Avv. Giovanni Del Vecchio

Avv. Giovanni Del Vecchio Avvocato penalista specializzato nei reati urbanistici, nei reati contro la pubblica amministrazione

REFUSO?La Cassazione scrive:"Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese."Poi, un mese dopo scrive che in rea...
31/05/2026

REFUSO?

La Cassazione scrive:
"Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese."
Poi, un mese dopo scrive che in realtà il Collegio aveva deciso: "Annulla senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione."
Ora, gli errori materiali esistono e nemmeno la Cassazione è infallibile.
Ma provate per un attimo a mettervi nei panni dell'imputato o del suo avvocato, nei panni del cittadino.
— Ha
Ho vinto perso?
— Entrambe le cose.
— allora non sono stato condannato?
— No.
— Quindi assolto?
— Nemmeno.
— Allora?
— Prescritto o refuso
— E perché avevano scritto il contrario?
— Evidente R
Refuso.
Beh possono esistere errori materiali, caricamenti errati, problemi informatici, scambi di file, anomalie di cancelleria. Ma qui non è un errore banale
Chi controlla? Come è potuto accadere? È successo altre volte? Se nessuno se ne fosse accorto? Posso fidarmi del sistema?
Sono domande forse ingenerose, ma quando invece l'errore riguarda l'esito stesso del processo, l'impressione è diversa. Perché un refuso, nell'immaginario comune, è una lettera sbagliata.
Qui il cittadino vede sparire una condanna e comparire una prescrizione. Non è una bazzecola facilmente emendabile
Non sulla mia pelle!

Distinti saluti.

in Giustizia 🔹

P.S. L'ordinanza di cui al post non è un scherzo ma l'ha pubblicata Riccardo Radi su Terzultima Fermata.

Tutti possono sbagliare, per ca**tà. E poi, chi sbaglia, riconosce l’errore e rimedia prima che può merita rispetto. Quando sbaglia la Cassazione, tuttavia, il tempo necessario perché se ne a…

10/05/2026
La Corte Costituzionale riapre il dibattito post referendum e nel ribadire un principio già consolidato nel nostro ordin...
03/05/2026

La Corte Costituzionale riapre il dibattito post referendum e nel ribadire un principio già consolidato nel nostro ordinamento richiama alla necessità di una riforma giudiziaria. Un processo giusto non è quello dove vince il Pubblico Ministero ma quello in cui viene cercata la verità anche con l’ausilio dell’accusa.

Il bacio non richiesto: quando un gesto ‘innocuo’ diventa violenza sessuale secondo la giurisprudenza italiana.Nel dirit...
22/04/2026

