25/08/2026
⚫ Addio a Pietro Rescigno, il grande maestro del diritto civile italiano, professore emerito della Sapienza, accademico dei Lincei e autore di opere che hanno formato generazioni di giuristi.
È scomparso a Roma, all'età di 98 anni: era tra i più autorevoli protagonisti della cultura giuridica italiana e uno dei grandi maestri del diritto civile del Novecento. Una figura di straordinario rilievo nel panorama accademico nazionale, le cui opere hanno accompagnato la formazione di intere generazioni di studenti e professionisti del diritto.
Laureatosi in Giurisprudenza all'Università di Napoli nel 1948, Rescigno fu allievo di Francesco Santoro-Passarelli e Alessandro Graziani. Dopo i primi incarichi accademici, nel 1952 iniziò la sua carriera come docente di diritto civile, passando attraverso le Università di Macerata, Pavia e Bologna, prima dell'approdo nel 1970 alla Sapienza di Roma, dove avrebbe insegnato fino al 2005, concludendo il percorso come professore emerito.
Il suo nome è indissolubilmente legato allo studio del diritto privato e del diritto civile. Le sue monografie, i trattati e i manuali sono diventati punti di riferimento per la dottrina e per la formazione universitaria. Tra le opere più significative figurano il Manuale di diritto privato, il Trattato di diritto privato e il Trattato dei contratti, quest'ultimo diretto insieme a Enrico Gabrielli.
Particolarmente importante anche la sua riflessione sul Codice civile, alla quale dedicò l'Introduzione al Codice civile, nella quale analizzò criticamente l'evoluzione dell'ordinamento italiano e il rapporto tra la codificazione del 1942, la Costituzione repubblicana e le successive trasformazioni legislative.
Rescigno non fu soltanto autore di manuali destinati agli studenti. Fu una presenza centrale nella comunità scientifica del diritto italiano, impegnato nella direzione e nella condirezione di importanti riviste specialistiche e di grandi opere enciclopediche e trattatistiche. Il suo lavoro contribuì a costruire una vera e propria scuola di pensiero, capace di influenzare profondamente gli studi civilistici italiani.
Nel corso della sua lunga attività ricevette numerosi riconoscimenti. Fu socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e nel 2014 venne insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, a testimonianza del valore riconosciuto al suo contributo alla cultura giuridica nazionale.