Studio Legale Avvocato Quirino Mescia

Studio Legale Avvocato Quirino Mescia L'Avv. Quirino Mescia è iscritto all'Ordine degli Avvocati di Campobasso dal 2002 ed è abilitato a

Anche il Giudice del Lavoro di Teramo ha accolto il ricorso promosso dal nostro Studio legale nell'interesse di una doce...
10/08/2026

Anche il Giudice del Lavoro di Teramo ha accolto il ricorso promosso dal nostro Studio legale nell'interesse di una docente precaria, condannando il Ministero dell'Istruzione e del Merito al pagamento delle differenze retributive relative alla Retribuzione Professionale Docenti (RPD).
Il Tribunale ha chiarito che la RPD ha natura fissa e continuativa e spetta a tutto il personale docente ed educativo, a prescindere dalla durata o dalla tipologia dell'incarico di supplenza.
Escludere i supplenti brevi dalla RPD contrasta con il principio di non discriminazione, come affermato anche dalla costante giurisprudenza della Corte di Cassazione (cfr. Ord. n. 20015/2018).
Se hai lavorato con contratti di supplenza temporanea e non ti è stata riconosciuta la Retribuzione Professionale Docenti nella busta paga, potresti aver diritto al recupero delle somme non percepite.

La Corte di Cassazione (Sezione Lavoro), con l’ordinanza n. 24424 del 4 agosto 2026, è tornata sulla distinzione tra i p...
07/08/2026

La Corte di Cassazione (Sezione Lavoro), con l’ordinanza n. 24424 del 4 agosto 2026, è tornata sulla distinzione tra i presupposti per il riconoscimento dell'handicap grave e quelli per l'indennità di accompagnamento.
Il riconoscimento della condizione di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, L. n. 104/1992) non determina alcun automatismo ai fini dell'attribuzione dell'indennità di accompagnamento (L. n. 18/1980) in quanto i due benefici assistenziali hanno criteri e finalità differenti:
1. Handicap grave (L. 104/1992): si fonda sulla valutazione della minorazione fisica, psichica o sensoriale e delle sue conseguenze sul piano sociale, volte a rilevare la sussistenza di uno svantaggio sociale o di un rischio di emarginazione.
2. Indennità di accompagnamento (L. 18/1980): presuppone lo stato di invalidità totale al 100% unito all'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure all'incapacità di compiere in autonomia gli atti quotidiani della vita.

Con l’ordinanza n. 5414/2026, la Cassazione, confermando il proprio orientamento (sent. n. 4724/2025) ha ribadito che il...
06/08/2026

Con l’ordinanza n. 5414/2026, la Cassazione, confermando il proprio orientamento (sent. n. 4724/2025) ha ribadito che il lavoratore che già percepisce l’assegno ordinario di invalidità e matura il diritto alla NASpI può optare per una delle due prestazioni anche dopo aver presentato la domanda di disoccupazione.
Il termine fissato dall’Inps nella circolare n. 138/2011 (momento della domanda amministrativa) non è infatti vincolante, perché manca una base normativa in quanto l’art. 11, lett. e), d.lgs. n. 22/2015 non contiene limiti temporali.

La Cassazione (ord. 26826/2025) ha chiarito che la morte del feto durante il travaglio integra danno da perdita del rapp...
03/08/2026

La Cassazione (ord. 26826/2025) ha chiarito che la morte del feto durante il travaglio integra danno da perdita del rapporto parentale in quanto la relazione genitori–figlio nasce e si consolida già in gravidanza: i genitori si percepiscono come tali, organizzano la propria vita in funzione del nascituro, sviluppano un legame affettivo reale.
È quindi superato il precedente orientamento che considerava la morte intrauterina come perdita di un rapporto solo “potenziale”.
Alla luce del nuovo orientamento di Cassazione, la morte del feto è equiparata alla morte di un figlio già nato, sia sul piano giuridico sia su quello risarcitorio.

L’azione diretta consente al danneggiato per responsabilità sanitaria di citare in giudizio direttamente le compagnie ch...
23/07/2026

L’azione diretta consente al danneggiato per responsabilità sanitaria di citare in giudizio direttamente le compagnie che assicurano la responsabilità civile della struttura e del medico entro i limiti del massimale di polizza. L’esercizio di questo diritto, previsto dall’art. 12 della legge Gelli-Bianco (L. 24/2017), era stato subordinato all’adozione di un decreto ministeriale sui requisiti minimi delle polizze che sono stati fissati dal d.m. 232/2023, in vigore dal 16 marzo 2024. La tutela del paziente, che può rivolgersi direttamente al soggetto che detiene il rischio economico del sinistro, è senz’altro rafforzata. Resta però centrale verificare le condizioni di polizza (esclusioni, franchigie ecc.) e la loro eventuale opponibilità al danneggiato.

