Avvocato Stefania Barone - penalista

Avvocato Stefania Barone - penalista Ti affianco in un percorso su misura per individuare i rischi legali a cui è esposta la tua azienda o studio professionale. Relatrice in lectio e conferenze.

Compila il questionario https://forms.gle/2VXDzgzCnRtx1dDM8 Avvocato penalista del Foro di Catania. Mi occupo di diritto penale d'impresa e compliance aziendale. Autrice di note e commenti a sentenze. Operatrice di sportello antiviolenza e antistalking. Socia Lions Club Acicastello R.d.C. Visita il mio profilo: https://www.linkedin.com/in/stefania-barone/

Il Modello 231 non è solo uno strumento difensivo.È anche un segnale di affidabilità.E oggi, per molte imprese, questo f...
17/06/2026

Il Modello 231 non è solo uno strumento difensivo.

È anche un segnale di affidabilità.

E oggi, per molte imprese, questo fa la differenza.

Per anni il Modello 231 è stato percepito come un adempimento riservato alle grandi aziende, ai gruppi strutturati o alle società già coinvolte in procedimenti.

In realtà, questa è una visione riduttiva.

Perché un Modello 231 ben costruito può incidere su tre livelli molto concreti.

Primo: protezione.

Se in azienda viene commesso un reato, l’impresa può essere chiamata a rispondere ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Questo significa sanzioni economiche, misure interdittive, possibile blocco dell’attività e conseguenze reputazionali importanti.

Il Modello 231 è lo strumento che consente all’ente di dimostrare di aver organizzato un sistema idoneo a prevenire quel rischio.

Secondo: accesso.

Sempre più bandi, rapporti con grandi committenti e procedure di selezione guardano con attenzione alla presenza di sistemi organizzativi e di compliance.

Non sempre basta “lavorare bene”.

Bisogna anche poter dimostrare di essere un’impresa strutturata, controllata e affidabile.

Terzo: reputazione.

Il Modello 231 dialoga con il Rating di Legalità, con la credibilità verso banche e partner, con la capacità dell’impresa di presentarsi come interlocutore serio.

In alcuni casi può contribuire anche a vantaggi economici, come la riduzione del premio INAIL o l’accesso a finanziamenti per imprese con determinati requisiti.

Il punto è semplice.

Chi ha un Modello 231 reale, aggiornato e applicato, spesso parte avvantaggiato.

Chi non ce l’ha, o ce l’ha solo formalmente, rischia di accorgersene quando serve dimostrarne l’efficacia.

E a quel punto non basta produrre un documento.

Serve dimostrare un metodo.

Il Modello 231 non è “carta”.
È organizzazione.
È prevenzione.
È tutela.
È posizionamento competitivo.

La domanda per un imprenditore non dovrebbe essere:
“Mi conviene adottarlo?”

Ma:
“Quanto mi costa, oggi, non averlo o averlo solo sulla carta?”

“Avvocato, ma se manca solo qualche documento cosa rischio davvero?”La risposta è: dipende.Dipende da cosa manca, da qua...
15/06/2026

“Avvocato, ma se manca solo qualche documento cosa rischio davvero?”

La risposta è: dipende.

Dipende da cosa manca, da quante irregolarità emergono e da come vengono lette nel loro insieme.

Il problema, infatti, non è sempre una grande violazione.

A volte è la somma di tanti elementi:
– alimenti non tracciati;
– olio e vino senza provenienza chiara;
– prezzi e ingredienti non esposti;
– estintori non manutenuti;
– impianti critici;
– autorizzazioni mancanti;
– occupazione abusiva del suolo pubblico;
– veranda non autorizzata.

È ciò che è emerso, per esempio, dalla notizia che riporta il controllo effettuato a Catania su un panificio e una gastronomia.
Il risultato? quasi 93 kg di prodotti sequestrati e 24.000 euro di sanzioni.

Presi singolarmente, alcuni aspetti possono sembrare quasi "piccolezze" o "dettagli".

Durante un controllo, però, non vengono valutati come episodi isolati.

Vengono letti insieme.

E insieme possono comunicare un dato preciso: l’azienda non sta governando correttamente i propri rischi. Non è attenta.

Nel settore alimentare, la conformità non riguarda solo il prodotto.

Riguarda anche:
– tracciabilità;
– procedure;
– ruoli interni;
– documenti;
– autorizzazioni;
– sicurezza;
– gestione degli spazi.

La domanda utile non è:
“Quanto è grave questa singola mancanza?”

La domanda corretta è:
“Che quadro darebbe la mia attività se fosse controllata oggi?”

Un’analisi preventiva serve proprio a individuare le criticità prima che diventino sequestri, sanzioni o contestazioni.

Se il tema ti riguarda o hai bisogno di capire quali sono i punti deboli della tua attività, puoi richiedere una consulenza personalizzata. Trovi i contatti dello studio in bio.

