Avvocato Rossana Palladino

Avvocato Rossana Palladino Mi occupo di crisi d’impresa e debito.

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Quando si parla di risanamento di una partecipata pubblica ogni decisione non ha solo un effetto economico ma produce, i...
15/07/2026

Quando si parla di risanamento di una partecipata pubblica ogni decisione non ha solo un effetto economico ma produce, insieme, un effetto amministrativo, politico, sociale e mediatico.
Nel secondo capitolo ho raccontato cosa cambia il giorno dopo il deposito: la crisi da ipotesi diventa scelta quotidiana che moltiplica i suoi effetti su più tavoli. Una decisione tecnica -rimodulare un debito, sospendere una linea, rinegoziare un contratto, riorganizzare le maestranze- non resta dentro i confini del bilancio ma diventa oggetto di un atto amministrativo che qualcuno dovrà firmare, che qualcuno dovrà valutare, contestare, leggere in maniera distorta, su cui qualcuno proverà ad intervenire per bloccare i processi.
Diventa argomento di consiglio comunale, terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. Diventa dibattito sulla tenuta di un Piano che in realtà nessuno conosce. Diventa titolo di articoli di stampa spesso avulso dai dati tecnici. Diventa giudizio, anche impietoso, sulla governance e diventa, fuori dai palazzi, la domanda che 150 famiglie si fanno la sera a cena per provare a capire se domani il proprio bilancio familiare continuerà ad essere sostenibile.
Dentro l'azienda si lavora sui numeri, sulle -e con- le persone: la sostenibilità del piano, la tenuta della continuità, la tenuta stessa delle persone che ci lavorano mentre fuori gli stessi numeri vengono letti — o riletti — secondo convenienze che con il risanamento non hanno nulla a che fare.
La responsabilità tecnica incontra quella politica, provando a misurare la distanza tra un salvataggio di facciata e un risanamento vero, un lavoro specialistico ed altamente tecnico con un facile ed inutile consenso.
Il terzo capitolo è online







Il Piano e la rottura del paradigma

Composizione negoziata: la continuità aziendale ha bisogno anche dei fornitori.La recente pronuncia del Tribunale di Mil...
26/06/2026

Composizione negoziata: la continuità aziendale ha bisogno anche dei fornitori.
La recente pronuncia del Tribunale di Milano del 2 maggio 2026 offre uno spunto di riflessione importante sul perimetro della prededuzione ex art. 22 CCII, ribadendo la distinzione tra nuova finanza e credito commerciale.
La decisione è giuridicamente coerente con il dato normativo: la dilazione concessa dal fornitore non si trasforma, di per sé, in finanziamento prededucibile.
Tuttavia, sul piano pratico, la questione resta aperta.
Nella composizione negoziata la continuità aziendale non è garantita solo dagli istituti finanziari. È spesso resa possibile dalla fiducia dei fornitori strategici, che continuano ad assicurare beni e servizi indispensabili assumendosi un rischio significativo.
Forse è il momento di interrogarsi se l'attuale disciplina realizzi un equilibrio adeguato tra la tutela della nuova finanza e quella di chi, con il proprio apporto commerciale, contribuisce concretamente al successo del percorso di risanamento.
La sfida è trovare un punto di equilibrio tra rigore sistematico ed esigenze dell'economia reale.

Fisco e Concordato - le conseguenze dell'interpello AGE n. 96/2026Le somme recuperate tramite azioni di responsabilità i...
16/04/2026

Fisco e Concordato - le conseguenze dell'interpello AGE n. 96/2026
Le somme recuperate tramite azioni di responsabilità in un concordato preventivo sono tassabili?

La risposta dell’Agenzia delle Entrate (n. 96/2026) è un secco SÌ, e smonta una tesi molto cara ai redattori dei piani di risanamento.

Il Caso. Una società in liquidazione, durante l'esecuzione di un concordato, ha incassato una importante somma, transigendo un’azione di responsabilità contro gli ex organi sociali. La società sostiene che tali somme non siano tassabili in quanto:
il piano concordatario ne prevedeva la destinazione esclusiva ai creditori;
la società avrebbe agito come mero "soggetto passante", senza alcun arricchimento patrimoniale effettivo;
l'operazione avrebbe dovuto avere una rilevanza solo finanziaria, senza transitare dal conto economico.

L'Agenzia delle Entrate respinge questa visione ritenendo che:
non esiste una norma che esenti dalla tassazione i proventi solo perché destinati ai creditori;
la società mantiene inalterata la propria soggettività passiva ai fini IRES e IRAP;
la somma costituisce una sopravvenienza attiva imponibile ai sensi dell'art. 88 del TUIR;
il provento è rilevante in quanto iscrivibile nella voce A.5 del conto economico (sopravvenienze attive), seguendo il principio di "presa diretta" dal bilancio.