Il bacio non richiesto: quando un gesto ‘innocuo’ diventa violenza sessuale secondo la giurisprudenza italiana.
Nel diritto penale italiano, il confine tra comportamenti socialmente accettabili e condotte penalmente rilevanti si è progressivamente affinato, soprattutto in materia di libertà sessuale. Un tema particolarmente dibattuto — e spesso frainteso — riguarda la possibilità che un semplice bacio sulla guancia, se non consensuale, possa integrare il reato di violenza sessuale ex art. 609-bis c.p. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte chiarito che non è la tipologia del gesto in sé a determinarne la rilevanza penale, ma il contesto, l’intenzione e l’impatto sulla libertà sessuale della vittima.
L’art. 609-bis del codice penale, introdotto con la legge n. 66/1996, punisce chiunque, con violenza o minaccia, ovvero abusando di autorità, costringa taluno a compiere o subire un atto sessuale. La nozione di “atto sessuale” non è definita tassativamente dal legislatore, ma è stata elaborata dalla giurisprudenza in modo funzionale alla tutela della libertà sessuale, intesa come autonomia decisionale in ordine alla propria sfera intima.
Come chiarito da Cass. pen., sez. III, n. 26440/2013, è atto sessuale qualsiasi condotta che coinvolga la corporietà sessuale della persona offesa, posta in essere con coscienza e volontà al fine di invadere la libertà sessuale della persona non consenziente.
Il bacio sulla guancia: da gesto sociale a atto sessuale?
La giurisprudenza ha progressivamente superato una visione riduttiva basata esclusivamente sulle “zone erogene”.
In particolare:
Cass. pen., sez. III, n. 6158/2021: un uomo, durante un intervento lavorativo presso l’abitazione di una donna, le dà un bacio sulla guancia, le rivolge complimenti e le sfiora il seno. La Corte conferma la condanna per violenza sessuale, rilevando che il bacio, pur non essendo diretto a una zona erogena, assume valenza sessuale nel contesto complessivo della condotta, caratterizzata da modalità “repentine e subdole” e da un intento inequivocabilmente erotico.
Cass. pen., sez. III, n. 22696/2023: un capotreno tenta di baciare una passeggera sulle labbra; questa, ritraendosi, riceve il bacio sulla guancia. La Corte afferma che anche il bacio sulla guancia può costituire violenza sessuale consumata, poiché il gesto è inserito in una dinamica di aggressione sessuale insidiosa e rapida, volta a sorprendere la vittima;
Cass. pen., sez. III, n. 13940/2016: un uomo “ruba” un bacio sulla guancia a una donna e tenta di ripeterlo nonostante il suo rifiuto. La Corte qualifica entrambi gli episodi come tentativi di violenza sessuale, ravvisando anche il reato di stalking per la condotta persecutoria;
In tutti questi casi, emerge un principio consolidato: la rilevanza penale del bacio non dipende dalla parte del corpo toccata, ma dall’intento dell’agente, dal contesto relazionale e dall’effetto lesivo sulla libertà sessuale della vittima.
La Corte di Cassazione, in particolare con le sentenze n. 6596/2023 e n. 857/2024, ha individuato i seguenti criteri di valutazione:
Contesto ambientale e sociale: un bacio in un luogo isolato, in un rapporto asimmetrico (es. datore di lavoro/dipendente) o in assenza di confidenza assume connotazioni diverse rispetto a un gesto tra familiari o amici;
Rapporto tra le parti: la mancanza di precedenti relazioni affettive o confidenziali esclude la natura “consuetudinaria” del gesto;
Condotta complessiva: il bacio non è valutato isolatamente, ma inserito in un quadro di atteggiamenti molesti, commenti allusivi o contatti fisici non richiesti;
Impatto sulla libertà sessuale: elemento centrale è la lesione dell’autodeterminazione sessuale, anche se momentanea o limitata;
Dolo specifico: deve sussistere la volontà di soddisfare un impulso erotico, anche fugace, a prescindere dalla gravità oggettiva del gesto.

In conclusione il bacio sulla guancia puo’ costituire violenza sessuale;
Tale qualificazione non è automatica, ma dipende da una valutazione contestuale;
L’elemento soggettivo (dolo erotico) e l’effetto lesivo sono decisivi;
Il reato è consumato con il contatto effettivo, tentato se il gesto è abortito.
Eventuali critiche (come quelle espresse nei commenti ai vari articoli) riflettono percezioni culturali o emotive, ma non discostano la giurisprudenza da un approccio rigoroso e orientato ai principi costituzionali di dignità e autodeterminazione (artt. 2, 3 e 32 Cost.).
La giurisprudenza italiana ha ormai superato ogni residuo formalismo anatomico: non è la parte del corpo toccata a definire la sessualità di un atto, ma il significato che esso assume nella relazione tra due persone. Il bacio sulla guancia, se imposto, subdolo, inserito in una dinamica di pressione o desiderio erotico non condiviso, lesiona la libertà sessuale e integra il reato di cui all’art. 609-bis c.p. Questa evoluzione riflette una concezione moderna del consenso, in linea con gli standard europei e con la Convenzione di Istanbul, che pone al centro l’autonomia della persona e il rispetto dei suoi confini. In un’epoca in cui si rafforza la cultura del “no significa no”, anche un gesto apparentemente innocuo, se non voluto, può — e deve — avere conseguenze penali.

Riferimenti normativi e giurisprudenziali citati

Art. 609-bis c.p. (Violenza sessuale)
Art. 56 c.p. (Delitto tentato)
Cass. pen., sez. III, n. 6158/2021
Cass. pen., sez. III, n. 22696/2023
Cass. pen., sez. III, n. 13940/2016
Cass. pen., sez. III, n. 26440/2013
Cass. pen., sez. III, n. 6596/2023
Cass. pen., sez. III, n. 857/2024

L’AVVOCATO❤️“Molte Professioni possono farsi col cervello e non col cuore.Ma l’avvocato no. L’avvocato non può essere un...
18/04/2026

