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Cassazione, sentenza, 7 gennaio 2025, n. 210, sez. II civile DIVISIONE - DIVISIONE EREDITARIA - IN GENERE Transazione di...
27/10/2026

Cassazione, sentenza, 7 gennaio 2025, n. 210, sez. II civile
DIVISIONE - DIVISIONE EREDITARIA - IN GENERE Transazione divisoria - Differenza con la divisione transattiva - Obliterazione del rapporto di proporzionalità tra le attribuzioni dei beni e le quote spettanti - Efficacia novativa - Incompatibilità tra il rapporto preesistente e quello originato dall'accordo - Conseguenze in punto di accertamento del carattere novativo.

Se due coeredi, al fine di porre fine ad una lite, decidono di dividersi i beni ereditari creando dei lotti che non tengono conto dei valori delle quote, siamo in presenza di una transazione divisoria e non di una divisione transattiva per la mancanza del rapporto di proporzionalità tra le attribuzioni dei beni e le quote spettanti ai condividenti ed ha efficacia novativa in caso di oggettiva incompatibilità tra il rapporto preesistente e quello originato dall'accordo transattivo.

Sarà, pertanto, opportuno che le parti evidenzino in maniera chiara, nel corpo dell’atto, l’ntento di comporre la lite, addivenendo alla costituzione di un nuovo rapporto, sostitutivo del preesistente.

LA DOMANDA DEL LETTOREDall’apertura della successione un erede quanto tempo ha per vantare i propri diritti e cosa succe...
22/10/2026

LA DOMANDA DEL LETTORE
Dall’apertura della successione un erede quanto tempo ha per vantare i propri diritti e cosa succede se non vengono rispettate le tempistiche stabilite dalla legge?

LA NOSTRA RISPOSTA
In primo luogo, a beneficio di chi ha posto la domanda e dei lettori tutti, è opportuno utilizzare il termine corretto: colui che, di fronte all’apertura di una successione, si trova nella possibilità di accettare o rinunciare all’eredità, è definito “chiamato all’eredità”.
Solo se procederà ad accettare l’eredità, diventerà erede; un’altra cosa importante evidenziare, e che risale ai tempi del diritto romano, una volta che si acquista la qualifica erede, ma non si è più nella possibilità di perderla (semel heres semper heres), in altri termini, una volta che accetto l’eredità, non posso più rinunciare.

Quanto tempo ha, dunque, un chiamato all’eredità per far valere il proprio diritto a diventare erede? La legge dice 10 anni, termine dopo il quale il diritto si prescrive; è opportuno, anche qua, compiere una precisazione lessicale non fine a se stessa: il diritto non decade, ma si prescrive e ciò, secondo il nostro ordinamento giuridico, comporta che possa essere ancora fatto valere dopo la scadere del termine, a meno che il soggetto che in via successiva potrebbe farlo valere, non eccepisca la prescrizione.
A tale riguardo faccio il seguente esempio: muore Tizio, padre di CAIO e Nonno di Sempronio (figlio di CAIO), senza altri eredi. Caio decide di accettare l’eredità dopo 10 anni e tre mesi; se Sempronio, che avrebbe diritto ad accettare l’eredità dopo CAIO, eccepisce a quest’ultimo la prescrizione del diritto di accettare l’eredità, CAIO non potrà far valere il proprio diritto perché prescritto. Se, al contrario, Sempronio non eccepisce la prescrizione del diritto di accettare l’eredità, Caio diventerà erede.

21/10/2026

🎁 Donare un bene a un figlio significa sempre “anticipargli” una parte dell’eredità?

Non necessariamente.

In alcuni casi, chi effettua una donazione può prevedere una dispensa dalla collazione e dall’imputazione. Ma questo non significa poter disporre liberamente del patrimonio senza limiti.

C’è infatti un confine che resta intoccabile: la quota di legittima degli altri eredi.

👉 Nell'articolo del blog spiego, con un esempio pratico, come funziona questo meccanismo e cosa può cambiare al momento della successione.

SUCCESSIONI Cassazione, sentenza, 6 dicembre 2024, n. 31310, Sez. Unite civ. Accettazione dell'eredità - minoreUna volta...
20/10/2026

SUCCESSIONI
Cassazione, sentenza, 6 dicembre 2024, n. 31310, Sez. Unite civ. Accettazione dell'eredità - minore

Una volta che si procede ad accettare l’eredità, non si può più tornare indietro: questa regola vale anche per il minore e, in generale, per tutte le accettazioni con beneficio di inventario.

