Avv. Roberta Bonazzoli

Avv. Roberta Bonazzoli Studio legale giovane e dinamico, specializzato in diritto civile, che svolge attività di consulenza legale, sia stragiudiziale che giudiziale.

17/01/2023

Ecco la mia intervista a Storytimeofficial.
Grazie per questa bellissima esperienza.

Buongiorno!Il mio intervento per Storytimeofficial in programmazione su Radio Canale Italia sarà disponibile oggi dalle ...
07/01/2023

Buongiorno!
Il mio intervento per Storytimeofficial in programmazione su Radio Canale Italia sarà disponibile oggi dalle ore 10.00 alle ore 24.00.
L'intervento potrà essere ascoltato attraverso seguenti canali:

https://canaleitalia.it/radio/

https://canaleitalia.it/radio/radio-canale-italia/

Si potrà ascoltare collegandosi ad uno di questi link e cliccando sul banner ‘Ascolta Radio StoryTime’.
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I coniugi possono, di comune accordo, far cessare gli effetti della separazione personale.L'art. 157 c.c. stabilisce, al...
21/05/2022

I coniugi possono, di comune accordo, far cessare gli effetti della separazione personale.
L'art. 157 c.c. stabilisce, al primo comma, che: “I coniugi possono di comune accordo far cessare gli effetti della sentenza di separazione, senza che sia necessario l'intervento del giudice, con una espressa dichiarazione o con un comportamento non equivoco che sia incompatibile con lo stato di separazione”.
Può accadere, infatti, che dopo la sentenza/omologa di separazione (o in corso di causa) i coniugi tornino a convivere stabilmente, riprendendo così la vita coniugale.
Non deve trattarsi di una situazione passeggera, ma tale per cui tornino ad essere nuovamente una coppia a tutti gli effetti, ricostituendo la comunione di vita materiale e spirituale.
In questi casi si parla di riconciliazione, dalla quale deriveranno i seguenti effetti:
- in caso di giudizio di separazione pendente, abbandono della domanda di separazione, con annotazione della riconciliazione nel verbale di udienza;
- cessazione degli effetti del provvedimento di separazione consensuale o giudiziale, qualora sia già stato emesso;
- ripresa dei diritti e doveri coniugali;
- impossibilità di chiedere il divorzio (essendo venuto meno il presupposto della separazione ininterrotta);
- ripristino della comunione legale tra coniugi, se scelta come regime patrimoniale della famiglia.
I coniugi separati legalmente potranno dichiarare l'avvenuta riconciliazione direttamente davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune in cui è stato celebrato o trascritto il matrimonio, o al Comune di residenza dei coniugi al momento della celebrazione, previa richiesta di appuntamento, al quale dovranno presentarsi entrambi, muniti di copia della sentenza/omologa di separazione.
La riconciliazione sarà annotata a margine dell'atto di matrimonio e sarà successivamente certificabile tramite richiesta di estratto di matrimonio.

📌 Cosa si intende per 'separazione consensuale'? I coniugi possono separarsi consensualmente nei casi in cui siano d'acc...
07/05/2022

📌 Cosa si intende per 'separazione consensuale'?
I coniugi possono separarsi consensualmente nei casi in cui siano d'accordo sulle condizioni della separazione stessa.
Le condizioni riguardano sia gli aspetti patrimoniali (ad esempio, la previsione della corresponsione del mantenimento al coniuge meno abbiente), sia gli aspetti personali (come, ad esempio, l'autorizzazione a vivere separati).
In caso di presenza di figli, bisognerà necessariamente disciplinare anche l'affidamento e la collocazione abitativa prevalente dei medesimi, oltre al calendario delle visite del genitore non collocatario (ossia che non abita stabilmente con i figli), nonchè l’assegnazione della casa familiare e il contributo al mantenimento ordinario della prole.
In altre parole, in tutti quei casi in cui i coniugi riescano a trovare un accordo sulle regole della loro separazione sarà possibile procedere con la separazione consensuale, o mediante il deposito in Tribunale di un ricorso congiunto (anche per il tramite di un solo avvocato che assista entrambe le parti) o mediante un accordo di negoziazione assistita (in questo caso, invece, ciascun coniuge dovrà essere assistito da un proprio avvocato).
Nel caso in cui, poi, non vi siano figli minorenni/maggiorenni non autosufficienti/portatori di handicap/incapaci o trasferimenti patrimoniali da gestire, i coniugi potranno separarsi direttamente in Comune, davanti all'Ufficiale di Stato Civile.
In ogni caso, è sempre meglio rivolgersi ad un avvocato per avere una consulenza sul punto, in modo da non trovarsi poi a dover gestire, in un secondo momento, spiacevoli inconvenienti.
Dopo sei mesi dal momento della separazione consensuale - che decorre dalla data in cui i coniugi sono comparsi in udienza in Tribunale o in Comune o hanno sottoscritto la negoziazione assistita - si potrà procedere con il divorzio, anch'esso consensuale, con le stesse modalità su descritte.
Hai bisogno di una consulenza in questo ambito? Contattami 📲

⚠️Svolta epocale⚠️Secondo la Corte Costituzionale, è da ritenersi discriminatoria e lesiva dell'identità del figlio la r...
27/04/2022

⚠️Svolta epocale⚠️
Secondo la Corte Costituzionale, è da ritenersi discriminatoria e lesiva dell'identità del figlio la regola che gli attribuisce automaticamente il cognome del padre.
La nuova regola sarà la seguente: i figli assumeranno il cognome di entrambi i genitori nell'ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo, spetterà al Tribunale decidere.
In estrema sintesi, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di tutte le norme che prevedono l'automatica attribuzione del cognome del padre, con riferimento ai figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e ai figli adottivi.
Spetterà al Legislatore il compito di tradurre, nei fatti, tale decisione, normandone tutti gli aspetti ad essa connessi e collegati.
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Quale è la principale differenza tra separazione e divorzio?In estrema sintesi, la differenza consiste nel fatto che con...
19/03/2022

