06/08/2026
𝐏𝐀𝐑𝐂𝐇𝐄𝐆𝐆𝐈𝐀𝐑𝐄 𝐋’𝐀𝐔𝐓𝐎 𝐄 𝐁𝐋𝐎𝐂𝐂𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐕𝐈𝐂𝐈𝐍𝐎 𝐏𝐔𝐎̀ 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐕𝐈𝐎𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐏𝐑𝐈𝐕𝐀𝐓𝐀
Parcheggiare deliberatamente la propria automobile in modo da rendere estremamente difficoltosa l’uscita dell’auto del vicino può integrare il reato di 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚, previsto dall’art. 610 c.p.
Non occorre che vi sia un’aggressione fisica, né una minaccia espressa.
La violenza richiesta dalla norma può infatti essere anche “impropria”: è sufficiente una condotta idonea a costringere un’altra persona a fare, tollerare od omettere qualcosa contro la propria volontà, comprimendone la libertà di autodeterminazione e di azione.
Nel caso in esame, gli 𝐨𝐬𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐢 al parcheggio non erano occasionali, ma 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢, 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, tanto da costringere le persone offese a compiere manovre particolarmente difficoltose e, in alcune occasioni, persino a spostare un’automobile per poter utilizzare l’altra.
La Suprema Corte ha quindi confermato la condanna per violenza privata, escludendo che si trattasse di un semplice disagio o di una mera controversia condominiale.
𝐈𝐥 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨
La Cassazione ha ritenuto configurabile il reato di cui all’art. 610 c.p. nella condotta di chi, mediante il posizionamento deliberato e reiterato della propria autovettura, renda estremamente difficoltosa l’uscita del veicolo altrui, costringendo la persona offesa a tollerare una situazione che limita concretamente la sua libertà di determinazione e di azione.