10/10/2025
La Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata sul principio di bigenitorialità stabilendo che la scarsa iniziativa o il disinteresse di un genitore non giustificano, da soli, l’affidamento super esclusivo all’altro.
La bigenitorialità, sancita dall’art. 337-ter c.c., secondo la Corte può essere sacrificata solo in presenza di condotte gravemente pregiudizievoli per il minore.
“La mancanza di iniziativa del genitore, se isolata, non integra di per sé i presupposti per un affido esclusivo, tanto meno per un affido super esclusivo. Il giudice, in simili circostanze, deve piuttosto adottare misure idonee a favorire il recupero del ruolo genitoriale, come la mediazione familiare o il supporto dei servizi sociali, evitando soluzioni che recidano il legame tra il minore e uno dei genitori.
L’affidamento non condiviso costituisce sempre un’eccezione e che l’affido super esclusivo può essere disposto solo in presenza di condotte gravemente pregiudizievoli, puntualmente accertate. Non basta quindi il semplice disinteresse, né la difficoltà di dialogo tra i genitori.
Occorre dunque bilanciare i limiti e le mancanze di ciascun genitore senza sacrificare il diritto del minore a crescere con entrambe le figure parentali.
Corte di Cassazione, sez. I Civile, Sentenza n.24876 del 09/09/2025”