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Quando parliamo di misure di sicurezza pensiamo quasi automaticamente alla cybersecurity.Ma l’art. 32 GDPR ci porta oltr...
19/10/2026

Quando parliamo di misure di sicurezza pensiamo quasi automaticamente alla cybersecurity.

Ma l’art. 32 GDPR ci porta oltre.

La sicurezza dei dati passa certamente dalla protezione dei sistemi e delle credenziali, ma anche dalla corretta gestione degli accessi, dall’organizzazione interna e dalle scelte sulla conservazione dei dati.

Alcuni recenti provvedimenti del Garante lo mostrano con particolare chiarezza: da Wind Tre e NIER Ingegneria, sul fronte della sicurezza informatica, alla Città Metropolitana di Sassari, per la gestione dei profili autorizzativi, fino al caso Piaggio, che offre uno spunto interessante sul rapporto tra conservazione dei dati e rischio.

Ne emerge un concetto di sicurezza molto più ampio: ne parla Alessandra Delli Ponti nel suo ultimo articolo.

Misure di sicurezza e art. 32 GDPR: la protezione dei dati non è solo cybersecurity, ma anche organizzazione e governance.

Dimenticare di rinnovare un dominio può significare perderlo definitivamente? È quello che è accaduto nel caso che racco...
25/09/2026

Dimenticare di rinnovare un dominio può significare perderlo definitivamente?

È quello che è accaduto nel caso che raccontiamo nel nostro nuovo articolo.
Una società, titolare di un marchio e del corrispondente nome a dominio, non aveva rinnovato in tempo il dominio. Una volta tornato disponibile, il dominio era stato registrato da un altro soggetto.
Una situazione tutt'altro che rara e che può creare un problema molto serio per un'impresa: il dominio può rappresentare da anni il proprio nome, il proprio marchio e il principale punto di accesso alla propria attività online.

👉 Nel caso esaminato, però, il titolare del marchio ha potuto utilizzare la specifica procedura di opposizione e riassegnazione prevista per i domini .it e ottenere il trasferimento del dominio.
La mancata tempestiva rinnovazione, infatti, non cancella di per sé i diritti sul marchio. Allo stesso tempo, essere stati in precedenza titolari del dominio non è sufficiente per ottenerne automaticamente la restituzione: occorre verificare se ricorrono i presupposti previsti dalla procedura di riassegnazione.

Avv. Teresa Di Carlo nel suo articolo analizza il caso e spiega come funziona questo strumento, che può rappresentare un'alternativa particolarmente efficace quando un dominio corrispondente a un proprio marchio viene registrato da un altro soggetto.

Registrare un dominio identico a un marchio altrui è illecito e comporta la riassegnazione coatta del nome.

Dopo la pausa estiva torniamo con un nuovo approfondimento.Il registro è uno degli adempimenti più conosciuti del GDPR, ...
28/08/2026

Dopo la pausa estiva torniamo con un nuovo approfondimento.

Il registro è uno degli adempimenti più conosciuti del GDPR, ma spesso viene ancora percepito come un documento da compilare e aggiornare periodicamente.
In realtà può essere molto di più: una vera mappa dei trattamenti dell’organizzazione e uno strumento centrale per governare in modo concreto la compliance privacy.
Nel nuovo articolo ripercorriamo la sua evoluzione, dalla Direttiva 95/46 all’attuale art. 30 GDPR, fino alle possibili modifiche previste dall’Omnibus IV, che potrebbero cambiare in modo significativo l’attuale disciplina.
Perché, anche se gli obblighi documentali dovessero ridursi, resta una regola fondamentale:
non si può governare ciò che non si conosce.

Uno sguardo al presente e al futuro, con un approccio operativo rivolto a DPO, consulenti e uffici privacy.

Registro dei trattamenti GDPR: dall’obbligo formale all’accountability. Contenuti, ruolo e novità Omnibus IV per DPO e uffici privacy.

