Avvocata Concetta Sannino

Avvocata Concetta Sannino Avvocata a tutela delle donne iscritta registro Regione Lombardia. Vice Pres. Consiglio delle Donne di Treviglio. Membro direttivo Casa delle donne Treviglio.

iscritta UDI Velia Sacchi. Collabora con Federiconelcuore onlus e Prometeo

 : un viaggio per ricordare le donne che, con il loro coraggio, hanno saputo dire di no e tracciare una strada nuova per...
01/09/2026

: un viaggio per ricordare le donne che, con il loro coraggio, hanno saputo dire di no e tracciare una strada nuova per tutte noi.
Oggi andiamo in Messico della prima metà del '900, per riscoprire una straordinaria icona di autodeterminazione: Frida Kahlo.
Frida ha vissuto una relazione tormentata, ossessiva e psicologicamente dolorosa con il pittore Diego Rivera, una storia costellata di continui tradimenti e profonde mancanze di rispetto. Eppure, nonostante l’immenso dolore fisico e interiore che ha segnato la sua intera esistenza, Frida ha rifiutato di farsi definire semplicemente come "la moglie di Diego".

Attraverso la sua arte e la sua immensa forza interiore, ha rivendicato la propria totale indipendenza emotiva ed economica. È arrivata a divorziare da lui per mettere fine a quella sofferenza e, quando in seguito decisero di risposarsi, lo fecero solo a condizioni completamente diverse, stabilite e sottoscritte da lei stessa.

Oltre il legame tossico: ritrovare la propria centralità
La storia di Frida ci parla da vicino e accende i riflettori su un tema drammaticamente attuale: la dipendenza affettiva. Spesso ci si convince che l'intensità di un sentimento si misuri dal livello di sacrificio o dalla capacità di sopportare il dolore. Non è così. L’amore non può e non deve mai giustificare l’annullamento di sé, della propria dignità o della propria identità come individui.

Il ruolo della tutela legale
Nel mio lavoro quotidiano come avvocata di famiglia, incontro molte donne che si trovano intrappolate in dinamiche di coppia asimmetriche, logoranti o svalutanti. Riconoscere quando un legame ha smesso di essere sano è il primo, difficilissimo passo per riprendere in mano la propria vita.
Il diritto e la legge non servono solo a regolare la fine di un matrimonio, ma sono strumenti fondamentali per proteggere la propria indipendenza – emotiva, personale ed economica – e per porre dei confini chiari e invalicabili a tutela della propria dignità.

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“Diritto & Cinema”Oggi analizziamo un film che ha saputo toccare il cuore e la coscienza di milioni di spettatori: "C'è ...
29/08/2026

“Diritto & Cinema”
Oggi analizziamo un film che ha saputo toccare il cuore e la coscienza di milioni di spettatori: "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi (2023).
Perché vederlo (e analizzarlo) da una prospettiva legale?
Ambientato nella Roma del secondo dopoguerra, il film fotografa con straordinaria lucidità e dolorosa ironia la realtà della violenza domestica, mostrando come questa non si esprima solo attraverso la forza fisica, ma si alimenti di dinamiche radicate e spesso invisibili:
🔹 La violenza psicologica ed economica: La pellicola descrive perfettamente la svalutazione quotidiana, l'isolamento e il controllo totale delle risorse economiche da parte del marito. Delia lavora duramente, ma ogni suo guadagno le viene sottratto. L'indipendenza economica, ieri come oggi, è il primo vero pilastro della libertà di una donna.
🔹 La normalizzazione dell'abuso: Nel contesto dell'epoca, i maltrattamenti venivano tragicamente considerati "fatti privati" o dinamiche ordinarie della vita coniugale. Il film mostra quanto sia stato lungo e faticoso il percorso per trasformare ciò che un tempo era tollerato in un reato perseguito dallo Stato.
🔹La solidarietà femminile e il riscatto sociale con il voto per le donne: Il silenzio si spezza non solo attraverso la denuncia individuale, ma grazie alla costruzione di una rete di sostegno e alla consapevolezza collettiva del proprio valore.
Una riflessione giuridica
Guardare questo film oggi ci ricorda da dove veniamo e quanta strada ha dovuto fare il nostro ordinamento. Ci sono voluti decenni per arrivare alla riforma del diritto di famiglia del 1975, all'abolizione del delitto d'onore e del matrimonio riparatore (solo nel 1981), il voto per le donne e, infine, a strumenti moderni come il Codice Rosso.
"C'è ancora domani" ci ricorda che il diritto è una conquista continua e che gli strumenti legali di protezione che abbiamo oggi esistono perché qualcuno, prima di noi, ha trovato il coraggio di desiderare un domani diverso.
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Molto spesso, quando si parla di violenza domestica, il pensiero corre subito alle aggressioni fisiche. Ma la realtà che...
27/08/2026

