Avv. Cettina Marcellino

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Quando a casa c'è  un po' di Milano... 😄
11/06/2026

Quando a casa c'è un po' di Milano... 😄

Sono grandemente orgogliosa della mia sede e del lavoro ininterrotto che sta svolgendo.Come api operaie portiamo avanti ...
09/06/2026

Sono grandemente orgogliosa della mia sede e del lavoro ininterrotto che sta svolgendo.
Come api operaie portiamo avanti i nostri progetti, ponendone in cantiere sempre di nuovi.
Grazie di cuore a tutti i soci ed al Studi Borgogna.



15 Maggio – Giornata Internazionale della famiglia 15 Mag 2026 | Comunicati, PrimaPagina In occasione del 15 maggio, Giornata Internazionale della Famiglia promossa dalle Nazioni Unite,...

08/06/2026

Corte di Cassazione (Sez. I Civile, 14 febbraio 2026, n. 3290)

Il delicato equilibrio tra il diritto del minore a mantenere un rapporto significativo con entrambi i genitori e la necessità assoluta di garantirne la sicurezza psicofisica è, da sempre, uno dei nodi più complessi e dibattuti nel diritto di famiglia. Questa complessità si amplifica nei contesti caratterizzati da violenza domestica.
Una risposta giurisprudenziale rilevante arriva dalla recente ordinanza della Corte di Cassazione (Sez. I Civile, 14 febbraio 2026, n. 3290), che offre spunti di riflessione sul ruolo del dispositivo degli incontri protetti e sui limiti del principio di bigenitorialità.

Il caso e l’orientamento della Suprema Corte
La vicenda trae origine da un procedimento di affidamento in cui erano emersi gravi episodi di violenza domestica perpetrati dal padre nei confronti della madre. A fronte di tali risultanze, il giudice di merito aveva escluso la possibilità di incontri liberi tra padre e figlia, disponendo che la frequentazione avvenisse esclusivamente in modalità protetta, alla presenza degli operatori dei servizi specialistici. Il padre aveva proposto ricorso in Cassazione, lamentando una lesione del proprio diritto alla bigenitorialità e richiedendo un ampliamento del diritto di visita.
Con l’ordinanza n. 3290/2026, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità della decisione dei giudici di merito e sancendo alcuni punti fermi:

La bigenitorialità non è un diritto assoluto: il principio di bigenitorialità non va inteso come una prerogativa astratta o un diritto incondizionato del genitore, ma deve essere sempre interpretato e declinato alla luce dell’interesse preminente e superiore del minore.
La legittimità delle misure limitative: in presenza di condotte violente o potenzialmente pregiudizievoli, l’autorità giudiziaria ha il pieno potere — e il dovere — di adottare misure modulatrici dei rapporti genitoriali per evitare che il minore sia esposto a dinamiche traumatiche, manipolatorie o di grave pressione psicologica.
Il ruolo dello Spazio Neutro: un contesto osservativo e di tutela
In questo scenario, la pronuncia della Cassazione riconosce la funzione dello Spazio Neutro che si configura come un luogo protetto e supervisionato che persegue un triplice obiettivo:

Garantire la sicurezza e la neutralità: permettere al minore di incontrare il genitore non convivente in un ambiente privo di rischi, dove le dinamiche violente o controllanti della coppia non possano replicarsi.
Monitoraggio della relazione: consentire agli operatori di osservare in tempo reale la qualità della relazione, intercettando tempestivamente eventuali comportamenti disfunzionali, aggressivi o manipolatori.
Spazio di possibile evoluzione: offrire, dove ne sussistano i presupposti, un percorso di graduale e sicuro recupero del legame genitoriale, con la presenza e l’ausilio degli operatori.
L’ordinanza evidenzia come il contributo degli operatori dello Spazio Neutro e dei servizi sociali sia fondamentale per fornire al giudice gli elementi istruttori necessari a valutare, caso per caso, l’andamento della relazione e l’eventuale (ma mai scontata) transizione verso forme di visita meno restrittive.

La sicurezza del minore deve precedere la relazione
La Cassazione ha chiarito che il dispositivo degli incontri protetti non viola la bigenitorialità, ma ne rappresenta l’unica declinazione possibile e dignitosa all’interno di un quadro familiare compromesso dalla violenza.
Tuttavia, le riflessioni sollevate da questa ordinanza ci impongono di fare un passo ulteriore, che riteniamo debba guidare l’azione della magistratura e dei servizi: in presenza di severi fattori di rischio e di un pericolo attuale e concreto di reiterazione delle condotte violente da parte di un genitore, l’autorità giudiziaria dovrebbe valutare con estremo rigore l’opportunità stessa di attivare gli incontri protetti.
Il diritto alla bigenitorialità, non essendo un diritto assoluto, recede inevitabilmente di fronte al diritto fondamentale del minore all’integrità fisica e psicologica. Esporre un bambino o una bambina a un genitore maltrattante — anche all’interno di una cornice protetta — comporta comunque un carico emotivo e un potenziale di danno che va soppesato con massima prudenza. Prima ancora di chiederci come proteggere l’incontro, l’autorità giudiziaria deve chiedersi se sia concretamente e fattivamente tutelante esporre il minore a quel rischio.
La tutela della salute mentale e della sicurezza del minore rappresenta un bene primario sovraordinato, destinato a prevalere in via assoluta su qualsiasi istanza legata al diritto di visita.

