Avvocato Pasquale Chimisso

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Avvocato Pasquale Chimisso Iscritto all'albo presso l'Ordine degli Avvocati di Larino. Consulenza ed assistenza in materia di diritto penale, civile, tributario e dei consumatori.

⚠️ HAI CONTROLLATO LA TUA POSIZIONE DEBITORIA CON IL FISCO?🔎 La prevenzione è importante anche quando si parla di cartel...
18/10/2026

⚠️ HAI CONTROLLATO LA TUA POSIZIONE DEBITORIA CON IL FISCO?

🔎 La prevenzione è importante anche quando si parla di cartelle esattoriali e debiti tributari.

Capita spesso che una persona scopra di avere un fermo amministrativo o un pignoramento senza essere consapevole delle notifiche precedenti. Eppure, una cartella o un avviso possono risultare regolarmente notificati anche in caso di compiuta giacenza o deposito presso la casa comunale.

✅ Il mio consiglio? Effettua un check-up tributario!

È gratuito e puoi farlo comodamente da casa:

📱 Accedi con SPID all’app Equiclick oppure al sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e consulta la tua situazione debitoria.

📄 In alternativa, puoi richiedere la documentazione utilizzando il modulo RD1, da inviare secondo le modalità previste dall’Agenzia.

⚖️ Conoscere la propria posizione debitoria permette di individuare eventuali criticità per tempo e valutare, con l’assistenza di un professionista, la strategia difensiva più adeguata.

💡 Un controllo oggi può aiutarti a evitare brutte sorprese domani!

📌 Non aspettare di scoprire un debito quando è ormai iniziata una procedura esecutiva.

Avv. Pasquale Chimisso

⚠️ HAI RICEVUTO UN AVVISO DI INTIMAZIONE? NON SOTTOVALUTARLO.📬 Ti è arrivato un Avviso di Intimazione ex art. 50 del D.P...
29/09/2026

⚠️ HAI RICEVUTO UN AVVISO DI INTIMAZIONE? NON SOTTOVALUTARLO.

📬 Ti è arrivato un Avviso di Intimazione ex art. 50 del D.P.R. 602/1973 da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione?

👉 Non è una semplice comunicazione da ignorare o da mettere da parte.

L’Avviso di Intimazione viene notificato, in particolare, quando è trascorso più di un anno dalla notifica della cartella di pagamento e rappresenta un passaggio particolarmente importante nella procedura di riscossione.

⏰ Dalla notifica dell’intimazione il contribuente ha, in via generale, 5 giorni per provvedere al pagamento.

⚠️ Trascorso tale termine, in assenza di pagamento o di una diversa soluzione prevista dalla legge, l’Agente della riscossione può procedere con le azioni esecutive e cautelari previste dalla legge, fino al pignoramento di somme, beni o crediti.

💡 Ma ricevere un’Intimazione non significa necessariamente che non ci sia più nulla da fare.

È importante verificare tempestivamente:
🔹 la correttezza e la provenienza del debito;
🔹 le cartelle e gli atti precedentemente notificati;
🔹 la regolarità delle notifiche;
🔹 eventuali prescrizioni o decadenze;
🔹 la possibilità di chiedere la rateizzazione;
🔹 l’eventuale sussistenza dei presupposti per una sospensione o contestazione della riscossione.

📌 La tempestività è fondamentale: aspettare che arrivi un pignoramento può rendere molto più difficile intervenire efficacemente.

⚖️ Hai ricevuto un Avviso di Intimazione?

Non sottovalutarlo. Fallo verificare tempestivamente da un professionista.

📩 Avv. Pasquale Chimisso
📧 [email protected]
📱 346 0828254

🚨 Hai ricevuto una richiesta di risarcimento per aver offeso un VIP sui social? Attenzione, non farti prendere dal panic...
24/09/2026

🚨 Hai ricevuto una richiesta di risarcimento per aver offeso un VIP sui social? Attenzione, non farti prendere dal panico! ⚖️

Negli ultimi mesi si è diffuso un vero e proprio business della presunta diffamazione online. 💸📱

Alcuni personaggi famosi si rivolgono a società specializzate che inviano lettere dal tono minatorio 📨 a chi ha lasciato un semplice commento, un like 👍 o addirittura un'emoji.

La pratica è sempre la stessa:
Arriva una lettera con richiesta di 💶 2.500 / 3.000 / 5.000 euro per evitare una causa, spesso per parole come "ridicolo", "cretino" o simili. Di conseguenza molte persone, spaventate 😱, si scusano e pagano.

Ma attenzione: la domanda non è sempre fondata! ❌
👉1. Molte richieste sono pretestuose. Mirano solo a un accordo rapido per fare cassa.
👉 2. Difficilmente diventano un vero giudizio. ⚖️ Portare una causa per diffamazione ha costi alti e deve superare il vaglio di un giudice, che valuta diritto di critica e contesto. Tante di queste lettere non si trasformerebbero mai in una citazione.
👉 3. Un commento non è sempre diffamazione. 🗣️ Bisogna distinguere tra critica legittima (anche aspra), opinione e vera lesione della reputazione.