Molto spesso, quando si parla di violenza domestica, il pensiero corre subito alle aggressioni fisiche. Ma la realtà che riscontriamo ogni giorno ci mostra che le dinamiche di abuso sanno essere molto più sottili, silenziose e ramificate.

La violenza non si manifesta solo con i lividi. Esiste una violenza psicologica spietata, fatta di isolamento sistematico dagli affetti, critiche distruttive, controllo ossessivo e umiliazioni costanti che mirano a distruggere l'autostima della persona. E parallelamente esiste una violenza economica, che si consuma privando la donna di ogni autonomia finanziaria, vietandole di lavorare o controllandone ogni centesimo, con l'unico preciso scopo di impedirne la libertà e la possibilità di allontanarsi.

Riconoscere questi segnali è il primo, fondamentale passo per spezzare il cerchio.
Sapere che la legge prevede tutele immediate, concrete e attivabili in tempi brevissimi è fondamentale per trovare la forza di fare il primo passo. Non sei sola e non devi aspettare che la situazione precipiti per riprendere in mano la tua vita e la tua dignità.

Se ti trovi in una situazione di sofferenza o pericolo, ricorda che puoi attivare immediatamente la rete di supporto:
📞 1522 – Numero nazionale antiviolenza e stalking (gratuito, anonimo, attivo 24/7) 📞 112 – Numero unico di emergenza per pericoli imminenti

Rivolgersi a un professionista del diritto di famiglia o a un Centro Antiviolenza locale ti permetterà di valutare la tua situazione in totale riservatezza e di pianificare il percorso più sicuro per te e per i tuoi figli. La tua libertà e la tua incolumità sono un diritto assoluto.
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Quando una coppia con figli si separa, o quando insorgono gravi conflitti familiari che finiscono davanti a un giudice, ...
25/08/2026

Quando una coppia con figli si separa, o quando insorgono gravi conflitti familiari che finiscono davanti a un giudice, l'attenzione si concentra spesso sulle pretese, sulle ragioni e sui torti degli adulti. Ma in mezzo a questa tempesta, chi dà voce ai bambini? Chi si assicura che i loro diritti e i loro bisogni emotivi e materiali non vengano calpestati o oscurati dal conflitto dei grandi?

Nel nostro ordinamento esiste una figura giuridica straordinaria e fondamentale, nata proprio con questo scopo: il Curatore Speciale del Minore.
Si tratta di un avvocato, specificamente formato, che viene nominato dal giudice nei casi più complessi o di forte alta conflittualità. Il suo compito non è difendere la madre, né difendere il padre. Il suo unico, assoluto cliente è il bambino.

Per fare chiarezza su questa figura così importante, ho scritto un nuovo articolo sul mio blog: "Chi protegge i bambini in tribunale? Il ruolo del curatore speciale del minore".
Nel testo approfondiamo insieme:
🔹Chi è esattamente il Curatore Speciale e in quali specifici procedimenti la sua nomina è obbligatoria o opportuna.
🔹 Quali sono i suoi poteri concreti (dall'ascolto protetto del minore alla possibilità di proporre domande o impugnazioni in giudizio).
🔹 Perché la sua presenza rappresenta una garanzia di laicità, protezione e terzietà a tutela del superiore interesse del minore.
Nelle battaglie legali della famiglia, i bambini rischiano troppo spesso di diventare spettatori invisibili o, peggio, strumenti di ricatto emotivo. Conoscere gli strumenti che la legge mette a disposizione per proteggerli è il primo dovere di ogni adulto e di ogni professionista del diritto.

