15/09/2026
Vogliamo una commissione consiliare dedicata
Oggi in aula ho chiesto con convinzione che il consiglio regionale lombardo, istituisca una speciale per il contrasto alla violenza di genere.
La violenza contro le donne è un fenomeno globale trasversale che agisce in tanti modi: è violenza fisica, psicologica, economica, digitale che lascia ferita profonde, anche dopo che è stata agita, è un dramma collettivo che alimenta le disuguaglianze di genere.
La nostra regione paga un altro tributo, e per questo riteniamo che dobbiamo sentirci tutte e tutti coinvolti, parlarne, approfondire le cause e trovare soluzioni, prendendoci tutti la responsabilità di considerare il contrasto a questa violenza come una priorità.
Non è sufficiente che entri in aula il #25 novembre o quando si discute il piano quadriennale o ancora quando piangiamo nuove vittime. Non ci basta dare in capo ad un assessore e ad una giunta la responsabilità di azioni e sensibilizzazione su questo argomento. Abbiamo chiesto un'osservatorio che non c'è stato concesso allora oggi chiediamo una commissione speciale, chiediamo che questo consiglio le dedichi tempo attenzione e cura, con una commissione speciale dedicata, perché dobbiamo poter esserci e poter fare, prendendoci ognuno le proprie responsabilità.
Quando e la sua fondazione sono attaccati da esponenti politici che vogliono bloccare i progetti di educazione e rispetto nelle scuole, quando si sostiene che i non esistono, dobbiamo esserci e vogliamo esserci.
Dobbiamo esserci, non singolarmente, ma collettivamente, per dare tempestivamente risposta all'appello di Franco Isceri - il padre di Lorena, gettata da un ponte come spazzatura- che chiede alle istituzioni e alle forze politiche di tutte le istituzioni, di essere unite in azioni concrete per contrastare i femminicidi. Non basta un Assessorato, dobbiamo sentirci tutte e tutti coinvolti.
Non credo ci si possa voltare più dall'altra parte e lasciare soli nel dolore padri, madri, figli, ma è necessario esserci tutti e fare qualcosa ogni giorno, perché non accada più.
Prendiamoci tutti le nostre responsabilità.
La richiesta di commissione è aperta alle firme di tutte le consigliere, e ai consiglieri soprattutto, perché deve esserci una consapevolezza di uomini e di donne insieme, una responsabilità che deve essere condivisa anche istituzionalmente.