Studio Legale Avv. Loredana Mazza

Studio Legale Avv. Loredana Mazza Lo studio si occupa di tutte le principali aree del diritto civile, penale, amministrativo e tributario. Collaboratori:
Avv. Sabina Caruso, Avv. Veronica Sicari

Simone Luca e Avv.

28/07/2026

La regina Máxima di Olanda ha fatto la storia diventando la prima regina a inaugurare un Pride Day, il World Pride 2026 ad Amsterdam.
La regina ha interrotto le vacanze estive della famiglia reale olandese per una buona causa. Accolta dalla folla sulle note della celebre hit degli ABBA “Dancing Queen”, reggendo uno striscione con la scritta “L’amore non ha confini”, è salita sul palco accanto al sindaco e ha pronunciato un discorso breve ma incisivo a sostegno dei diritti della comunità LGBT.
“State uniti, sostenetevi a vicenda e divertitevi. Essere sé, amare chi si sceglie: non è forse questa la normalità?”
In un periodo storico in cui in diversi Paesi si registrano ancora discriminazioni, episodi di violenza e restrizioni, la presenza di una figura istituzionale così rappresentativa contribuisce a rafforzare il messaggio secondo cui il rispetto dei diritti umani riguarda l’intera società.
Non si tratta solo di celebrare la differenza, ogni tipo di differenza, ma di riaffermare il principio che ogni persona debba poter vivere senza paura di discriminazioni.
La partecipazione della regina Máxima al WorldPride 2026 va oltre il semplice protocollo. È il simbolo di un Paese che continua a identificare nella libertà e nell’inclusione elementi essenziali della propria identità democratica.

16/07/2026

👨‍⚖ Con l’ordinanza n. 21279/2026, la Corte di Cassazione precisa che la responsabilità professionale dell’avvocato non può essere affermata sulla sola base dell’esito negativo della causa, né ipotizzando a posteriori una strategia difensiva ritenuta più efficace.

Spetta infatti a chi contesta l’operato del legale dimostrare che una diversa condotta difensiva avrebbe avuto una concreta e apprezzabile probabilità di condurre a un risultato differente.

📄 L'ordinanza completa 👉 https://ln.run/ordinanza-corte-cassazione-21279-2026

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14/07/2026

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Autismo negli adulti, ABA e diritto alla cura: la sentenza del TAR Lombardia segna un punto di svolta

Con la sentenza n. 3538/2026, pubblicata il 3 luglio 2026, il TAR Lombardia affronta uno dei temi più delicati e controversi nell'ambito dell'autismo: il diritto delle persone con autismo adulte ad accedere a interventi terapeutici appropriati e a una presa in carico sanitaria effettiva lungo tutto l'arco della vita.

La decisione nasce dal ricorso presentato dal genitore e amministratore di sostegno di una donna con disturbo dello spettro autistico contro una ASST lombarda, accusata di non aver predisposto un progetto individualizzato e di aver negato la presa in carico del trattamento ABA, costringendo la famiglia a sostenere direttamente i relativi costi.

L'ABA non può essere esclusa perché una persona diventa adulta

Il principio più significativo affermato dal TAR è che il metodo ABA (Applied Behavior Analysis) costituisce una prestazione di natura sanitaria o comunque un intervento con una rilevante componente sanitaria, riconducibile alle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire.

Il Collegio respinge inoltre una tesi ancora diffusa in molte amministrazioni sanitarie: quella secondo cui l'ABA sarebbe un trattamento riservato all'età evolutiva. Secondo i giudici, il fatto che le evidenze scientifiche siano storicamente più numerose per bambini e adolescenti non significa che il trattamento sia inefficace negli adulti. L'assenza di studi conclusivi non equivale infatti alla dimostrazione dell'inefficacia di un intervento.

La sentenza sottolinea un aspetto tanto semplice quanto spesso dimenticato: l'autismo è una condizione permanente e non cessa al compimento della maggiore età. Di conseguenza, appare irragionevole interrompere percorsi terapeutici che hanno prodotto benefici solo perché la persona ha raggiunto i diciotto anni.

La responsabilità della ASST nella presa in carico

Un secondo elemento di grande interesse riguarda la responsabilità delle ASST.
La difesa dell'azienda sanitaria aveva sostenuto che la competenza per la presa in carico sarebbe spettata ad altri soggetti istituzionali. Il TAR, invece, ricostruisce l'intero quadro normativo nazionale e regionale, ricordando che le ASST sono gli enti chiamati a gestire direttamente i rapporti con gli utenti e ad assicurare le prestazioni sanitarie e sociosanitarie necessarie.

Richiamando la Legge 134/2015, il Collegio ribadisce inoltre che i disturbi dello spettro autistico rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e che le aziende sanitarie devono garantire diagnosi, cura e trattamenti individualizzati basati sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

La conseguenza è chiara: non è sufficiente negare una richiesta di intervento affermando genericamente che un determinato trattamento non sarebbe previsto. L'amministrazione è tenuta a valutare il caso concreto e a individuare una risposta assistenziale adeguata e personalizzata.

Il progetto individualizzato al centro del diritto alla salute

La sentenza attribuisce un ruolo centrale al progetto individualizzato e al progetto di vita.

Richiamando la normativa più recente, compreso il decreto legislativo n. 62 del 2024, il TAR evidenzia che la persona con disabilità è titolare del proprio progetto di vita e che gli interventi devono garantire continuità, sostenibilità e rispetto dell'autodeterminazione.