Quale è la principale differenza tra separazione e divorzio?
In estrema sintesi, la differenza consiste nel fatto che con la separazione i coniugi non smettono di essere tali, mentre con il divorzio si.
Con la separazione, infatti, i coniugi non pongono fine al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti in via transitoria, in attesa di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio.
Con il divorzio, invece, viene in via definitiva pronunciato lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili dello stesso, a seconda del tipo di celebrazione del medesimo scelta dai coniugi (rito civile o rito concordatario).
Solo a seguito della pronuncia di divorzio si potranno contrarre nuove nozze.

Mi è stata posta questa domanda da un cliente: le parti di un contratto di locazione ad uso abitativo possono derogare, ...
17/03/2022

Mi è stata posta questa domanda da un cliente: le parti di un contratto di locazione ad uso abitativo possono derogare, mediante accordo sul punto, alle norme vigenti in tema di ripartizione delle spese ordinarie e straordinarie?
La risposta è NO.
In particolare, l'art. 79 della legge 392/1978 stabilisce la nullità di qualsivoglia accordo tra le parti che deroghi l'art. 1576 del codice civile.
Tale norma dispone, al primo comma, che: "Il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore"
Al locatore, dunque, spettano le spese di straordinaria manutenzione (come, ad esempio, quelle necessarie alla sostituzione della caldaia), mentre al conduttore spettano quelle di ordinaria manutenzione, che dipendono dal deterioramento prodotto dall'uso.
Quanto alle spese di straordinaria manutenzione, poi, è importante precisare come sia irrilevante la causa che le ha rese necessarie, salvo che queste siano da ricondurre al fatto doloso o colposo del conduttore. In questi casi, infatti, le spese saranno poste a carico di quest'ultimo.
In una recente pronuncia della Corte di Cassazione, in particolare la n. 7574/2020, è stato affermato che quanto su precisato non vale per le locazioni ad uso non abitativo, come quelle commerciali, ove ben è possibile che le parti si accordino sulla ripartizione delle spese ordinarie e straordinarie, derogando la normativa vigente.

Cosa si intende per 'affidamento dei figli super esclusivo'?Si tratta di una creazione giurisprudenziale, che trova il p...
12/03/2022

Cosa si intende per 'affidamento dei figli super esclusivo'?
Si tratta di una creazione giurisprudenziale, che trova il proprio fondamento giuridico nell'art. 337 quater del codice civile, che disciplina l'affidamento esclusivo ad un solo genitore.
Il giudice, qualora lo ritenga opportuno, può decidere di estromettere completamente il genitore non affidatario, impedendogli di partecipare all'educazione ed alle scelte di maggior interesse dei figli minori.
Data l'estrema delicatezza della situazione, la decisione del giudice - presa sulla base del criterio della salvaguardia del miglior interesse del minore - dovrà essere dettagliatamente motivata e ben potrà essere presa d'ufficio, quindi anche nel caso in cui l'altro genitore non ne abbia fatta espressa richiesta.
Si tratta di casi limite, ossia situazioni nelle quali vi sia totale disinteresse morale e materiale del genitore non affidatario, oppure nei casi in cui vi sia una evidente incapacità genitoriale pregiudizievole per il figlio, così grave da impedire una crescita equilibrata di quest'ultimo.

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08/03/2022

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⚠️ NUOVI ORARI ⚠️Per informazioni/appuntamenti:☎️ 3481296268📧 studiolegalebonazzoli@gmail.com
05/03/2022

⚠️ NUOVI ORARI ⚠️
Per informazioni/appuntamenti:
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La separazione con addebito può essere richiesta solo in sede di separazione giudiziale da un coniuge nei confronti dell...
05/03/2022

La separazione con addebito può essere richiesta solo in sede di separazione giudiziale da un coniuge nei confronti dell'altro.
L’addebito ha una funzione sanzionatoria ed è subordinato all’istanza di parte.
Presupposti dell'addebito sono la violazione dei doveri nascenti dal matrimonio ed il nesso causale tra la violazione e la crisi coniugale, che ha portato all’intollerabilità della prosecuzione della convivenza.
È possibile che la separazione venga addebitata ad entrambi i coniugi e, in questo caso, si parla di doppio addebito.
I coniugi non possono accordarsi sull’attribuzione dell’addebito: ogni eventuale accordo preso in tal senso sarà da ritenersi nullo, poiché si tratta di diritti indisponibili.
La pronuncia di addebito determina delle conseguenze di carattere patrimoniale, di tipo sanzionatorio per la condotta biasimevole tenuta.
In sintesi, il coniuge a cui viene addebitata la separazione subisce:
1) la perdita del diritto all’assegno di mantenimento
2) la perdita dei diritti successori
3) la condanna al pagamento delle spese legali
Manterrà, invece,i diritti:
1) agli alimenti in caso di bisogno
2) al vitalizio a carico dell’eredità, nel caso in cui il coniuge godesse degli alimenti prima dell’apertura della successione
3) alla pensione di reversibilità
Il coniuge a cui non è addebitata la separazione potrà chiedere, in un giudizio separato, il risarcimento dei danni subiti per la violazione dei doveri nascenti dal matrimonio, poichè tale violazione può costituire fonte di responsabilità extracontrattuale, in quanto incidente su beni essenziali della vita. Si parla, a tal proposito, di illecito endofamiliare.

Indirizzo

Via Fratelli Ugoni N. 1
Brescia
25126

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