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Se prima della trascrizione, nei registri immobiliari, della acquisizione al patrimonio comunale, il cittadino provvede ...
25/01/2026

Se prima della trascrizione, nei registri immobiliari, della acquisizione al patrimonio comunale, il cittadino provvede alla demolizione, non può essere emessa, dall'ente, il provvedimento amministrativo.
E' questa in sintesi la decisione del Tar Campania, Ottava Sezione, con una ordinanza in materia cautelare.
Il cittadino aveva presentato ricorso al Tar, impugnando il provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale, teso ad accertare l'inottemperanza alla ordinanza di demolizione per, poi, disporre la successiva acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area di sedime e di quelle pertinenziali dell'opera abusiva realizzata.
Il ricorrente aveva provveduto a presentare frazionamento della originaria particella e, successivamente, alla demolizione.
L'ente comunale sosteneva che si dovesse procedere alla acquisizione al patrimonio, in quanto la demolizione era avvenuta decorsi i 90 giorni dalla intimazione.
Il Tar Campania, richiamando un recente orientamento del Consiglio di Stato (Sez. III, 24.09.2025 n. 7516; Sez. II, 24.01.2025, n. 558).
L'aver demolito, prima della trascrizione, secondo questo orientamento, consente di ritenere raggiunto "lo scopo principale" dell'atto amministrativo.
Per questi motivi il Tar Campania ha accolto la domanda cautelare e per l'effetto sospeso l'efficacia del provvedimento di acquisizione impugnato.
Ricorso al Tar seguito dall'avvocato Vincenzo Guida con la collaborazione dell'avvocato Giuseppe Costanzo.

21/12/2025
13/12/2025

All'imprenditore Communara riconosciuto il risarcimento per ingiusta detenzione.

"Darò questi soldi in beneficenza".

Quasi 2 mila e e 700 euro a titolo di risarcimento per ingiusta detenzione a fronte di 15 giorni di arresti domiciliari.

Questa è la decisione della Corte di Appello di Napoli, in favore dell'imprenditore Domenico Communara.

"Devolverò questa somma in beneficenza", ha già fatto sapere l'uomo, 55 anni originario di Cesa, attraverso il legale, l'avvocato Vincenzo Guida.

Communara fu destinatario di una misura cautelare e sottoposto ai domiciliari l'8 luglio del 2020, su disposizione del Gip del Tribunale di Napoli.

Fu coinvolto in una indagine relativa ai rifiuti ed allo scarto dei vestiti, condotta dalla Guardia di Finanza.

All'epoca furono emesse 17 misure cautelari.

Communara era accusato di aver partecipato ad un’organizzazione, operante tra il Napoletano ed il Casertano, dedita alla realizzazione di un ingente traffico illecito di rifiuti speciali (indumenti usati, accessori per abbigliamento, pezzami da lavorazione e scarti tessili). Communara, molto conosciuto nel mondo dell’imprenditoria, sin dal primo momento si era dichiarato estraneo alla vicenda e, già in sede di interrogatorio, aveva prodotto una serie di documenti finalizzati a dimostrare l’operato corretto.

Il Riesame, dopo 15 giorni, accogliendo la tesi difensiva dell'avvocato Guida, lo aveva scarcerato, riconoscendo l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.

Al termine della indagine, poi, era giunta l'archiviazione.

Presentata la domanda di riparazione per ingiusta detenzione, è stata deliberato questo importo che l'imprenditore ha annunciato di voler dare in beneficenza.

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