17/10/2025
La Direttiva Europea n. 2004/80 prevede che gli Stati membri provvedano ad istituire “un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime.”
Nel 2016 l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea per inadempimento della direttiva citata. E’ stata allora emanata la Legge n.122/2016 che ha istituito il Fondo per le vittime di reati intenzionali violenti, ma il decreto attuativo stabiliva importi irrisori per gli indennizzi escludendo tutte le altre categorie di vittime in palese violazione del disposto della direttiva.
La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza del 16.7.2020 ha chiarito in maniera incontrovertibile che “Gli Stati membri devono concedere un indennizzo a tutte le vittime di reati intenzionali violenti, anche a quelle residenti nel territorio degli Stati stessi, e che la misura degli indennizzi deve infatti compensare, in misura appropriata, equa ed adeguata, le sofferenze alle quali esse sono state esposte”.
Inoltre la Corte di Giustizia Europea, nel Novembre 2024, ha nuovamente condannato lo Stato Italiano ritenendo illegittima la legge nazionale di recepimento, nella parte in cui esclude dall’indennizzo i parenti più prossimi delle vittime di omicidio.
L’Avv. Ragazzi e l’Avv. Caradonna hanno assistito con esito positivo ed assistono molte vittime ed i loro familiari in questa battaglia per la legalità e la giustizia.
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