21/10/2026
“Avvocà, giusto un parere al volo e senza impegno…”
“Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno per il proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro interesse personale”.
Contrariamente a quello che scriveva Adam Smith, ultimamente qualcuno pensa che invece sia dalla benevolenza dell’avvocato che ci si debba aspettare la cura dei propri interessi legali. Capita infatti a molti professionisti intellettuali (quindi non solo legali) di doversi continuamente difendere per non cadere nell’imbroglio di chi cerca, con atteggiamenti più o meno fantasiosi e arguti, di estorcere la prestazione professionale gratuita.
Una volta c’era il classico scroccone che faceva il colpo di telefono e cercava di sapere come comportarsi in determinate situazioni spiacevoli: ci si poteva negare, non rispondere oppure dare un appuntamento in Studio. E si sa, “se si va in Studio, accidenti, forse qualcosa tocca pagare”. Oggi i mezzi di comunicazioni e il web hanno portato nuovi problemi con i quali ci si deve scontrare. Volete degli esempi?
Messaggio whatsapp di punto in bianco contente la fotografia di una lettera (esempio un problema di infiltrazione del vicino o un sollecito di pagamento) con il messaggio “ciao (o buongiorno) mi è arrivata questa, che faccio?” oppure messaggio vocale da gente che non si sentiva da anni, dove ci tocca ascoltare “ciao, tutto ok? Senti ti spiego sta cosa un attimo dammi al volo un tuo parere… “ e via col pippotto del problema. Ma ancora, email con tanto di allegati infiniti e accompagnatoria “mi dai un tuo parere quando hai tempo? Senza impegno…” oppure ancora un bel messaggio su Fb, che fa fine e non impegna, con tanto di contratto editoriale firmato abbagliati da promesse di successi e un bel “ciao, se hai tempo di dargli un occhio, secondo te come mi libero dal contratto?” e via di casi simili.
A quel punto il povero legale può scegliere due soluzioni:
la prima è quella che si dovrebbe attuare, ovvero ignorare questo tipo di comunicazioni. Non solo non è facile, per una persona mediamente educata, ma si corre pure il rischio di ve**re sollecitati alla risposta prendendosi del maleducato!
La seconda è quella di cercare di far capire a chi ha mandato la richiesta di consulenza che non si può gestire così un problema legale e serve fare le cose per bene e purtroppo fare le cose per bene implica tante di quelle componenti che beh, si arriva a esporre una parcella per il proprio lavoro.
Sto parlando di denaro, quello stesso che si usa senza problemi per le vacanze per l’Iphone, per i vestiti firmati, incredibile, vero? Del resto se uno va a mangiare una comunissima pizza margherita bevendo una comunissima birra alla fine paga senza storie, non è che manda il messaggio whatsapp prima di entrare nel ristorante con scritto “Ciao, vengo con un amico, facci due pizze al volo senza impegno” e se le aspetta gratis.
“Eh, ma dai, per un parere…”
Un parere.
Unnparere non è mica una mia opinione sulla rovesciata di Cristiano Ronaldo o su chi vincerà il campionato il prossimo anno. Un parere implica che si deve dedicare il proprio tempo e la propria professionalità, utilizzando i propri mezzi, per leggere un contratto per esempio (magari fotografato o scannerizzato di fretta, così devo pure decifrarlo stamparlo e cercare di capirlo…?), analizzare il caso e spesso sentire la persona interessata per avere chiarimenti su alcuni fatti, per poi arrivare a una conclusione. Una conclusione alla quale si può arrivare dopo anni di studio, non per grazia divina. E assumendosi pure la responsabilità di dare magari indicazioni sbagliate e un domani essere pure chiamato a risponderne o sentirsi riferire da terzi che “tizio si è lamentato perché gli si è dato un parere sbagliato” o peggio. E questo nel 10% dei casi in cui il parere non nasconde o non diventa una questione molto più complessa…
Non solo: per dare questo parere “al volo e senza impegno” si è dovuto studiare al liceo mentre gli amici uscivano e passavano i pomeriggi a divertirsi, poi si è dovuta frequentare l’università, non proprio dietro casa, per anni, con sacrifici propri o dei genitori, mentre gli altri già programmavano la vita futura e acquistavano la prima automobile con i risparmi del lavoro o andavano a vivere da soli o addirittura si sposavano. Poi, da laureati, si sono dovuti fare 24 mesi di pratica forense, spesso gratuita o con semplici rimborsi spese. Terminata la pratica un bel corso da 1500 euro per preparare l’esame di stato, corso da frequentarsi tutti i sabati per qualche mese dalle 9 di mattina alle 18 di sera non certo dietro casa e poi via, tre scritti massacranti a dicembre con risultati a giugno e poi, se gli scritti si passavano, orali da incubo tra ottobre e novembre (e via altri 1000 euro di libri). Se poi agli orali venivi bocciato, beh, si ripartiva dagli scritti, tutto da rifare! Poi superi lo scoglio (nel mio caso a Milano) e finalmente sei Avvocato! Bene, ora ti serve solo uno Studio fisico o una stanzetta (mica si può farlo dal divano di casa…) un fax, un pc, una stampante, un telefono, un collegamento adsl, degli arredi, dei libri, dei software appositi… una automobile! Ma non è mica finita! Devi pagare ogni anno l’ordine professionale, l’assicurazione professionale, l’assicurazione dello Studio, il commercialista, valanghe di contributi perché la pensione in sostanza te la fai da solo versandotela con quei soldi che in teoria dovrebbe contribuire a versarti chi ti ha chiesto il parere gratis, oltre a irpef, iva, e sicuramente sto dimenticando altro (parliamo di migliaia di euro… mica robetta).
Ecco la risposta alla domanda “ma in fondo, avvocà, che le costa darmi ‘na rispostina?”
Senza contare il fatto che se uno tiene a un problema davvero, non cerca di rubacchiare il parerino e fare il “fai da te”, ma è disposto a pagare un professionista perché lavori per bene, con scrupolo e seriamente.
Del resto se non ci si tiene a un problema abbastanza da essere disposti a pagare per risolverlo, perché diamine dovrebbe tenerci un altro, per giunta lavorando gratuitamente?”
Avvocato Giuliano Conconi
https://giulianoconconi.wordpress.com/2018/04/10/avvoca-giusto-un-parere-al-volo-e-senza-impegno/