Avv. Agostino Cucuzza

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Avv. Agostino Cucuzza Avvocato Penalista Cassazionista. Studio professionale a Bovalino (RC),
opero su tutto il territorio nazionale. Consulenze anche online.

Chiama il 320 5518073 o scrivi su agostinocucuzza.it Mi occupo di diritto penale e assisto indagati/imputati e parti civili nei procedimenti penali per i seguenti reati:

• Contro la persona e contro il patrimonio
• Reati tributari
• Responsabilità medica
• Sicurezza sul lavoro
• Cyberbullismo e reati informatici
• Violenza domestica e familiare
• Contro la P.A.
• Reato di falso
• Reati ambientali
• In materia di stupefacenti
• Stalking

Sono iscritto alle liste del Patrocinio a spese dello Stato, sì da garantire la difesa anche a chi non ha possibilità economiche. Sono Conciliatore Societario Professionista e Mediatore Civile Professionista: posso quindi assistere i miei clienti nella ricerca di un accordo risolutivo stragiudiziale della controversia.

10/10/2026

⚠️ Ti chiama la banca e ti chiede di spostare il denaro su un “conto sicuro”? Fermati.

Le truffe telefoniche e online sono diventate sempre più credibili.
Il numero visualizzato sul telefono può sembrare quello della banca.
Chi chiama può conoscere alcuni dati personali e segnalare una presunta operazione sospetta.
Subito dopo arriva la richiesta:
“Per proteggere il denaro, deve trasferirlo immediatamente su un conto sicuro.”
È proprio in quel momento che bisogna interrompere la comunicazione.
Recenti casi registrati anche in Calabria mostrano l’utilizzo combinato di falsi operatori bancari, messaggi contraffatti, telefonate fraudolente e alterazione del numero visualizzato sul telefono. 
Cosa fare:
✅ Non comunicare password, PIN, credenziali o codici temporanei.
✅ Non eseguire bonifici durante la telefonata.
✅ Chiudere la chiamata e contattare personalmente la banca, utilizzando esclusivamente il numero ufficiale.
✅ Non cliccare sui collegamenti ricevuti tramite SMS, e-mail o WhatsApp.
✅ Conservare messaggi, ricevute, numeri telefonici, schermate, coordinate bancarie e conversazioni.
✅ Se il pagamento è già stato effettuato, avvisare immediatamente la banca e rivolgersi alle autorità.
La Polizia di Stato ricorda inoltre che le forze di polizia non inviano e-mail chiedendo denaro per evitare l’avvio o ottenere la chiusura di un’indagine. 
La fretta e la paura sono gli strumenti principali del truffatore.
Prima di pagare, fermarsi e verificare attraverso un canale diverso può evitare conseguenze molto gravi.
Condividere queste informazioni con familiari, amici e persone meno abituate agli strumenti digitali può contribuire a proteggerli.
Ogni episodio presenta caratteristiche differenti.
Quando sono già stati comunicati dati riservati o disposti pagamenti, è importante intervenire tempestivamente e preservare tutte le prove digitali disponibili.

21/09/2026

📍📍📍 Tre errori che possono costarti caro.

Le persone commettono sempre gli stessi errori.

Errori che potrebbero essere evitati con un po' di prudenza.

Primo errore.
Pensare che il problema si risolva da solo.
Quando arriva una notifica, ignorarla è quasi sempre una pessima idea.

Secondo errore.
Ascoltare chiunque.
Pareri di amici, parenti e conoscenti spesso aumentano soltanto la confusione.

Terzo errore.
Aspettare troppo.
Il tempo è spesso una risorsa preziosa nella costruzione di una strategia difensiva.

Ogni situazione è diversa.
Ma una cosa è certa.
Le decisioni prese nei primi momenti possono influenzare l'intero percorso successivo.
Affrontare un problema tempestivamente è quasi sempre la scelta migliore.

💬 Quale di questi tre errori ritieni si verifichi più spesso nella vita quotidiana?

🚨 TI HANNO SEQUESTRATO IL TELEFONO. POSSONO LEGGERE TUTTO QUELLO CHE C’È DENTRO?Immagina questa scena.Suona il campanell...
01/09/2026

🚨 TI HANNO SEQUESTRATO IL TELEFONO. POSSONO LEGGERE TUTTO QUELLO CHE C’È DENTRO?