La Cassazione conferma che deve essere riconosciuta al minore la qualità di erede, per effetto della dichiarazione di accettazione del suo legale rappresentante, anche se non accompagnata dall'inventario, e conseguentemente va negata la facoltà di una valida rinuncia successiva. Il negozio di accettazione dell'eredità è irretrattabile.

In applicazione di tale regola deve escludersi che, ad accettazione dell'eredità avvenuta da parte del legale rappresentante del minore, nella forma beneficiata come richiesto dalla legge, il minore stesso possa essere considerato, fino ad un anno dopo il compimento della maggiore età, mero chiamato all'eredità e non erede, e che gli sia concessa la facoltà di rinuncia, come se la dichiarazione di accettazione beneficiata del suo legale rappresentante non fosse mai stata resa, in base ad una non consentita equiparazione tra la dichiarazione di accettazione beneficiata non seguita dall'inventario e l'accettazione pura e semplice fatta dal legale rappresentante del minore.

NOTARIATO Cassazione, sentenza, 25 ottobre 2024, n. 27709, sez. II civile NOTARIATO - ATTO PUBBLICO NOTARILE - IN GENERE...
13/10/2026

NOTARIATO
Cassazione, sentenza, 25 ottobre 2024, n. 27709, sez. II civile
NOTARIATO - ATTO PUBBLICO NOTARILE - IN GENERE Stipula atti di alienazione a titolo oneroso o gratuito - Provenienza del bene da acquisto a titolo originario - Notaio - Assenza di visure e omesso avviso all'acquirente - Responsabilità disciplinare - Sussistenza.

Si può acquistare un bene che il venditore dichiara di aver usucapito?

La risposta è positiva, ma se non c’è stata una sentenza che abbia confermato l’intervenuta usucapione, un eventuale proprietario potrebbe contestare la bontà dell’acquisto e farlo decadere.

Il Notaio, pertanto, al momento del rogito (o anche prima) dovrà avvisare l’acquirente del potenziale pericolo.

Sussiste la responsabilità disciplinare del notaio che proceda alla stipula di atti di alienazione, a titolo oneroso o gratuito, senza eseguire le visure ipotecarie e catastali, ancorché nell'atto si assuma la provenienza del bene in capo all'alienante da un acquisto a titolo originario (privo di accertamento giudiziale), e che ometta altresì di dare avviso all'acquirente del potenziale pericolo sotteso all'acquisto.

09/10/2026

📍Pagare quanto dovuto significa sempre aver adempiuto correttamente?

La risposta potrebbe sembrare scontata.

Ma cosa succede se il debitore decide, di propria iniziativa, di utilizzare una modalità di pagamento diversa da quella concordata?

È sufficiente che la somma venga messa a disposizione del creditore oppure anche il modo in cui si paga può fare la differenza?

Su questo punto è intervenuta la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 10553 del 23 aprile 2025.

👉🏻Ne parlo nell’articolo

📌LA DOMANDA DEL LETTOREUna domanda pratica.Ho smarrito l’atto di acquisto della mia abitazione, ma il notaio dove avevo ...
08/10/2026

📌LA DOMANDA DEL LETTORE
Una domanda pratica.
Ho smarrito l’atto di acquisto della mia abitazione, ma il notaio dove avevo sottoscritto la stipula è andato in pensione.
Come posso fare per avere una copia?

🎯LA NOSTRA RISPOSTA
Prima di tutto, per rispondere alla domanda del lettore, bisognerebbe sapere se è in possesso dei dati di repertorio dell’atto che ha smarrito.
Ipotizziamo che il lettore sia provvisto di questi dati: egli potrà contattare l’archivio notarile competente per la sede del notaio e, indicando i dati, chiedere al medesimo archivio una coppia dell’atto con tutti gli allegati; qualora l’atto sia recente, inoltre, il lettore potrà, altresì, accedere ai registri immobiliari ed estrarre dalla nota di trascrizione la copia del titolo.
Ipotizzando che, invece, il lettore non abbia i dati relativi all’atto, sarà opportuno prima di tutto fare un’indagine catastale sul codice fiscale del lettore e da lì reperire gli estremi dell’atto per poi procedere a fare l’attività di recupero dell’atto sopradescritta.
Una piccola nota integrativa: oggi, grazie alla tecnologia di cui il notariato si avvale già da molti anni, è possibile ricevere una copia conforme digitale dell’atto oltre a quella cartacea, in tal modo potrà essere più facile conservarla e più difficile smarrirla.