Tre giorni intensissimi!
08/06/2026

Tre giorni intensissimi!

L'esperienza del Borgogna Summit è una delle più  belle occasioni di crescita professionale e personale che io possa des...
07/06/2026

L'esperienza del Borgogna Summit è una delle più belle occasioni di crescita professionale e personale che io possa descrivere.
In una cornice storica preziosa quale quella del Collegio San Carlo di Milano, in uno dei quartieri più belli della città, si siedono, in panel molteplici, professionisti ed esperti di ogni settore ed ogni tema é trattato affinché tutti possano capirne il contenuto anche se ne sono tecnicamente ameni.
Abbiamo attraversato la ricerca scientifica sui farmaci, la medicina, la finanza, la geopolitica, il diritto.
Ho condiviso il tavolo con il Dott. Fabio Pilato, oggi Consigliere presso la Corte di Appello di Caltanissetta, un uomo che ti restituisce fiducia nella giustizia perchè ci crede e ti porta a crederci; con il Prof. Alessandro Provera cattedra di Diritto Penale presso l'università del Piemonte Orientale che ha con pragmaticita' elencato criticità e perplessità sulla questione del femminicidio, e con un grande Avv. Marco Giannone che io - lui non lo sa (almeno sino a qui) - considero una persona molto molto speciale, che tengo in grandissima considerazione, che osservo ed ascolto sempre con massima attenzione perché credo sia di un livello giuridico e morale altissimo.
E poi, l'immenso Avv. Fabrizio Ventimiglia, artifex di tutto, un uomo dinnanzi al quale mi faccio "piccola" per la sincera ammirazione per tutto quello che fa, come lo fa, e per la persona che è.
Mi sono sentita intimorita da questi "giganti" ma non solo le risposte del pubblico, ma la loro approvazione sui miei interventi mi hanno restituito una immagine di me che fatico ad afferrare. Eppure, sentirsi 'piccoli" ti regala due doni che occorre tenere cari: l'umiltà e la conseguente determinazione ad imparare sempre.
E io spero di non smettere mai di aver voglia di imparare.
Ci rivediamo presto!

05/06/2026

Dell'evento di stasera, organizzato da Cammino Siracusa, oltre alla meravigliosa organizzazione, accoglienza ed amicizia della Presidente Avv. Maria Barbara Giardinieri, della Vicepresidente Avv. Olga Avvocato Diamante e di tutta la sede, nessuno escluso, mi porto a casa tre cose:

1) la sala piena e silente durante il mio intervento

2) i complimenti del Procuratore Capo del Tribunale di Siracusa che è rimasta sino alla fine per ascoltarmi

3) l'applauso a "scena aperta" della sala a circa metà della mia esposizione.

Lo studio ripaga sempre.
La passione per ciò in cui credi pure.

Grazie di cuore a tutti voi.

05/06/2026
Perché gli  Stati Generali della giustizia minorile?Nel giugno 2025 Antigone, Defence for Children Italia e Libera hanno...
05/06/2026

Perché gli Stati Generali
della giustizia minorile?

Nel giugno 2025 Antigone, Defence for Children Italia e Libera hanno lanciato un
appello sulla giustizia minorile italiana, riconoscendo come essa stia vivendo una fase di drammatica regressione: un sistema un tempo all’avanguardia in Europa sta progressivamente
abbandonando il suo approccio educativo per adottare una logica
sempre più repressiva e punitiva.

L’appello ha raccolto l’adesione di numerose organizzazioni, garanti dei diritti delle persone private della libertà e persone impegnate sul tema.
Il 25 febbraio 2026, a Roma, le tre associazioni promotrici hanno organizzato un’assemblea
pubblica per rilanciare il confronto e costruire una risposta collettiva.
Da quell’incontro è nata l’idea degli Stati Generali della giustizia minorile: un percorso condiviso volto a elaborare proposte concrete di riforma da mettere a disposizione del dibattito pubblico. Per richiamare le autorità alle proprie responsabilità istituzionali e riaffermare un modello fondato su educazione,
inclusione e tutela dei diritti.

Ieri al Tavolo 5 : Competenze, organizzazione e risorse.

Relatrice: Isabella Mastropasqua (UniversitàRoma Tre, ex dirigente DipartimentoGiustizia Minorile)

Coordinatrice: Gabriella Gallizia (Defence for Children International Italia)

05/06/2026

All' Arma dei Carabinieri che oggi compie 212 anni!

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Catania

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