Nel settore agroalimentare, l’etichetta non è un dettaglio. È strategia.Quando si parla di etichettatura alimentare, mol...
12/06/2026

Nel settore agroalimentare, l’etichetta non è un dettaglio. È strategia.

Quando si parla di etichettatura alimentare, molti imprenditori la considerano un adempimento formale. In realtà è uno degli elementi più rilevanti in caso di controlli e verifiche.

L’etichetta è ciò che parla del prodotto prima ancora che venga assaggiato.
E deve essere sempre coerente, chiara e conforme alla normativa.

Spesso le criticità nascono da piccoli errori: ingredienti non aggiornati, allergeni non indicati correttamente, informazioni nutrizionali incomplete o incoerenti con la documentazione interna.

Nel mondo della compliance agroalimentare, la coerenza tra prodotto, etichetta e documenti aziendali è ciò che fa davvero la differenza.

📩 Se vuoi verificare la conformità delle tue etichette e ridurre il rischio di sanzioni nel settore agroalimentare, contatta lo Studio, trovi i riferimenti in bio.

D.Lgs. 81/2026: la tua azienda è pronta?Dal 2 giugno sono entrate in vigore nuove disposizioni che incidono sui reati am...
10/06/2026

D.Lgs. 81/2026: la tua azienda è pronta?

Dal 2 giugno sono entrate in vigore nuove disposizioni che incidono sui reati ambientali e sulla responsabilità degli enti. Le novità riguardano, tra l'altro:
▪️ nuove fattispecie di reato in materia ambientale;
▪️ modifiche all'art. 256 del Testo Unico Ambientale;
▪️ aggiornamenti dell'art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001;
▪️ nuovi profili di rischio da valutare lungo la filiera.

Oggi, più che mai, non conta solo ciò che l'azienda fa.
Conta anche ciò che è in grado di dimostrare.

Fatture false e operazioni inesistenti: quali segnali dovrebbe intercettare un’impresa?La notizia arriva da Messina: fro...
08/06/2026

Fatture false e operazioni inesistenti: quali segnali dovrebbe intercettare un’impresa?

La notizia arriva da Messina: frode fiscale contestata per oltre 33 milioni di euro, cinque persone indagate e beni sequestrati per oltre 8 milioni.

Al centro dell’inchiesta: fatture per operazioni inesistenti nel commercio di oro e argento.

Ma al di là del caso specifico, c’è una domanda che ogni imprenditore dovrebbe porsi: la mia azienda è in grado di dimostrare che quell’operazione è reale?

Alcuni segnali di allarme da non sottovalutare:

1. fornitori senza struttura visibile o che non sembrano avere mezzi, personale o capacità produttiva;
2. prezzi anomali rispetto al mercato;
3. documentazione commerciale incompleta;
4. pagamenti incoerenti con il rapporto dichiarato;
5. assenza di contratti, ordini, DDT o prove di consegna;

Nel penale tributario, il problema non è solo “avere la fattura”.

Il problema è poter dimostrare che dietro quella fattura c’è sempre un’operazione vera, tracciabile e coerente.

Un’impresa organizzata non si limita a registrare documenti: costruisce prove della propria correttezza operativa.

05/06/2026

In Italia ci sono oltre 4 milioni di PMI e la maggior parte non ha un Modello 231.

Non perché non vogliano tutelarsi, ma probabilmente perché nessuno ha mai spiegato loro che il rischio, nelle piccole imprese, è spesso più alto che nelle grandi.

Perché?

Perché in una piccola azienda il rischio si concentra: la stessa persona decide, autorizza, controlla, firma, gestisce fornitori, personale, sicurezza, pagamenti o rapporti con la pubblica amministrazione.

Ma tutto funziona solo finché non arriva un controllo.

Il punto non è quanto è grande la tua azienda.
Il punto è quanto è esposta.

Gestisci una PMI e non sai se sei esposto?

📩 Contatta lo studio per una consulenza personalizzata. Trovi i riferimenti in bio.

Molti imprenditori pensano che il diritto serva solo quando arriva un problema.Un controllo.Una contestazione.Un sequest...
03/06/2026

Molti imprenditori pensano che il diritto serva solo quando arriva un problema.

Un controllo.
Una contestazione.
Un sequestro.
Una crisi interna.
Una responsabilità da gestire.

In realtà, per un’impresa, il diritto è davvero utile quando viene usato prima.

Prima che il problema arrivi.
Prima che una scelta organizzativa diventi una responsabilità personale.
Prima che un’etichetta sbagliata diventi una contestazione.
Prima che un contributo gestito male diventi una revoca o, nei casi più gravi, un profilo penalmente rilevante.

Questo carosello nasce da una convinzione molto semplice:
fare impresa è difficile, ma perderla per un errore che era evitabile è molto più facile.

La prima “veste” da curare è quella giuridica.