CONDOMINIO Cassazione, ordinanza, 25 marzo 2026, n. 7222, sez. II civile COMUNIONE DEI DIRITTI REALI - CONDOMINIO NEGLI ...
06/10/2026

CONDOMINIO
Cassazione, ordinanza, 25 marzo 2026, n. 7222, sez. II civile
COMUNIONE DEI DIRITTI REALI - CONDOMINIO NEGLI EDIFICI (NOZIONE, DISTINZIONI) - ESTENSIONE - BENI O SERVIZI IN COMUNE TRA CONDOMINI Nozione - Estensione - Conseguenze - Elenco contenuto in atto di divisionale - Tassa attività - Esclusione.

Con la presente ordinanza la Corte di Cassazione evidenzia che, negli edifici, ci sono delle parti necessariamente comuni che, anche se non elencate dalle parti in un atto di divisione, tali restano.
La massima, a titolo esemplificativo, fa un elenco, ma è molto importante la definizione generale che viene data di parti comuni non divisibili.
Rientrano tra le parti comuni dell’edificio (art. 1117 c.c.) e, in caso di divisione dell’edificio cui i tali spazi accedono, vi restano compresi anche se l’atto di divisione abbia omesso di inserirli tra le parti comuni, i cd. volumi tecnici, ossia quelli destinati a contenere gli impianti tecnici del fabbricato (quali i vani ascensore, caldaia, autoclave, contatori) o altri beni comuni (quale il vano scale) e quelli insuscettibili di separato o autonomo godimento, per essere vincolati all’uso comune, in virtù della loro naturale destinazione o della loro connessione materiale e strumentale rispetto alle singole parti dell’edificio.

02/10/2026

📍Nel compromesso c’è scritto “entro e non oltre”.

Quindi quella data è necessariamente vincolante?
Non sempre.

La Corte di Cassazione è tornata sul tema con la sentenza n. 9529 dell’11 aprile 2025, chiarendo un aspetto importante quando nel contratto preliminare viene indicato un termine per arrivare alla compravendita.

Perché non sono soltanto le parole utilizzate a fare la differenza.

Quando, allora, una scadenza può essere considerata davvero essenziale?

👉🏻Ne parlo nell’articolo allegato.

📌LA DOMANDA DEL LETTORESono sposato da alcuni anni, al momento del matrimonio non avevamo scelto alcun regime patrimonia...
01/10/2026

📌LA DOMANDA DEL LETTORE
Sono sposato da alcuni anni, al momento del matrimonio non avevamo scelto alcun regime patrimoniale.
La comunione legale dei beni si può sottoscrivere anche ad anni di distanza?

🎯LA NOSTRA RISPOSTA
Innanzitutto è opportuno evidenziare come il lettore, non avendo scelto alcun regime patrimoniale al momento del matrimonio, di fatto si trovi in regime di comunione legale dei geni.
Questo, per sua stessa definizione, è il regime disposto dalla legge in mancanza di scelte da parte dei coniugi; ciò è stato disposto con la riforma del diritto di famiglia del 1975, prima del quale, invece, il regime legale era quello della separazione dei beni.
Il legislatore, attualmente, ammette che i coniugi possano optare per un regime patrimoniale diverso e, segnatamente, per quello della separazione dei beni oppure della comunione convenzionale.

Con il primo regime, ognuno dei coniugi, da un punto di vista esclusivamente patrimoniale, potrà agire e verrà considerato come singolo individuo; con il secondo regime, invece, i coniugi potranno porre in essere una disciplina di caso in caso diversa, nell’ambito della quale per alcune fattispecie saranno in separazione e per altre in comunione.

Prendendo la domanda del lettore, essendo la comunione legale un regime posto in essere esclusivamente dalla legge, i coniugi potranno optare per una comunione convenzionale che soggiaccia alle stesse regole della comunione legale.

Indirizzo

Via Roma 2
Caselle Torinese
10072

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