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26/08/2026

Cass. pen. sentenza n. 31782 del 2026
Nel delitto di cui all'art. 2 D.Lgs. n. 74 del 2000, il dolo ha natura composita, richiedendo sia la consapevolezza della fittizietà degli elementi passivi indicati in dichiarazione (dolo generico), sia il fine di evadere le imposte o conseguire un indebito rimborso/credito d'imposta (dolo specifico), anche in forma di dolo eventuale. Ne consegue che la mera annotazione in contabilità della fattura e il suo utilizzo in dichiarazione ' trattandosi di elementi tipici della
fattispecie ' non sono di per sé idonei a dimostrare il dolo specifico, dovendo questo essere accertato alla luce di ulteriori circostanze, ivi comprese le condotte successive al fatto, quali l'adesione all'accertamento fiscale e i pagamenti, anche parziali, del debito tributario.

26/08/2026

Mantenimento - Figlio Maggiorenne - Spese ordinarie e straordinarie - Concertazione delle spese - Tribunale di Teramo agosto 2026
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Nel caso di specie, peraltro, non può ritenersi cessato il rapporto di convivenza madre-figli. L’assenza dall’abitazione per motivi di studio, infatti, non può ritenersi circostanza idonea a determinare la cessazione della convivenza con il genitore da parte del figlio maggiorenne non economicamente autonomo, in quanto occorre considerare tutti gli elementi fattuali rilevanti del caso concreto per individuare il centro effettivo e prevalente degli interessi della persona.
Ritiene il Tribunale che non può essere riconosciuta una valenza decisiva agli spostamenti della persona per ragioni lavorative o di studio, dovendo essere valorizzato il luogo in cui taluno si reca con regolarità nei momenti in cui non lavora o non studia, in cui vengono conservati i propri effetti personali, in cui vivono i familiari, in cui si riceve la corrispondenza, in cui la persona mantiene la sua residenza.
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Nel caso in esame, le spese “straordinarie” oggetto di richiesta di rimborso sono dettagliatamente indicate nell’atto introduttivo del giudizio di primo grado, a cui risultano allegati i relativi documenti attestanti l’esborso da parte del genitore anticipatario, e riguardano spese universitarie, spese di trasporto per raggiugere la sede universitaria, spese per l’alloggio universitario e spese mediche.
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Quanto alle spese legate alla frequenza universitaria, ritiene il Tribunale di condividere le valutazioni del giudice di pace circa la loro rimborsabilità a titolo di spese straordinarie.
Si osserva, infatti, che sebbene già dalla sentenza di separazione emerga la non autosufficienza dei figli maggiorenni, non possono ritenersi prevedibili né ponderabili le spese legate alla scelta universitaria, non essendo astrattamente ipotizzabili al momento della determinazione del contenuto dell’assegno di mantenimento ordinario da parte del Giudice.
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Quanto alle spese mediche, le stesse devono considerarsi esborsi che si aggiungono all’assegno periodico, la cui soddisfazione esprime il generale dovere di mantenimento dei figli da parte dei genitori, anche alla luce dei richiamati principi giurisprudenziali, secondo cui il giudice è tenuto a verificare la rispondenza delle spese all’interesse del figlio, mediante la valutazione della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità e della compatibilità della spesa con il tenore di vita della famiglia.
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Neppure meritano condivisione le deduzioni dell’appellante sull’assenza di concerto circa le spese in questione.
A riguardo va sottolineato che la condizione del previo accordo, in tale materia, non può essere qualificata come meramente potestativa, non essendo rimessa al mero arbitrio della parte in cui favore è predisposta, ma ad essa deve riconoscersi natura giuridica di condizione potestativa semplice o impropria, pertanto, in mancanza dell’accordo tra le parti, è necessario l’accertamento giudiziale.
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Del resto, il coniuge convenuto in giudizio per il rimborso della spesa deve opporre, con una difesa non meramente assertiva, ma articolata su specifici motivi di dissenso valutabili dal giudice, la non rispondenza delle spese all’interesse del figlio ovvero la insostenibilità della spesa stessa se rapportata alle condizioni economiche dei genitori e all’utilità per i figli.

25/08/2026

IMU SU IMMOBILE IN SUCCESSIONE. Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Teramo Maggio 2026
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Altrettanto infondato è il recupero dell’imu sull’immobile oggetto di eredità poiché in base al principio di carattere generale sancito dall’art. 540 c.c., il coniuge superstite, al momento della morte dell’altro coniuge, acquisisce il diritto di abitazione nell’immobile adibito a residenza familiare.
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La sussistenza del diritto di abitazione del coniuge superstite è subordinata due condizioni che l’immobile sia adibito a residenza familiare e che lo stesso sia di proprietà del defunto o deve essere di proprietà comune del coniuge defunto e del superstite.
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La tesi sostenuta dal Comune, secondo cui dopo la morte del coniuge, essendosi creata una comproprietà tra il coniuge superstite e la figlia soggetto terzo, il coniuge superstite non godrebbe del diritto di abitazione ex art 540 cc, tale tesi appare frutto di un errata lettura della sentenza della Cassazione invocata in atti, la quale seppure ha affermato il principio secondo cui il diritto di abitazione del coniuge superstite, ex art 540 cc, non spetta se la proprietà apparteneva al coniuge defunto e a un altro soggetto diverso dal coniuge superstite, non è riferibile alla comproprietà dell'immobile derivata mortis causa, ma alla comproprietà dell'immobile quando il defunto era in vita e la stessa apparteneva al defunto e a un soggetto diverso dal coniuge superstite.
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Nel caso in esame è stato dimostrato documentalmente che il padre della ricorrente era pieno proprietario del bene che era abitazione familiare, per cui sulla base dell’art 540 cc alla madre della ricorrente spettava ex lege il diritto di abitazione, quale coniuge superstite ed è stato acquisito immediatamente al momento dell’apertura della successione (Cass. n. 6231/2000).
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Di conseguenza ai fini imu in presenza di tali condizioni, non contestate dal comune, solo il titolare del diritto
di abitazione rientra tra i soggetti passivi dell’IMU, mentre gli altri eredi sono di fatto nudi proprietari e come
tali estranei al rapporto d’imposta.

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11/08/2026

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