci vediamo venerdì 18 settembre per la presentazione del "Piccolo manuale di consapevolezza digitale", un progetto nato all'interno dell'iniziativa "Rete Sicura" del centro antiviolenza DonnaSicura.

Sarà un'occasione di incontro e confronto per imparare a riconoscere i segnali della violenza digitale e scoprire strategie efficaci per proteggersi online, con la straordinaria partecipazione di rappresentanti della Polizia di Stato.

📍 Dove: Palazzo Verbania (Viale Dante Alighieri 5, Luino)
📅 Quando: Venerdì 18 settembre 2026
⏰ Ora: h. 20:30

L'evento è aperto a tutte e tutti. Vi aspettiamo per fare rete, anche nel digitale! ✨

L' educazione affettiva parte da qui.
22/08/2026

L' educazione affettiva parte da qui.

Una ragazza rinuncia alla gita scolastica perché il fidanzato “non può geolocalizzarla”.
Nel 2025.
Non nell’Ottocento.
Non in un contesto privo di diritti o istruzione.
A Modena. In una scuola. Tra adolescenti.

E questo, lasciatemelo dire con la massima chiarezza possibile, è uno dei segnali più inquietanti della sopravvivenza – robustissima – degli stereotipi di genere e delle radici patriarcali nelle relazioni tra i più giovani.

Perché non è una “ragazzata”.
Non è “gelosia”.
Non è “amore”.
È controllo. È possesso. È limitazione della libertà personale rivestita da normalità.

Le ricerche più recenti ce lo dicono chiaramente:
👉 una percentuale allarmante di ragazze tra i 14 e i 20 anni considera normale subire pressioni, limitazioni, divieti, controlli continui;
👉 molte riferiscono che rinunciano a uscite, attività scolastiche, gruppi di amici per evitare reazioni aggressive o ricatti affettivi;
👉 e, ancora più grave, tollerano comportamenti violenti o manipolatori come se fossero una componente inevitabile della relazione.

Questo è il risultato di un modello culturale che continua a insinuarsi nelle nuove generazioni con una forza incredibile:
- la donna come proprietà
- la relazione come controllo
- la gelosia come termometro dell’amore
- la rinuncia come prova di fedeltà

E quando una ragazza accetta di cancellare una possibilità di crescita, di socialità, di libertà per evitare che un altro possa “perderla di vista”, siamo davanti alla fotografia nitida di una subalternità interiorizzata, di un condizionamento così profondo da sembrare normale.

Ma normale non è.
Non lo è mai.

Ed è qui che dobbiamo intervenire, tutti insieme, ogni singolo giorno.
Genitori, insegnanti, educatori, istituzioni, professionisti della salute mentale, e sì, anche i pari, i compagni di classe, gli amici.

Perché queste gabbie non si rompono da sole.
Richiedono parole chiare, educazione affettiva seria, modelli sani, e soprattutto tolleranza zero verso ogni forma di controllo mascherata da amore.

La libertà non è negoziabile.
Mai.
Nemmeno a 14 anni.
Nemmeno “per amore”.

Se una ragazza rinuncia alla sua libertà per non far arrabbiare un ragazzo, abbiamo già perso tutti.
E proprio per questo dobbiamo ricominciare a lottare.
Ogni giorno.
Senza mezzi termini.

21/08/2026

«Per una donna è difficile denunciare un uomo con cui c’è, o c’è stato, un rapporto sentimentale: quando trova il coraggio di farlo dev’essere aiutata subito. Esiste una legge del 2019 a mia firma, il Codice Rosso, per dare priorità assoluta alle donne in pericolo.

È una legge salvavita, ma non sempre viene applicata bene. Il nome richiama il sistema in uso negli ospedali, dove si dà la precedenza ai casi più gravi e urgenti, contrassegnati appunto dal codice rosso. Come un infarto, una denuncia di violenza richiede un intervento immediato: la vittima dev’essere sentita entro tre giorni e bisogna valutare l’adozione delle misure cautelari. Se chi arriva in ambulanza non viene curato bene e subito, non è colpa dell’ambulanza».

Leggi l'intervista completa:
https://www.doppiadifesa.it/intervista-a-giulia-bongiorno-se-un-uomo-perseguita-non-bastano-i-divieti-serve-soltanto-il-carcere-fare-le-valigie-per-difendersi-e-una-resa-dello-stato

Indirizzo

Via Valcuvia N. 21
Cittiglio
21033

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:30

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