Cosa fare se hai ricevuto una lettera? 🤔

⛔️ NON pagare subito, NON scrivere lettere di scuse e NON ignorarla.

Fai verificare da un professionista se la pretesa ha un fondamento giuridico, se la quantificazione del danno ha senso e qual è la strategia migliore per tutelarti. 🛡️

Se hai ricevuto una lettera di questo tipo, *contattami in privato! 📩

Avv. Pasquale Chimisso 👨‍⚖️
> 📞 Tel. 346 0828254
> ✉️ Email: [email protected]

Valutiamo insieme, senza impegno, la tua situazione. 🤝

Post a scopo informativo. Non costituisce parere legale sul caso specifico.

⚖️ HAI CHIESTO LA RATEIZZAZIONE DELLA CARTELLA? NON SIGNIFICA CHE HAI DATO RAGIONE AL FISCO.È una situazione molto più c...
24/09/2026

⚖️ HAI CHIESTO LA RATEIZZAZIONE DELLA CARTELLA? NON SIGNIFICA CHE HAI DATO RAGIONE AL FISCO.

È una situazione molto più comune di quanto si pensi: arriva una cartella, il contribuente non riesce a pagarla in un’unica soluzione e chiede di poterla rateizzare.

Ma quella richiesta significa automaticamente: “Riconosco di dovere queste somme”?

No, non necessariamente.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza n. 25516, depositata il 18 settembre 2026.

La Suprema Corte ha ribadito che la richiesta di rateizzazione non equivale, di per sé, ad acquiescenza alla pretesa tributaria e non comporta automaticamente la rinuncia a contestare la debenza del tributo.

📌 Tradotto in termini pratici: chiedere al Fisco di concedere più tempo per pagare non significa necessariamente ammettere che quella somma sia effettivamente dovuta.

La questione, però, è più articolata.

La richiesta di rateizzazione può infatti assumere rilievo come riconoscimento del debito ai fini dell’interruzione della prescrizione.

Questo, tuttavia, non significa automaticamente che il contribuente abbia rinunciato a contestare l’esistenza, la fondatezza o la debenza della pretesa tributaria.

Perché vi sia una vera rinuncia alla contestazione occorre una manifestazione chiara e inequivocabile della volontà di accettare la pretesa.

E una semplice richiesta di dilazione, secondo la Cassazione, non è sufficiente.

🔎 Perché è importante?

Perché nella pratica può capitare che un contribuente, per evitare nell’immediato azioni esecutive o per riuscire semplicemente a gestire il proprio debito, chieda di pagare a rate.

Questo comportamento non dovrebbe essere automaticamente interpretato come una dichiarazione del tipo:

«“Il debito è corretto e non lo contesto.”»

Nel caso esaminato dalla Cassazione si discuteva di una cartella relativa a oltre 52.000 euro di IVA.

La Corte ha quindi cassato con rinvio la decisione della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia.

⚠️ Attenzione, però: questo non significa che chiedere la rateizzazione sia sempre privo di conseguenze giuridiche.

Occorre valutare il contenuto dell’istanza, il momento in cui è stata presentata e il comportamento complessivo del contribuente, soprattutto quando siano in gioco prescrizione, decadenza, notificazione degli atti o altre possibili ragioni di contestazione.

Il principio affermato dalla Cassazione, però, è importante:

RATEIZZARE NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE RICONOSCERE IL DEBITO.

E, soprattutto, chiedere tempo per pagare non equivale necessariamente a rinunciare a difendersi.

⚖️ Quando arriva una cartella, quindi, è importante non limitarsi a chiedersi “Come posso pagarla?”, ma anche verificare se quelle somme siano effettivamente dovute e se esistano i presupposti per contestarle.

⚖️ ICA NON PUO' RISCUOTERE IL BOLLO AUTO: NUOVO TRIS DI SENTENZE👨‍⚖️ La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di ...
21/09/2026

⚖️ ICA NON PUO' RISCUOTERE IL BOLLO AUTO: NUOVO TRIS DI SENTENZE

👨‍⚖️ La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Campobasso torna a confermare l’illegittimità degli atti emessi da ICA-CRESET oltre la scadenza del rapporto concessorio con la Regione Molise.

☝️ La Corte richiama espressamente il precedente orientamento della CGT di II grado del Molise, secondo cui, una volta cessato il rapporto concessorio e decorso anche il termine di 24 mesi previsto per la definizione delle attività pendenti, non sussiste più il potere del concessionario di procedere alla riscossione.

📑 La pronuncia si inserisce in un tris di decisioni della CGT di I grado di Campobasso – n. 366, 368 e 369/2026 – che confermano nuovamente l’indirizzo già affermato dalla Corte di II grado.

📌 Un orientamento giurisprudenziale che, dunque, si sta consolidando anche in primo grado.

📌 Nel casi esame la Corte ha annullato alcuni atti di riscossione, rilevando una situazione di assoluta carenza di potere dell’Ufficio, conseguente alla scadenza del titolo concessorio.