Immagina questa scena.
Suona il campanello.
Sono le forze dell’ordine.
C’è un provvedimento di perquisizione e sequestro.
Prendono il tuo smartphone.
E tu pensi:
“Adesso potranno leggere tutte le mie chat?”
La risposta non è semplicemente sì.
E nemmeno no.
Perché il punto è un altro: che cosa autorizza esattamente il provvedimento?
- Nel telefono di una persona oggi può esserci praticamente tutta la sua vita:
• conversazioni WhatsApp e Telegram;
• fotografie e video;
• email;
• documenti di lavoro;
• dati bancari;
• contatti;
• informazioni relative alla salute;
• dati presenti nel cloud;
• conversazioni con persone completamente estranee ai fatti per cui si procede.
Il fatto che un telefono venga sequestrato non significa automaticamente che ogni informazione contenuta al suo interno possa essere utilizzata senza limiti.
La questione diventa ancora più delicata quando si passa dal semplice sequestro del dispositivo all’acquisizione e all’analisi dei dati digitali.
Qui entrano in gioco garanzie difensive, modalità di acquisizione, specificità del provvedimento e rispetto delle regole previste dal codice di procedura penale.
⚠️ E c’è un altro aspetto importante.
Se ti sequestrano il telefono, non improvvisare.
Non cancellare messaggi.
Non modificare file.
Non cercare di “sistemare” il telefono.
E soprattutto, prima di compiere qualsiasi iniziativa, parla con il tuo avvocato e fagli esaminare il provvedimento.
Perché nel processo penale anche il modo in cui una prova viene acquisita può essere importante.
Se ti è stato sequestrato lo smartphone, oppure hai ricevuto un provvedimento di perquisizione e sequestro, non aspettare di scoprire dopo che cosa è stato acquisito.
Fai esaminare immediatamente il provvedimento e la documentazione relativa all’attività compiuta.
Conosci i tuoi diritti prima di averne bisogno



























e .

📍⚠️‼️TUA FIGLIA TI CHIAMA IN VIDEO. MA NON È LEI.Immagina di ricevere una videochiamata da tuo figlio o da tua figlia.Ve...
29/08/2026

📍⚠️‼️TUA FIGLIA TI CHIAMA IN VIDEO. MA NON È LEI.

Immagina di ricevere una videochiamata da tuo figlio o da tua figlia.
Vedi il volto.
Ascolti la voce.
Ti chiede aiuto.
Ti dice che è in difficoltà e che ha bisogno di un bonifico urgente.
Tu ti fidi.
Peccato che quella persona non esista.
È un deepfake creato con l'Intelligenza Artificiale.
Quello che fino a pochi mesi fa sembrava fantascienza è già realtà.
Oggi bastano pochi secondi di audio, alcune fotografie pubblicate sui social e software facilmente reperibili per creare video e messaggi praticamente indistinguibili da quelli autentici.
Ma il problema non riguarda solo le famiglie.
Riguarda anche:
- imprenditori
- professionisti
- amministratori di società
- dipendenti
- pubbliche amministrazioni
Un falso messaggio, un video manipolato, una voce clonata possono provocare danni economici enormi e distruggere reputazioni costruite in anni di lavoro.
Molti non sanno che oggi la diffusione illecita di contenuti generati o alterati tramite Intelligenza Artificiale può assumere rilevanza penale e può comportare conseguenze molto gravi per chi li crea o li diffonde.
Il vero errore è pensare: "A me non succederà".
Nel diritto penale, come nella sicurezza informatica, la prevenzione vale più di qualsiasi difesa successiva.
Per questo motivo consiglio sempre a privati e aziende di:
• verificare ogni richiesta economica urgente;
• adottare procedure interne di controllo;
• formare il personale sui rischi digitali;
• intervenire immediatamente in caso di utilizzo abusivo della propria immagine, voce o identità.
Mi occupo quotidianamente di tutela delle persone e delle imprese coinvolte in vicende delicate, comprese quelle legate alle nuove tecnologie e ai reati informatici.

Una domanda:
Se domani ricevessi una telefonata con la voce perfetta di una persona che conosci, saresti davvero in grado di capire che si tratta di un falso?
Scrivi la sua opinione nei commenti.
La consapevolezza è il primo strumento di difesa.



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IL CASO PERUGIA-CAPANNE: QUANDO L’INVESTIGAZIONE DIVORA LE GARANZIE.Sento il dovere di dirlo chiaramente:quanto emerso d...
27/05/2026

IL CASO PERUGIA-CAPANNE: QUANDO L’INVESTIGAZIONE DIVORA LE GARANZIE.

Sento il dovere di dirlo chiaramente:
quanto emerso dal carcere di Capanne è uno dei casi più gravi degli ultimi anni.