In sostanza poiché la transazione era di natura novativa (estinguendo ogni reciproca pretesa), l'importo rappresenta un componente positivo di reddito derivante dalla rinuncia alle pretese risarcitorie.

Quali conseguenze per i professionisti? Questa interpretazione ha un impatto potenzialmente dirompente sulla redazione dei piani e sulle transazioni fiscali:
Concordato: è indispensabile calcolare il fabbisogno del piano al netto delle imposte. Ignorare il carico IRES/IRAP su questi recuperi significa rischiare che il piano diventi incapiente durante l'esecuzione.
Transazione Fiscale: l'Amministrazione finanziaria valuterà la convenienza della proposta considerando che parte dell'attivo recuperato deve essere prioritariamente destinato al fisco sotto forma di imposte correnti.
Contabilità: non è ammessa una gestione puramente finanziaria; il transito a conto economico è necessario per la corretta qualificazione fiscale.

In conclusione, la destinazione vincolata delle somme ai creditori non "neutralizza" il fisco.
La prudenza nella stima dell'attivo netto è oggi più che mai un obbligo per chi assiste le imprese in crisi.
fiscale

Composizione negoziata con finalità liquidatoria. I giudici toscani aprono ad una interpretazione della negoziata non pi...
14/04/2026

Composizione negoziata con finalità liquidatoria.
I giudici toscani aprono ad una interpretazione della negoziata non più solo come strumento di regolazione della crisi orientata alla continuità aziendale, ma anche con funzione liquidatoria.
Secondo l’orientamento dei giudici toscani:
· la procedura può essere utilizzata anche quando il risanamento non è concretamente perseguibile
· è legittimo un piano fondato sulla dismissione degli asset
· l’obiettivo resta la migliore soddisfazione dei creditori, anche attraverso una liquidazione “guidata”
Questo approccio supera una lettura rigida dello strumento, riconoscendo che:
· la composizione negoziata è un percorso flessibile
· può rappresentare un’alternativa più efficiente rispetto alla liquidazione giudiziale
· consente una gestione più ordinata e meno distruttiva del valore aziendale
Il tema apre a riflessioni importanti per professionisti, imprese e creditori invitando a riflettere sul fatto che la vera centralità va data non alla continuità in sé quanto alla qualità e finalità dell’ipotesi di soluzione della crisi di impresa sulla quale si lavora.
🔎 In uno scenario economico complesso, ampliare le modalità di utilizzo degli strumenti negoziali può fare la differenza tra perdita di valore e gestione efficace della crisi.
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Finanziamenti alle imprese in crisi: quando diventano nulli (e irripetibili)Una recente pronuncia della Cassazione (ord....
13/04/2026

Finanziamenti alle imprese in crisi: quando diventano nulli (e irripetibili)

Una recente pronuncia della Cassazione (ord. n. 7134/2026) chiarisce un punto cruciale per banche e operatori: il finanziamento è nullo quando serve unicamente a mantenere artificialmente in vita un’impresa già decotta, ritardando l’emersione della crisi e aggravandone il dissesto.

📌 Le conseguenze sono rilevanti:
Il contratto è nullo
Le somme erogate non sono ripetibili
La banca perde il credito senza possibilità di restituzione

La Corte richiama l’art. 2035 c.c., qualificando l’operazione come contraria al “buon costume” in senso economico, cioè alle regole di correttezza del mercato.

Quando scatta la nullità?
Consapevolezza dello stato di insolvenza
Assenza di una concreta prospettiva di risanamento
Utilizzo del credito per coprire esposizioni pregresse

La pronuncia apre nuovi scenari con riferimento al ruolo degli adeguati assetti previsti dal dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, intrecciandosi sempre più con l’obbligo per gli amministratori di dotare la società di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati.

👉 Assetti efficaci consentono di:

* intercettare tempestivamente gli indizi di crisi
* valutare la sostenibilità del debito
* evitare il ricorso a finanza “impropria” destinata solo a rinviare il dissesto

❗ In mancanza, il rischio è duplice:
da un lato, responsabilità gestorie per ritardata emersione della crisi; dall’altro, operazioni finanziarie che – come chiarito dalla Cassazione – possono risultare nulle e irripetibili.

👉 Il messaggio è chiaro: oggi più che mai, prevenzione e governance sono centrali.

09/04/2026

Diario di una crisi è online su substack.

Pubblicata la guida dell'Agenzia delle Entrate per visure catastali e ispezioni ipotecarie online. La funzionalità, acce...
04/10/2024

Pubblicata la guida dell'Agenzia delle Entrate per visure catastali e ispezioni ipotecarie online.
La funzionalità, accessibile dal link https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/dell'agenzia consente di accedere a dati anagrafici, mappe catastali, planimetrie di immobili

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Brindisi

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