Non si tratta quindi soltanto di stabilire se una singola terapia debba essere erogata o meno. La questione riguarda la costruzione di un percorso complessivo che tenga conto dei bisogni sanitari, assistenziali, relazionali e sociali della persona con autismo, anche in età adulta.

In questo senso la pronuncia supera una visione frammentata della presa in carico e riafferma il principio della continuità delle cure lungo tutto l'arco della vita.

Una precisazione importante sulle linee guida per gli adulti

Nel testo della sentenza si legge che in Italia non risultavano adottate specifiche linee guida nazionali per gli adulti con disturbo dello spettro autistico.

Tale affermazione merita però una precisazione.

Il procedimento amministrativo da cui nasce il contenzioso ha avuto origine prima della pubblicazione della Linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità "Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico negli adulti", pubblicata nella sua prima versione il 7 agosto 2023.

Pertanto il riferimento contenuto nella sentenza va interpretato come descrizione del contesto nel quale si sviluppò la vicenda oggetto del giudizio e non come rappresentazione dell'attuale situazione italiana.

Oggi il nostro Paese dispone infatti di una linea guida nazionale dedicata all'autismo in età adulta. Questo elemento non indebolisce la portata della decisione, ma la rafforza ulteriormente. Il TAR riconosce infatti il diritto alla valutazione individualizzata dell'intervento ABA e alla predisposizione di un progetto terapeutico personalizzato anche con riferimento a una vicenda nata in un periodo in cui mancavano indicazioni nazionali specifiche per gli adulti.

Alla luce della successiva pubblicazione della linea guida ISS, diventa ancora più difficile sostenere interpretazioni che escludano a priori interventi psicoeducativi o percorsi personalizzati per le persone autistiche maggiorenni.

La decisione finale

Il TAR accoglie il ricorso e ordina alla ASST di predisporre e attuare un progetto individualizzato finalizzato all'erogazione del trattamento terapeutico-riabilitativo necessario mediante metodica ABA oppure tramite un intervento domiciliare equivalente.

I giudici dispongono inoltre il rimborso delle spese sostenute dalla famiglia per la terapia ABA a partire dall'8 febbraio 2020, nei limiti delle somme rendicontate e approvate dal Giudice Tutelare.

Una sentenza che guarda all'intero ciclo di vita

La portata della decisione va oltre il singolo caso.

Per anni molte famiglie hanno denunciato il vuoto assistenziale che spesso accompagna il passaggio dall'età evolutiva all'età adulta. Se per i minori esistono percorsi più strutturati, per gli adulti con autismo l'accesso a interventi specialistici continua a essere disomogeneo sul territorio nazionale.

Questa sentenza afferma invece un principio destinato ad avere ricadute importanti: il diritto alla salute delle persone con autismo non si esaurisce con la maggiore età. Le istituzioni sanitarie devono assicurare valutazioni individualizzate, continuità degli interventi e progetti di vita coerenti con i bisogni della persona.

Per questo motivo la pronuncia del TAR Lombardia rappresenta un passaggio significativo nel percorso di riconoscimento dei diritti delle persone con autismo adulte e delle loro famiglie, affermando un principio importante: nessuna persona con autismo può essere privata di cure appropriate semplicemente perché è diventata adulta

31/05/2026

Coppie gay e reversibilità 🔴
La Consulta (n. 91/2026) riconosce la pensione al partner superstite di una coppia gay sposata all’estero, anche se il decesso è avvenuto prima della legge Cirinnà.
Leggi l’articolo e la sentenza 👇

24/05/2026

Il Parlamento europeo ha approvato una nuova direttiva sui diritti delle vittime di reato con 440 voti favorevoli, 49 contrari e 84 astensioni, segnando un ulteriore passo avanti nel rafforzamento delle tutele minime comuni per tutti i cittadini dell’Unione europea.

Il testo introduce misure più ampie contro stalking, violenza e reati d’odio, insieme a strumenti concreti di accesso alla giustizia: una linea di supporto gratuita e attiva in tutta l’UE (116 006), la possibilità di denunciare online, il patrocinio legale già nelle fasi iniziali dell’indagine e una protezione rafforzata della privacy delle vittime come standard automatico.

Per la prima volta in un atto europeo viene inoltre richiamato esplicitamente l’accesso a un ab**to sicuro per le vittime di violenza sessuale, insieme al riconoscimento di elementi come orientamento sessuale, identità di genere e disabilità tra i criteri che definiscono la vulnerabilità della vittima e quindi l’accesso a misure di protezione rafforzata.

È proprio su questo punto che il testo assume un valore politico più ampio: un principio già presente nel dibattito legislativo italiano con il DDL Zan, affossato nel 2021 al Senato e oggi, di fatto, riemerso in una cornice europea vincolante per i 27 Stati membri, chiamati a recepire la direttiva entro due anni dalla sua approvazione definitiva.

Sul voto, il fronte europeo si è diviso lungo linee politiche e nazionali: favorevoli PD, AVS, M5S e tre eurodeputati di Forza Italia; astenuti Fratelli d’Italia e un esponente forzista

18/05/2026

Stasera abbiamo un motivo in più per essere felici 🏳️‍🌈
Ringraziamo Silvia Salis sindaca di Genova e Massimo Zedda sindaco di Cagliari. Riconoscere l'identità alias è tra le altre cose dare sicurezza e protezione alle persone ❤️

15/05/2026
16/03/2026

Indirizzo

Via Marchese Di Casalotto 14
Catania
95131

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
17:00 - 19:00

Telefono

+393394137487

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