La recente sentenza “Cannavacciuolo e altri c. Italia” della Corte EDU affronta la storica emergenza ambientale della Te...
21/07/2026

La recente sentenza “Cannavacciuolo e altri c. Italia” della Corte EDU affronta la storica emergenza ambientale della Terra dei Fuochi, un’area di circa 90 comuni tra Napoli e Caserta, devastata per decenni da sversamenti, interramenti e roghi di rifiuti tossici.
I ricorrenti hanno denunciato l’esposizione grave e prolungata a rischi per vita e salute, a fronte dell’inerzia delle autorità, nonostante fossero consapevoli del problema almeno dagli anni ’90. La Corte ha riconosciuto la violazione dell’art. 2 CEDU (diritto alla vita), condannando l’Italia per non aver protetto adeguatamente la popolazione. La Corte valorizza il principio di precauzione: se una politica o un’azione può arrecare danno grave a cittadini o ambiente, l’assenza di certezza scientifica non giustifica l’inazione. Nel caso Terra dei Fuochi, la Corte afferma che, di fronte al rischio grave e irreversibile per salute e vita, non è necessario attendere una prova scientifica piena del nesso causale tra inquinamento e singole patologie.
Uno degli obblighi centrali dello Stato è indagare, identificare e valutare il rischio, attivando misure di prevenzione e di informazione alla popolazione. La Corte EDU rileva un “fallimento strutturale” dell’apparato statale: valutazione tardiva e frammentaria del fenomeno, monitoraggio insufficiente, bonifiche lente e inefficaci, risposta penale inadeguata.
Per la prima volta in materia ambientale è stata attivata la procedura pilota: all’Italia è imposto di adottare, entro due anni, misure generali per colmare le carenze sistemiche.
Tra queste: sistema di monitoraggio indipendente e piattaforma pubblica con dati su salute e ambiente. La vicenda mostra quanto sia difficile provare il nesso causale tra inquinamento e malattia secondo i criteri tradizionali, specie in contesti multifattoriali e con molti soggetti coinvolti. Studi epidemiologici (ISS, OMS) hanno segnalato eccessi di mortalità per tumori e malformazioni congenite nelle aree interessate. La richiesta della Corte di misure strutturali dimostrano che la responsabilità dello Stato non è solo “risarcire dopo”, ma prevenire, informare, monitorare e rigenerare i territori colpiti.

Il consenso informato non è una semplice firma su un modulo, ma il diritto del paziente a decidere in modo consapevole s...
17/07/2026

Il consenso informato non è una semplice firma su un modulo, ma il diritto del paziente a decidere in modo consapevole se sottoporsi o meno a una cura o a un intervento.
Per essere valido, deve basarsi su informazioni chiare, comprensibili e complete, adattate al tipo di paziente (età, cultura, condizioni cliniche). Secondo il consolidato orientamento di legittimità, senza una reale informazione si lede il diritto fondamentale all’autodeterminazione. Al paziente bisogna spiegare in modo preciso:
• natura, portata ed estensione dell’intervento o trattamento;
• rischi tipici e possibili conseguenze negative, anche non frequenti ma gravi;
• risultati attesi e probabilità di successo;
• alternative terapeutiche praticabili (compreso il “non fare”).
Un modulo prestampato può aiutare ma se è generico non basta.

La Cassazione, con la sentenza n. 4708/2026, ha chiarito che:• l’indennità di accompagnamento è un’unica prestazione, id...
15/07/2026

La Cassazione, con la sentenza n. 4708/2026, ha chiarito che:
• l’indennità di accompagnamento è un’unica prestazione, identica per minori e maggiorenni;
• la domanda presentata al compimento dei 18 anni serve solo a verificare la persistenza dei requisiti, non dà origine a una nuova prestazione;
• se la revisione sanitaria accerta il venir meno del requisito, la prestazione viene revocata ma si applicano i criteri dell’indebito assistenziale per cui l’INPS non può chiedere la restituzione dei ratei della prestazione che ha continuato ad erogare se non ha prima comunicato il verbale della revisione.

L’orientamento di Cassazione è consolidato (Cass. 8586/2024, 22429/2024; 11714/2025) nell’affermare che il servizio mili...
30/06/2026

L’orientamento di Cassazione è consolidato (Cass. 8586/2024, 22429/2024; 11714/2025) nell’affermare che il servizio militare (e civile equiparato) va considerato, ai fini concorsuali e delle graduatorie, anche se non svolto in costanza di rapporto di lavoro.
Un Decreto Ministeriale non può limitare quanto previsto dalla legge.

La responsabilità della struttura sanitaria per i danni invocati iure proprio dai congiunti del paziente deceduto è di n...
30/06/2026

La responsabilità della struttura sanitaria per i danni invocati iure proprio dai congiunti del paziente deceduto è di natura extracontrattuale.
Il contratto di cura, infatti, intercorre solo tra paziente e struttura/medico.
Pertanto, i congiunti che agiscono per la perdita o lesione del rapporto parentale devono provare tutti gli elementi dell’illecito aquiliano ex art. 2043 c.c., senza poter beneficiare della presunzione di responsabilità ex art. 1218 c.c.
Resta invece contrattuale la responsabilità della struttura per i danni subiti direttamente dal paziente, fatti valere dai superstiti iure successionis, sia per fatto proprio (art. 1218 c.c.), sia per fatto altrui (art. 1228 c.c.).

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