I FATTI, IN SINTESI.
Nell’ambito di un procedimento per concorso esterno in traffico di stupefacenti a carico di un’avvocata, la Procura di Perugia avrebbe autorizzato intercettazioni nelle salette colloqui del carcere.  Le operazioni sarebbero durate sei mesi e avrebbero registrato colloqui di almeno 15 avvocati diversi da quello indicato nel decreto.
Conversazioni nelle quali i legali avrebbero discusso con i propri assistiti strategie processuali e questioni personali protette dal segreto professionale. 

IL PROBLEMA GIURIDICO E’ STRUTTURALE.
L’art. 103 c.p.p. è netto: le comunicazioni tra difensore e assistito sono non intercettabili.
Non è una norma tecnica.
È un presidio di civiltà.
Quando autorizzi un’intercettazione ambientale in una saletta colloqui, anche con “bersaglio”lecito, stai inevitabilmente captando tutto ciò che accade in quello spazio fisico.
Il perimetro del decreto non regge alla fisicità del luogo.
Questo è il punto che nessun decreto di autorizzazione può sanare retroattivamente.

LE CONSEGUENZE PROCESSUALI.
Il materiale captato in violazione dell’art. 103 è inutilizzabile.
Ma il danno reale va oltre l’inutilizzabilità: il cuore della questione è la possibile trasformazione di un luogo destinato al colloquio difensivo in un luogo di captazione generalizzata, con le relative domande sulla conoscenza anticipata delle strategie difensive. 
Questo non è un dettaglio.
È un potenziale vizio genetico di ogni procedimento connesso.
Non si tratta di scegliere tra sicurezza e diritti. Si tratta di riconoscere che senza garanzie difensive effettive non esiste processo equo, e senza processo equo non esiste nemmeno una condanna legittima.
Chi difende le garanzie non difende i colpevoli.
Difende il sistema.

­gia

⚠️ HAI MAI PUBBLICATO UNA FOTO DI TUO FIGLIO SUI SOCIAL? LEGGI QUESTO PRIMA DI FARLO ANCORA.Non è una questione di buons...
09/04/2026

⚠️ HAI MAI PUBBLICATO UNA FOTO DI TUO FIGLIO SUI SOCIAL? LEGGI QUESTO PRIMA DI FARLO ANCORA.

Non è una questione di buonsenso. È una questione di legge.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 29683 del 25 agosto 2025, ha confermato la condanna per il reato di trattamento illecito di dati personali (art. 167 D.lgs. 196/2003) per aver pubblicato la foto di un minore su un gruppo Facebook, senza il consenso dell'altro genitore.

🔴 Sì, hai letto bene. Anche un genitore può commettere questo reato.

❓Ma cosa significa in concreto?

1) La fotografia di un minore è un dato personale protetto dal GDPR.
2) Per pubblicarla online, serve il consenso ESPLICITO di ENTRAMBI i genitori.
3) Il "nocumento" non deve essere economico: basta la lesione alla privacy e alla dignità del bambino.
4) La pena prevista dall'art. 167 Codice Privacy può arrivare fino a 3 anni di reclusione.

- Il Garante Privacy, con provvedimento n. 681/2024, ha già vietato a un padre di diffondere l'immagine del figlio pubblicata su Facebook senza il consenso della madre, comminando un ammonimento formale.

- Nel luglio 2025 il Garante ha sanzionato un asilo nido per aver pubblicato sul proprio sito istituzionale foto di neonati e bambini piccoli, definendo la condotta "in contrasto con i diritti fondamentali della persona".

IMPORTANTE: Non basta che la foto "non sia offensiva". Non basta che sia "sfocata". Non basta il consenso di uno solo dei genitori.

Rischi concreti:
a) Segnalazione al Garante Privacy;
b) procedimento penale per trattamento illecito di dati;
c) richiesta di risarcimento danni (anche non patrimoniali);
d) nei casi più gravi: concorso con altri reati come diffamazione o minacce.

Hai ricevuto una diffida? Sei stato segnalato al Garante? Qualcuno ha pubblicato foto di tuo figlio senza il tuo consenso?

Scrivimi nei commenti o contattami in privato. Ti aiuto a capire cosa fare.

01/04/2026

Sai cosa rischia la tua azienda se non rispetta il D.Lgs. 81/2008?

Non parlo solo di una multa.
Parlo di arresto, di procedimenti penali, e di sanzioni che possono bloccare un'intera azienda.

Nel Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, il quadro sanzionatorio è chiaro — e molto più severo di quanto molti credano.
Ecco i punti chiave 👇

1) Il datore di lavoro rischia l'arresto da 3 a 6 mesi solo per non aver fatto correttamente la valutazione dei rischi.
Se l'azienda lavora con agenti cancerogeni, in cantieri complessi o con rischi biologici gravi, si arriva fino a 8 mesi.

