26/07/2026
33.000 contro 200.
Sono le aziende che in Giappone e in Italia superano il secolo di vita.
Non è una questione di fortuna. È una questione di come scegli chi guida l'azienda dopo di te.
In Giappone, quando il fondatore non ha un erede all'altezza, l'azienda ne adotta uno. Si chiama mukoyōshi: non conta il sangue, conta la competenza. Aziende come Toyota, Kikkoman e Suzuki devono la loro sopravvivenza proprio a questo principio.
In Italia il passaggio generazionale è ancora quasi sempre un automatismo affettivo: "l'ho fatta io, la prenderà mio figlio" — prima ancora di chiedersi se quel figlio abbia le competenze, la visione, o anche solo il desiderio di portarla avanti.
Il risultato è nei numeri: la maggior parte delle PMI italiane non arriva alla terza generazione.
Non è un articolo contro i figli capaci. È un invito a togliere il tabù da una domanda scomoda:
La tua azienda sopravvivrà a te, o rischia di morire con te?
Nel nuovo articolo su VendiamoImprese parliamo di questo — e delle alternative concrete (manager esterni, partner industriali, earn-out, fusioni) che un imprenditore dovrebbe valutare prima che sia troppo tardi.