Per info e chiarimenti contattare il 3460828254 oppure [email protected]

⚖️ ICA NON PUO' RISCUOTERE IL BOLLO AUTO: NUOVO TRIS DI SENTENZE👨‍⚖️ La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di ...
18/09/2026

⚖️ ICA NON PUO' RISCUOTERE IL BOLLO AUTO: NUOVO TRIS DI SENTENZE

👨‍⚖️ La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Campobasso torna a confermare l’illegittimità degli atti emessi da ICA-CRESET oltre la scadenza del rapporto concessorio con la Regione Molise.

☝️ La Corte richiama espressamente il precedente orientamento della CGT di II grado del Molise, secondo cui, una volta cessato il rapporto concessorio e decorso anche il termine di 24 mesi previsto per la definizione delle attività pendenti, non sussiste più il potere del concessionario di procedere alla riscossione.

📑 La pronuncia si inserisce in un tris di decisioni della CGT di I grado di Campobasso – n. 366, 368 e 369/2026 – che confermano nuovamente l’indirizzo già affermato dalla Corte di II grado.

📌 Un orientamento giurisprudenziale che, dunque, si sta consolidando anche in primo grado.

📌 Nel casi esame la Corte ha annullato alcuni atti di riscossione, rilevando una situazione di assoluta carenza di potere dell’Ufficio, conseguente alla scadenza del titolo concessorio.

Per info e chiarimenti contattare il 3460828254 oppure [email protected]

16/09/2026

La misura riguarderà la prima vettura e il primo motociclo intestati al contribuente. Il beneficio sarà valido per un solo anno e coinvolgerà circa 13 milioni di automobilisti e sette milioni di motociclisti Dal primo gennaio 2027 circa venti milioni di italiani non dovranno pagare il bollo sulla...

05/09/2026
⚖️ TASSA AUTOMOBILISTICA: ICA-CRESET NON PUÒ PROCEDERE ALLA RISCOSSIONE COATTIVA OLTRE I TERMINI DI LEGGEAncora una volt...
05/09/2026

⚖️ TASSA AUTOMOBILISTICA: ICA-CRESET NON PUÒ PROCEDERE ALLA RISCOSSIONE COATTIVA OLTRE I TERMINI DI LEGGE

Ancora una volta la Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado del Molise interviene sulla legittimità degli atti di riscossione della tassa automobilistica regionale emessi da ICA-CRESET.

Con la Sentenza 112/2026 depositata lo scorso 31.8, la Corte ha accolto l’appello del contribuente e ha dichiarato nullo il provvedimento impugnato, ritenendo assorbente la carenza di potere del concessionario.

La vicenda riguardava un precetto relativo a tasse automobilistiche per le annualità 2010, 2011, 2013 e 2014, con il quale ICA-CRESET aveva richiesto al contribuente il pagamento di complessivi € 1.416,00.

🔎 Il principio affermato dalla Corte

La sentenza riconosce che, sebbene il concessionario possa conservare una certa ultrattività anche dopo la scadenza del contratto, tale potere non è illimitato nel tempo.

Il passaggio decisivo della motivazione è il seguente:

««Tale ultrattività non può essere considerata sine die, ma piuttosto conosce il termine finale di ventiquattro mesi successivi alla intervenuta scadenza del termine di vigenza contrattuale; periodo di ultrattività entro il quale devono essere compiute le attività di riscossione già iniziate.»»

Nel caso esaminato, la Corte ha ritenuto che tale termine fosse scaduto il 10 dicembre 2021.

Di conseguenza, il provvedimento successivamente adottato da ICA-CRESET è stato ritenuto adottato “in carenza di potere” e, proprio per tale ragione, nullo.

📌 La Corte lo afferma espressamente:

««Il provvedimento impugnato, adottato pacificamente successivamente allo spirare di quel termine, è stato adottato in carenza di potere ed, in quanto tale, è nullo.»»

Si tratta di un principio di particolare rilevanza per i contribuenti molisani destinatari di atti di riscossione della tassa automobilistica, perché dimostra come non sia sufficiente che il concessionario abbia ricevuto i ruoli o le liste di carico durante la vigenza del rapporto: l’ultrattività del potere di riscossione incontra comunque un limite temporale.

⚖️ Una pronuncia che si inserisce in un orientamento ormai consolidato della CGT di Secondo Grado del Molise, che continua a riconoscere l’illegittimità degli atti emessi da ICA-CRESET quando adottati oltre il termine entro il quale poteva ancora esercitare il potere di riscossione.

👉 Se hai ricevuto un precetto, un’ingiunzione o altro atto di riscossione relativo al bollo auto da parte di ICA-CRESET, è fondamentale verificare non soltanto la prescrizione del credito, ma anche la sussistenza del potere del concessionario di procedere alla riscossione.

Il nostro Studio Legale si occupa della tutela dei contribuenti nelle controversie tributarie, con particolare attenzione alle problematiche relative alla riscossione della tassa automobilistica regionale.

📞 Per info e appuntamenti contattare il numero 3460828254 o scrivere a [email protected]

🌴Ci si rivede il 5 settembre... 😎Per prenotare un appuntamento scrivere a avvchimisso85@gmail.com Buone Vacanze!
17/07/2026

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