23/06/2026

NIS2: il 30 giugno non è una scadenza da “spuntare”.
La categorizzazione di attività e servizi richiede decisioni che incidono su priorità, rischi e misure di sicurezza.
Fabio Marinello spiega cosa verificare prima dell’invio.
Il link dell'articolo nel primo commento.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico non è solo uno strumento digitale.È uno dei punti in cui si misura, in concreto, l’eq...
09/06/2026

Il Fascicolo Sanitario Elettronico non è solo uno strumento digitale.
È uno dei punti in cui si misura, in concreto, l’equilibrio tra continuità delle cure, circolazione dei dati sanitari e controllo effettivo dell’assistito sulle proprie informazioni.
Con l’aggiornamento delle FAQ del Garante Privacy tornano al centro alcuni profili essenziali:
➡️ il consenso alla consultazione del FSE
➡️ la possibilità di revocarlo
➡️ il diritto all’oscuramento dei dati
➡️ la tutela rafforzata per alcune categorie di informazioni
➡️ il ruolo del dossier farmaceutico e dell’Ecosistema Dati Sanitari
Sono chiarimenti importanti non solo per i cittadini, ma anche per strutture sanitarie, professionisti e operatori che ogni giorno trattano dati particolarmente delicati.
Ne parla Camilla Anderlini Bergamini nel nuovo articolo pubblicato sul nostro sito.
🔗 Leggi l’articolo:

A fine maggio il Garante ha revisionato le proprie FAQ sul FSE per offrire ulteriori chiarimenti anche in relazione all'evoluzione normativa.

Quando un nome diventa parte dell’immaginario collettivo, non è più soltanto un nome.È anche identità, reputazione, asso...
02/06/2026

Quando un nome diventa parte dell’immaginario collettivo, non è più soltanto un nome.
È anche identità, reputazione, associazione immediata nella mente del pubblico.
Lo conferma il Tribunale dell’Unione europea nella vicenda “Obelix”, annullando la decisione con cui l’EUIPO aveva respinto la richiesta di cancellazione di un marchio registrato per armi, munizioni ed esplosivi.
Il punto non era soltanto stabilire se fumetti e armi appartenessero a mercati diversi.
La questione era più sottile: un marchio molto noto può essere tutelato anche quando il segno successivo riguarda prodotti lontani, se il pubblico è comunque portato a creare un collegamento mentale tra i due.
Per le imprese, la decisione offre uno spunto importante: nella scelta di un brand non basta verificare l’assenza di identità merceologica. Occorre considerare anche la forza evocativa dei marchi anteriori, la loro notorietà e il rischio di associazioni indesiderate.
Ce ne parla Avv. Teresa Di Carlo nel suo ultimo articolo, partendo da un caso curioso solo in apparenza: perché, nel diritto dei marchi, anche un menhir può diventare una questione molto seria.

La sentenza T-24/25 del 13 maggio 2026 annulla la decisione dell’EUIPO che aveva consentito la registrazione del celebre nome per prodotti legati ad armi, munizioni ed esplosivi

Profilazione e legittimo interesse possono convivere?La risposta, come spesso accade nel GDPR, è: sì, ma non automaticam...
26/05/2026

Profilazione e legittimo interesse possono convivere?
La risposta, come spesso accade nel GDPR, è: sì, ma non automaticamente.
Due recenti provvedimenti del Garante Privacy offrono indicazioni molto utili per capire quando il legittimo interesse può essere utilizzato come base giuridica per attività di profilazione, scoring, segmentazione o fingerprinting.
Il punto non è escludere in assoluto questa possibilità.
Il punto è che il legittimo interesse richiede una valutazione seria, preventiva e documentata: l’interesse deve essere legittimo, il trattamento deve essere realmente necessario e il bilanciamento con i diritti e le aspettative degli interessati deve essere concreto, non generico.
In altre parole: il legittimo interesse non è una base giuridica “di chiusura” da invocare quando il consenso è difficile da raccogliere o quando il trattamento è già stato progettato.
È una base giuridica esigente, che richiede metodo, accountability e un Legitimate Interest Assessment realmente aderente al trattamento che si intende effettuare.
Alessandra Delli Ponti ne parla nel suo ultimo articolo.