📌 L'articolo completo è online: trovi il link diretto per leggerlo nella bio del profilo.
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02/08/2026
Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell'Amicizia. Spesso pensiamo a questa ricorrenza solo come a un momento di festa,...
30/07/2026

Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell'Amicizia. Spesso pensiamo a questa ricorrenza solo come a un momento di festa, ma l'amicizia è, prima di tutto, un porto sicuro. Nei momenti più bui e complessi della vita, confidarsi con un amico sincero può essere la scintilla che dà il coraggio di rompere il silenzio e intraprendere un percorso di cambiamento e di liberazione.

Tuttavia, un "amico" non è solo la persona con cui siamo cresciuti. Un alleato prezioso si trova anche in tutte le risorse pubbliche, legali e associative che la società mette a disposizione di chi ha bisogno di aiuto. Se stai vivendo una situazione di controllo, sofferenza o violenza domestica, sappi che non sei sola e che c'è una rete strutturata pronta a tenderti la mano.

📍 Cosa puoi fare subito:
🔸 Se sei in pericolo imminente, chiama il 112 (Numero Unico di Emergenza).
🔸 Contatta il 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking. È gratuito, anonimo, attivo 24 ore su 24 e raggiungibile anche via chat sul sito ufficiale.
🔸 Rivolgiti a un Centro Antiviolenza: sono spazi protetti che offrono supporto psicologico, orientamento legale e, nei casi più gravi, una casa rifugio sicura dove stare.
🔸 Parla con un’avvocata o un avvocato di fiducia: la legge tutela la tua scelta e, se non hai disponibilità economiche, puoi richiedere l'accesso al patrocinio a spese dello Stato (patrocinio gratuito) per essere difesa senza costi.

Ascoltare, accogliere e proteggere sono i primi passi per ricostruire la propria libertà. Condividere questo post può aiutare un'amica o una persona cara che in questo momento si trova in difficoltà.

📞 Numeri utili da memorizzare e diffondere:
👉 1522 – Numero nazionale antiviolenza e stalking 👉 112 – Numero unico di emergenza 🌐 www.1522.eu

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#1522

Svegliarsi la mattina con il nodo allo stomaco, subire critiche distruttive davanti ai colleghi, vedersi assegnare compi...
28/07/2026

Svegliarsi la mattina con il nodo allo stomaco, subire critiche distruttive davanti ai colleghi, vedersi assegnare compiti dequalificanti o, al contrario, carichi di lavoro impossibili da sostenere. Quando il rapporto con i superiori valica i confini della normale dialettica professionale e diventa un'angoscia quotidiana, è probabile che ci si trovi davanti a una situazione di mobbing o di abuso lavorativo.

Affrontare un superiore che adotta comportamenti tossici è una delle sfide più difficili per un lavoratore: la paura di ritorsioni, del licenziamento o di non essere creduti spesso spinge a subire in silenzio, con gravi ripercussioni sulla salute psicofisica e sulla vita familiare.

Per fare chiarezza su questo tema delicato e fornire strumenti pratici di tutela, ho scritto un nuovo articolo sul mio blog: "Mobbing sul lavoro: come affronto il capo che mi tratta male?"
Nel testo analizziamo insieme l'aspetto legale del fenomeno:
🔹 Come distinguere un semplice conflitto di lavoro dal mobbing vero e proprio.
🔹 Quali sono i tuoi diritti e gli obblighi di tutela che la legge impone al datore di lavoro.
🔹 Quali azioni concrete puoi intraprendere fin da subito (come la raccolta delle prove e la tracciabilità delle comunicazioni) per proteggerti e non farti trovare impreparato.
Il lavoro deve essere un luogo di realizzazione e dignità, mai di sopraffazione. Ricorda che la legge tutela la tua integrità morale e professionale: riconoscere i segnali dell'abuso è il primo passo per riprendere in mano la tua serenità.