Non basta produrre bene, avere un buon prodotto, lavorare tanto o essere in buona fede.

Conta anche il modo in cui l’azienda risponde a queste domande:

Chi decide?
Chi controlla?
Chi conserva i documenti?

L’errore più comune è pensare che il diritto sia una toppa da mettere dopo.

Invece, per un’impresa, il diritto dovrebbe essere una cassetta degli attrezzi.

Non un insieme di carte da archiviare.
Non un fascicolo da ti**re fuori quando arriva il controllo.
Non un adempimento fatto “per stare a posto”.

Ma un sistema concreto per prevenire errori, organizzare responsabilità e rendere l’azienda più solida.

La vera domanda, quindi, non è:

“Mi servirà un avvocato se succede qualcosa?”

La domanda corretta è:

“La mia impresa oggi è organizzata in modo da evitare che quel problema arrivi?”

Perché la prevenzione legale non serve a complicare la vita dell’imprenditore.

Serve a proteggerla.

Nel settore agroalimentare, un’etichetta non corretta non è mai solo un problema formale.Ho letto una notizia che riguar...
01/06/2026

Nel settore agroalimentare, un’etichetta non corretta non è mai solo un problema formale.

Ho letto una notizia che riguarda circa 1.500 litri di olio destinati alla Georgia, bloccati dopo un controllo congiunto dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza.

E ho subito pensato che per un’impresa agroalimentare, il punto non è mai solo la difformità tra qualità dichiarata e qualità accertata.

La questione, cioè, non riguarda mai solo la dicitura commerciale utilizzata.

Riguarda la coerenza tra:
• qualità reale del prodotto;
• analisi effettuate;
• documentazione conservata;
• etichetta apposta;
• autorizzazione alla spedizione;
• rapporti con fornitori, clienti, dogane e autorità di controllo.

In questi casi, la prevenzione non può iniziare dopo il controllo.
Deve iniziare prima, attraverso procedure chiare e verificabili.

L’impresa dovrebbe sapere:
• chi verifica la qualità dichiarata;
• chi controlla la conformità dell’etichetta;
• chi conserva le analisi;
• chi autorizza la spedizione;
• chi gestisce eventuali contestazioni e controlli.

Quando questi passaggi non sono assegnati, tracciati e documentati, l’azienda diventa più esposta.

E nei settori regolati, una fragilità organizzativa può trasformarsi rapidamente in un rischio amministrativo, reputazionale e, nei casi più gravi, anche penale.

La conformità alimentare non è solo burocrazia.
È un presidio di responsabilità aziendale.

Lo Studio assiste imprese agroalimentari nella prevenzione dei rischi penali, nella revisione dei controlli interni e nella gestione delle criticità connesse a etichettatura, tracciabilità e conformità del prodotto.

📩 Per una consulenza preventiva sul sistema di controlli interni della tua impresa, puoi contattare lo studio, trovi i riferimenti in bio.

La certificazione ISO 37001 è davvero solo un bollino di qualità?Nel mondo delle imprese e della compliance aziendale, l...
29/05/2026

La certificazione ISO 37001 è davvero solo un bollino di qualità?

Nel mondo delle imprese e della compliance aziendale, la risposta è no.

La ISO 37001 è uno strumento concreto per prevenire, intercettare e gestire il rischio di corruzione attraverso processi chiari, responsabilità definite e controlli effettivi.

Non è burocrazia.
È governance.

E per le imprese che partecipano a gare, appalti o procedure competitive, può rappresentare anche un elemento di forza: perché dimostra l’esistenza di un sistema organizzato, verificabile e orientato alla prevenzione del rischio corruttivo.

In alcuni bandi, infatti, il possesso della certificazione ISO 37001 può essere valorizzato come criterio premiale o come elemento dell’offerta tecnica.

La vera forza della ISO 37001 anticorruzione non è il certificato in sé, ma il sistema che viene costruito, applicato e mantenuto ogni giorno in azienda.

Perché nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, nei partenariati e nelle gare, la reputazione organizzativa conta sempre di più.

📩 Se vuoi capire se la tua organizzazione è pronta a implementare o verificare un sistema di gestione anticorruzione efficace, contattami per una consulenza riservata.

“La vita è cambiata.”Bene! Vuol dire che c’è stata un’evoluzione.Negli ultimi anni la mia vita è cambiata tante volte.E ...
20/05/2026

“La vita è cambiata.”

Bene!
Vuol dire che c’è stata un’evoluzione.

Negli ultimi anni la mia vita è cambiata tante volte.
E c’è una consapevolezza che ho acquisito e che oggi porto anche nel lavoro con le aziende che seguo: quando tutto cambia, non serve fermarsi.
Serve scegliere una direzione.

Nella vita, come nell'impresa.

Indirizzo

Via FICHERA N. 12
Catania
95128

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
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