16/10/2026
Studio Legale Desogus
SUPERBONUS 110% E TRUFFA AGGRAVATA AI DANNI DELLO STATO: QUANDO SI CONSUMA IL REATO?
Il credito d’imposta fittizio può segnare il momento consumativo del delitto, anche prima della sua utilizzazione.
C’è una questione che, nel diritto penale dell’economia, non è affatto secondaria: quando il reato si perfeziona?
Quando si crea il vantaggio illecito oppure quando quel vantaggio viene concretamente utilizzato?
Sul tema del Superbonus 110%, le Sezioni Unite penali della Corte di cassazione, con le sentenze n. 36525 e n. 36526 del 2026, depositate il 16 ottobre 2026, hanno chiarito un principio di particolare rilievo.
IL PRINCIPIO DI DIRITTO
Quando il credito d’imposta è fittizio e deriva da fatture per operazioni inesistenti, la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ai sensi degli artt. 640 e 640-bis c.p., può considerarsi consumata già con il perfezionamento della prima cessione del credito.
In particolare, rilevano la comunicazione dell’opzione all’Amministrazione finanziaria e l’accettazione del credito da parte del fornitore o del cessionario attraverso la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.
Non è necessario attendere che il credito venga utilizzato in compensazione, riscosso o ulteriormente ceduto.
È questo il passaggio decisivo: il momento consumativo del reato può precedere l’effettivo impiego economico del credito.
Cassazione penale, Sezioni Unite, sentenze nn. 36525 e 36526/2026.
UN ESEMPIO PRATICO
Si immagini una società che richieda un’agevolazione edilizia dichiarando lavori mai eseguiti e facendo predisporre documentazione apparentemente idonea a giustificare un credito d’imposta inesistente.
Il credito viene poi ceduto e accettato attraverso la piattaforma fiscale.
Secondo il principio enunciato dalle Sezioni Unite, ove ne ricorrano tutti i presupposti, il delitto di truffa aggravata può essere già consumato in quel momento, senza che sia necessario attendere la successiva compensazione fiscale.
Diverso sarebbe il caso di una contestazione fondata su irregolarità documentali, errori tecnici o difformità amministrative: la mera irregolarità non equivale automaticamente a una truffa, né consente, da sola, di affermare la responsabilità penale di una persona.
IL PUNTO DIFENSIVO: LA PRECISIONE PRIMA DELLA CONCLUSIONE
La pronuncia non autorizza automatismi accusatori.
In ogni procedimento occorre verificare concretamente:
▪️ l’effettiva esistenza dei lavori e delle spese dichiarate;
▪️ la natura e la consistenza delle eventuali falsità documentali;
▪️ le modalità di formazione e accettazione del credito;
▪️ la condotta e il contributo individuale attribuibile a ciascun soggetto;
▪️ la sussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi del reato contestato.
La responsabilità penale è personale.
La posizione di amministratore, tecnico, professionista o cessionario non costituisce, di per sé, prova della commissione di un illecito.
La difesa penale seria non confonde l’ipotesi investigativa con il fatto provato.
Esamina gli atti, ricostruisce la sequenza degli eventi, verifica la documentazione e sottopone ogni elemento dell’accusa al vaglio del contraddittorio.