📌 L'articolo completo è online.

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Oggi, 26 luglio, ricorre la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. Sento il dovere, come professionista, di accend...
26/07/2026

Oggi, 26 luglio, ricorre la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani.
Sento il dovere, come professionista, di accendere i riflettori su una forma di abuso spesso silenziosa e invisibile. Quando si parla di abusi, il pensiero va spesso alla violenza fisica, ma per le persone più fragili esiste un pericolo altrettanto insidioso: la perdita della dignità, l'isolamento e la privazione della propria autonomia decisionale.

Prendersi cura di un familiare anziano, o di un caro che sta attraversando un momento di forte vulnerabilità a causa di una malattia, è un atto di profondo amore, ma anche di grande responsabilità. Spesso ci si chiede come poterlo proteggere nella gestione quotidiana (dalle questioni burocratiche alle scelte mediche o finanziarie) senza però farlo sentire inutile o privato della sua libertà.

La risposta del nostro ordinamento è uno strumento straordinariamente civile e umano: l'Amministrazione di Sostegno.
A differenza delle vecchie e rigide tutele del passato, questa misura si comporta come un vero e proprio abito sartoriale:
🔹 Viene disegnata dal Giudice Tutelare su misura per la persona.
🔹 Definisce con precisione solo gli atti in cui il beneficiario ha bisogno di essere affiancato o sostituito (come la gestione di un conto corrente o il rinnovo di documenti complessi).
🔹 Lascia intatta la capacità del destinatario di compiere autonomamente tutti gli altri atti della vita quotidiana.

Proteggere non significa scavalcare, ma sostenere. Ricorrere a questo strumento legale significa garantire ai nostri cari una rete di sicurezza che ne custodisca il patrimonio e i diritti, ma che soprattutto ne rispetti l'identità, la dignità e la storia.

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Nel diritto di famiglia, e ancora prima nella vita, siamo abituati a legare il concetto di maternità e paternità alla bi...
21/07/2026

Nel diritto di famiglia, e ancora prima nella vita, siamo abituati a legare il concetto di maternità e paternità alla biologia. Eppure, la quotidianità delle aule di tribunale e delle storie umane ci insegna una verità molto diversa, che questa splendida riflessione di James Baldwin riassume alla perfezione.

Essere genitori è un verbo d'azione. Non è un dato anagrafico scritto su un certificato di nascita, ma una pratica quotidiana, un esercizio costante di responsabilità, presenza e protezione.

La giurisprudenza più recente sta compiendo passi importanti in questa direzione, riconoscendo un valore sempre più forte alla genitorialità socio-affettiva. Si tratta di quel legame profondo che si crea non per dinamiche di sangue, ma perché una persona sceglie, giorno dopo giorno, di:
🔹 Curare e accudire un minore nei suoi bisogni materiali ed emotivi.
🔹 Educarlo, sostenerlo e offrirgli un porto sicuro in cui crescere.
🔹 Assumere quel ruolo di guida che la legge chiama responsabilità genitoriale.

Ci sono padri e madri biologici che purtroppo scelgono di non esserci, e ci sono persone straordinarie che, pur non condividendo lo stesso DNA, scelgono di accogliere un figlio come proprio, attraverso l'adozione, l'affido o semplicemente ricomponendo nuove realtà familiari (le cosiddette famiglie allargate o ricostituite).

Il diritto ha il dovere di tutelare la verità di questi legami. Perché l'unico vero parametro che conta, per la legge e per la vita, è il superiore interesse del minore: il suo diritto intrinseco a essere amato, protetto e custodito da chi ha scelto di essere il suo punto di riferimento nel mondo.

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Cassano D'Adda

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