Legittimo interesse e profilazione: quando può essere usato, quali limiti impone il GDPR e cosa insegnano i casi Intesa e Poste.

Fare marketing digitale oggi significa lavorare con dati personali, CRM, newsletter, campagne ADV, social media, pixel, ...
13/05/2026

Fare marketing digitale oggi significa lavorare con dati personali, CRM, newsletter, campagne ADV, social media, pixel, contenuti visuali e, sempre più spesso, strumenti di intelligenza artificiale.
Sono attività ordinarie, ma non prive di rischi.

Consensi raccolti male, form poco chiari, database riutilizzati senza verifiche, tracciamenti non governati, immagini pubblicate con leggerezza o contenuti AI non controllati possono esporre aziende e professionisti a criticità concrete.
Il punto non è bloccare il marketing.
Il punto è capire cosa si può fare, dove si sbaglia più spesso e quali cautele servono per lavorare in modo più ordinato, efficace e difendibile.
Per questo collaboriamo in collaborazione con get-ready.pro by Incipit abbiamo pensato ad un percorso formativo "verticale" per chi fa marketing, comunicazione e sviluppo commerciale e ha bisogno di capire quali regole incidono sulle attività quotidiane.
📅 11 giugno 2026
🕤 9.30 – 12.30
📍 Webinar live

Durante il corso, Alessandra Delli Ponti, Fabio Marinello e Alessandro Cavazzuti affronteranno, con taglio pratico, temi come:
• siti web, form, landing page e CRM;
• newsletter, DEM, campagne ADV, pixel e audience;
• social media e gestione dei contatti;
• immagini, video, eventi e liberatorie;
• contenuti generati con AI;
• GDPR, accessibilità digitale e nuove prospettive europee.

Un corso pratico per capire come impostare le attività di marketing digitale più efficaci.

Una chat WhatsApp è davvero sempre uno spazio “privato” rispetto al datore di lavoro?La risposta, dopo il più recente or...
07/05/2026

Una chat WhatsApp è davvero sempre uno spazio “privato” rispetto al datore di lavoro?
La risposta, dopo il più recente orientamento della Cassazione, è meno semplice di quanto possa sembrare.
La natura privata della conversazione non esclude, da sola, ogni possibile rilievo per il datore di lavoro.
Conta il contenuto del messaggio.
Conta il ruolo del lavoratore.
Conta l’eventuale diffusione di informazioni riservate, offensive o lesive dell’organizzazione.
Il punto non è controllare le chat private.
Il punto è capire quando una comunicazione digitale, anche se nata in un contesto riservato, può incidere sul rapporto fiduciario con il datore di lavoro.

Ne parla Matteo Davito Marin nel suo nuovo articolo di pubblicato sul sito dello Studio.

La Corte di Cassazione ha recentemente mutato il proprio orientamento sull’utilizzabilità delle chat WhatsApp in ambito disciplinare

Negli e-commerce creare un account prima di acquistare è davvero sempre necessario?Secondo l’EDPB, la risposta tende a e...
04/05/2026

Negli e-commerce creare un account prima di acquistare è davvero sempre necessario?
Secondo l’EDPB, la risposta tende a essere no.
La modalità “guest” dovrebbe essere la regola: l’utente deve poter acquistare senza essere costretto a registrarsi, salvo casi specifici in cui l’account sia davvero necessario, ad esempio per servizi in abbonamento o offerte riservate.
Il punto non è solo “privacy”.
È anche progettazione corretta del percorso di acquisto: meno dati, meno attriti, più trasparenza.
Quali sono gli elementi che gli operatori devono valutare?
Ce lo spiega Fabio Marinello nell’ultimo articolo pubblicato sul nostro sito.

All'esame dell'EDPB la registrazione account obbligatorio nei negozi online. Gli acquisti in modalità guest devono essere lo standard.

Indirizzo

Via Montello 18
Bologna
40131

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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