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Abuso edilizio: muro portante o tramezzo?✅ Abbattere un muro interno nella propria abitazione è di per sé un'operazione ...
16/09/2026

Abuso edilizio: muro portante o tramezzo?

✅ Abbattere un muro interno nella propria abitazione è di per sé un'operazione lecita: non esiste un divieto generale di modificare la distribuzione degli spazi di casa propria.

✅ Le cose cambiano in base alla natura del muro: se è un tramezzo senza funzione strutturale, l'intervento rientra nella manutenzione straordinaria e basta la CILA; l'eventuale omissione non è reato, ma un ILLECITO AMMINISTRATIVO.

🚫L’intervento diventa penalmente rilevante quando il muro ha invece funzione portante: serve almeno una SCIA alternativa al permesso di costruire (art. 23 T.U.E.), e la sua assenza integra il REATO DI ABUSO EDILIZIO (art. 44 T.U.E.), punito con arresto fino a 2
anni e ammenda.

‼️Non conta il fatto che il muro sembrasse "solo un tramezzo": chi demolisce risponde comunque se non ha fatto verificare
preventivamente la natura strutturale dell'elemento.

⚠️ Diverso e ancora più delicato è il caso di un muro nato come semplice parete divisoria che nel tempo ha assunto una
FUNZIONE DI SUPPORTO: la Cassazione ha chiarito che anche in questa ipotesi la demolizione non è una banale attività di
manutenzione, ma un intervento che incide sulla stabilità dell'edificio (Cass. civ., ord. n. 4867/2025)

16/09/2026
02/09/2026

Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, il Veneto è la quarta Regione ad aver adottato norme che ricalcano la nostra proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”.

La legge garantisce la piena applicazione della sentenza “Cappato-Antoniani” della Corte costituzionale (con cui è stato legalizzato l’aiuto medico alla morte volontaria a specifiche condizioni) definendo procedure per la verifica delle condizioni di salute senza ingiustificati ritardi.

“Dal Veneto arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Mentre il Parlamento continua a non intervenire, sono le Regioni che possono garantire alle persone malate procedure certe, uniformi e trasparenti, per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario”.

Siamo grati ai 9.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, e alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Veneto che hanno approvato la nostra legge.

Il nostro obiettivo rimane ora l’estensione della legge “Liberi Subito” a ogni Regione italiana dove, pur essendo l’aiuto medico alla morte volontaria già legale in virtù delle sentenze della Corte, mancano ancora garanzie chiare su tempi e percorsi operativi per pazienti e personale sanitario.

Chiedi al tuo Consiglio regionale di discutere la nostra proposta di legge per avere procedure e tempi certi per tutte le persone che hanno bisogno di aiuto medico alla morte volontaria e che hanno già diritto a ottenerlo.

Puoi farlo qui: https://www.associazionelucacoscioni.it/landing/appello-liberi-subito

Trattamento illecito di dati: riprendere un reato è reato?✅ riprendere con lo smartphone un fatto che si sta svolgendo i...
30/07/2026

Trattamento illecito di dati: riprendere un reato è reato?

✅ riprendere con lo smartphone un fatto che si sta svolgendo in pubblico è di per sé lecito: non esiste un divieto generale di filmare ciò che accade sotto i propri occhi.

✅ le cose cambiano nel momento in cui quel video viene pubblicato o condiviso online: se le persone riprese sono riconoscibili, la loro immagine è un dato personale e la diffusione senza consenso può integrare anche il reato di trattamento illecito di dati ex art. 167 Codice Privacy.

✅ la diffusione del video può costituire reato quando si ritrae una persona in un luogo pubblico senza il suo consenso, per trarne profitto e con lo scopo di arrecarle nocumento (Cass. pen., sez. III, sent. n. 40356/2015).

❌ non conta il fatto che il video documenti un reato altrui: chi lo pubblica risponde comunque se manca il consenso e se agisce per danneggiare la persona ripresa ed ottenere visibilità, non solo per informare.

⚠️ diverso è il caso della cronaca: la diffusione può essere legittima se risponde a un reale interesse pubblico all’informazione e rispetta i limiti di ESSENZIALITÀ e CONTINENZA; al di fuori di questi confini, “postare per dimostrare” espone comunque a responsabilità penale

Guida in stato di ebrezza: il reato di rifiuto le procedure di accertamento ospedaliero.✅ il rifiuto di sottoporsi agli ...
01/07/2026

Guida in stato di ebrezza: il reato di rifiuto le procedure di accertamento ospedaliero.

✅ il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per la verifica del tasso alcolemico costituisce un reato autonomo che si consuma nell’istante in cui il conducente esprime la propria indisponibilità al controllo.

✅ l’alcoltest è un atto irripetibile e per questo motivo la polizia giudiziaria ha l’obbligo di avvisare il conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore (art. 14 disp.att. cpp)

✅ se il conducente rifiuta il test, l’obbligo di avviso decade in quanto la presenza del difensore serve a garantirne la correttezza dell’atto che, se rifiutato, non avrà luogo.

❌ l’accertamento ospedaliero è legittimo solo se ricorrono congiuntamente due condizioni tassative: il conducente è stato coinvolto in un incidente stradale e necessita di cure mediche (cass pen,sezIV, n. 8155/2026)

⚠️ il rifiuto non è reato se il conducente viene accompagnato in ospedale dalla polizia in assenza del presupposto terapeutico (cass. pen.,sez IV, 30811/2024)

Guida in stato di ebrezza: il reato di rifiuto e le procedure di accertamento ospedaliero.
01/07/2026

Guida in stato di ebrezza: il reato di rifiuto e le procedure di accertamento ospedaliero.

19/02/2026
17/11/2025

I numeri parlano chiaro:

• il 99 % di accoglimento da parte dei giudici delle richieste dei pubblici ministeri di proroga delle intercettazioni
• ⁠il 94 % di accoglimento delle richieste dei pubblici ministeri per le intercettazioni
• ⁠il 99% di magistrati promossi dall’attuale Csm nelle valutazioni di professionalità

Un sistema in cui il controllo dovrebbe essere rigoroso è invece ridotto a una formalità.

Sono percentuali che raccontano un’unica verità: se giudici e PM crescono, si formano e fanno carriera nello stesso ambiente, è impossibile garantire un controllo davvero terzo e indipendente.

È esattamente questo il cuore della riforma. E il motivo per cui votare Sì significa chiedere un sistema più equilibrato, più trasparente, più giusto per tutti.

Indirizzo

Via Cipro, 1
Brescia
24122

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