10/10/2026
Qualche giorno fa ho partecipato all’Assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Novara Vercelli Valsesia, dedicata a un tema che merita più attenzione di quanta ne riceva: i giovani NEET, quelli che non studiano, non lavorano e non sono in formazione.
Mi porto a casa un’idea semplice: dietro quella sigla non c’è una generazione “pigra”.
Ci sono persone, ciascuna con la propria storia nient'affatto che banale.
C’è chi aspetta un lavoro all’altezza dei propri studi, chi è assorbito dalla cura dei familiari, chi ha incontrato difficoltà nel mondo della scuola.
E c’è anche chi si è ritirato in silenzio, da questa società del rumore, fino a sparire dai radar.
La domanda giusta non è “cosa non va in questi ragazzi?”, ma “in quale punto del percorso li abbiamo persi, e chi doveva accorgersene?”
Da avvocato che si occupa anche di diritto del lavoro, credo che le regole contino: apprendistato, tirocini e contratti di ingresso possono essere ponti veri, oppure trappole di precarietà.
Ma nessuna norma basta senza una rete che vada a cercare questi ragazzi: scuola, imprese, istituzioni, terzo settore.
Grazie al GGI per averne fatto un tema da assemblea, ricordando a tutti noi quanto sia importante ed essenziale costruire connessioni e generare opportunità per non lasciare nessuno indietro.