L’AVVOCATO❤️

“Molte Professioni possono farsi col cervello e non col cuore.
Ma l’avvocato no. L’avvocato non può essere un puro logico né un ironico scettico, l’avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli uomini e farli vivere in sé, assumere su di se i loro dolori e sentire come sue le loro ambascie.
L’avvocatura è una professione di comprensione, di dedizione, di ca**tà.
Non credete agli avvocati quando, nei momenti di sconforto, vi dicono che al mondo non c’è giustizia. In fondo al loro cuore sono convinti che è vero il contrario, che deve per forza essere vero il contrario: perché sanno dalla loro quotidiana esperienza delle miserie umane, che tutti gli afflitti sperano nella giustizia, che tutti ne sono assetati: e che tutti vedono nella toga il vigile simbolo di questa speranza...
Per questo amiamo la nostra toga: per questo vorremmo che, quando il giorno verrà, sulla nostra bara sia posto questo cencio nero: al quale siamo affezionati perché sappiamo che esso ha servito a riasciugare qualche lacrima, a risollevare qualche fronte, a reprimere qualche sopruso: e soprattutto a ravvivare nei cuori umani la fede, senza la quale la vita non merita di essere vissuta, nella vincente giustizia.
Beati coloro che soffrono per causa di giustizia...ma guai a coloro che fanno soffrire con atto di ingiustizia! E, notate, di qualunque specie e grado di ingiustizia: perché accogliere una raccomandazione o una segnalazione, favorire particolarmente un amico a danno di un estraneo o di uno sconosciuto, usare un metro diverso nella valutazione del comportamento, o delle abitudini, o delle necessità degli uomini, è pur questo ingiustizia, e pur questo offesa al prossimo, è pur questo ribellione al comando divino.”
Piero Calamandrei

L'arte forense della persuasione …..😉IN UN PROCESSO L’ARRINGA DIFENSIVA NON SI LEGGE,  si costruisce con l’empatia per s...
14/04/2026

L'arte forense della persuasione …..😉

IN UN PROCESSO L’ARRINGA DIFENSIVA NON SI LEGGE, si costruisce con l’empatia per suscitare interesse e partecipazione in chi ti ascolta.
La consapevolezza nell'uso della voce è un elemento fondamentale per la persuasione.
Un errore che ricorre spesso in aula è pensare che sia sufficiente la citazione di norme, articoli e sentenze per convincere il Giudice. Ma non è così. Il diritto convince fino ad un certo punto perché é il modo in cui lo racconti che veramente incide.
In un’arringa difensiva non porti solo argomentazioni ma anche metafore, il ritmo, le pause della voce e il
linguaggio del corpo.
Perché?
Perché chi ascolta: non memorizza articoli, memorizza concetti chiari e forti, una norma spiegata male si dimentica, una metafora resta impressa e viva. E poi c’è il corpo:
uno sguardo
una pausa nel momento giusto, un silenzio prima di una frase chiave valgono più di mille parole.
Le arringhe più efficaci non sono le più lunghe, non sono le più tecniche.
Ma sono quelle che arrivano.
Perché un giudice non deve solo capire,deve essere portato a credere nella tua tesi, a sentirla coerente, a ricordarla. Il diritto è struttura m a
L’ARRINGA È COMUNICAZIONE.
E se manca la comunicazione: la struttura non regge
Non si difende solo con il codice.
si difende con le parole
con il ritmo
con il silenzio.

😅😅😅
14/04/2026

😅😅😅

Come avvocato a volte alcune soddisfazioni ti gratificano talmente tanto da farti continuamente innamorare della tua nob...
27/06/2023

Come avvocato a volte alcune soddisfazioni ti gratificano talmente tanto da farti continuamente innamorare della tua nobile professione 😉😉😉.

In data 7 giugno la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio per un nuovo esame l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno di conferma di quella del Gip del Trib. di Nocera Inferiore che aveva disposto a gennaio il divieto di dimora nelle province di Salerno e Avellino e nel comune di Roma a carico del mio assistito nell’ambito di una maxi inchiesta per presunta frode fiscale nel settore dei carburanti nell’agro nocerino-sarnese. In data 22 giugno il Tribunale della libertà di Salerno ha revocato la misura adeguandosi al provvedimento della Suprema Corte.
La motivazione è che non sussisteva l’esigenza cautelare del pericolo concreto ed attuale di reiterazione dei reati per cui si procede sin dall’inizio della sua adozione da parte del Gip per cui il Tribunale di Salerno ne ha preso atto e ha revocato ad horas la misura cautelare.

Ci mancava anche questo 😃😃😃
04/02/2023

Ci mancava anche questo 😃😃😃

Indirizzo

Corso Guglielmo Marconi 55
Cava De' Tirreni
84013

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