2) Il preposto — cioè il capocantiere, il responsabile di reparto, il capo turno — non è al sicuro: risponde penalmente in prima persona per le violazioni della sicurezza nella sua area di competenza.

3) Fabbricanti e fornitori di macchine e attrezzature?
La sanzione può arrivare a quasi 57.000 euro di ammenda.
Una cifra che in pochi si aspettano.

E l'azienda come persona giuridica?
Grazie al D.Lgs. 231/2001, se c'è un infortunio mortale o lesioni gravi, l'ente può essere condannato autonomamente: sanzioni pecuniarie enormi, sospensione dell'attività, esclusione dagli appalti pubblici.

Le violazioni ripetute peggiorano tutto: se coinvolgono più di 5 lavoratori le sanzioni raddoppiano, se più di 10 triplicano.

La buona notizia?
Si può fare tutto in modo corretto, e non è così complicato se si parte dall'analisi giusta.

Occorre essere in regola con la sicurezza aziendale e costruire modelli organizzativi solidi.

Hai dubbi sulla tua situazione?
Scrivimi.
Parliamone senza impegno.

Call now to connect with business.

D.Lgs. 146/2021 e sicurezza sul lavoro: cosa è cambiato davvero per le imprese?Con il correttivo del 2021 al Testo Unico...
28/03/2026

D.Lgs. 146/2021 e sicurezza sul lavoro: cosa è cambiato davvero per le imprese?

Con il correttivo del 2021 al Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008), il legislatore ha inasprito in modo significativo il regime sanzionatorio a carico dei datori di lavoro.

Alcuni punti critici che ogni imprenditore dovrebbe conoscere:

1) La sospensione dell’attività imprenditoriale è diventata uno strumento applicato con maggiore automatismo in presenza di violazioni gravi (lavoro nero, gravi inosservanze in materia di salute e sicurezza);

2) Le sanzioni penali — arresti e ammende — non sono scenari remoti: sono conseguenze concrete per chi non è in regola con DVR, formazione obbligatoria, sorveglianza sanitaria e gestione dei rischi.

(!!!) Una precisazione importante:
Nessun documento, per quanto ben redatto, e nessuna consulenza, per quanto qualificata, “protegge penalmente” in modo automatico.
La responsabilità penale si valuta caso per caso, sulla base dell’effettiva adozione e attuazione delle misure di prevenzione — non sulla mera esistenza di un DVR o di un attestato di formazione.
Affidarsi a chi promette “immunità penale” tramite documenti è un rischio, non una tutela.

La vera protezione giuridica nasce da:

a) una compliance sostanziale e non solo formale;
b) una cultura della sicurezza realmente integrata in azienda;
c) un’assistenza legale specializzata, pronta ad intervenire tempestivamente in caso di ispezione;

Se la tua azienda vuole comprendere davvero la propria esposizione al rischio penale in materia di sicurezza sul lavoro, scrivimi in privato o lascia un commento.

Revenge P**n: cos'è, cosa rischia chi lo commette, cosa fare se sei vittima.HAI RICEVUTO UN MESSAGGIO CON LE TUE FOTO IN...
22/03/2026

Revenge P**n: cos'è, cosa rischia chi lo commette, cosa fare se sei vittima.

HAI RICEVUTO UN MESSAGGIO CON LE TUE FOTO INTIME? È UN REATO.

Il "revenge p**n" (tecnicamente "diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti") è punito dall'art. 612-ter del codice penale.

La pena prevista:
- da 1 a 6 anni di reclusione;
- multa da 5.000 a 15.000 euro;
- le pene aumentano se la vittima è in una relazione affettiva con l'autore.

Cosa fare SUBITO se sei vittima:
1. Non eliminare nulla (screenshot, messaggi e link sono prove);
2. segnala il contenuto alla piattaforma (Facebook, Instagram, ecc.);
3. sporgi denuncia querela entro 6 mesi;
4. contatta un avvocato specializzato per agire in via d'urgenza.

Lo sapevi?
Anche solo MINACCIARE di diffondere immagini intime è già un reato.
Non è necessario che la diffusione avvenga davvero.

Non affrontare questa situazione da solo/a. Contattami per una consulenza riservata.

**n

Indirizzo

Via Francesco Calfapetra, 48
Bovalino
89034

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
15:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
15:30 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
15:30 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:00
15:30 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:00
15:30 - 18:00
Sabato 10:00 - 12:00

Telefono

+393205518073

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