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Il Tribunale di Roma riconosce la validità della procura alle liti rilasciata con modalità a distanza in presenza di imp...
19/08/2026

Il Tribunale di Roma riconosce la validità della procura alle liti rilasciata con modalità a distanza in presenza di impossibilità oggettiva a rilasciarla in altre forme.

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto come valida una procura alle liti rilasciata mediante mezzi di collegamento a distanza dal momento che era materialmente impossibile sottoscrivere una procura tramite le forme ordinarie nel territorio di Gaza, in condizioni di collasso delle stretture amministrative, istituzionali e diplomatiche. Secondo il Tribunale è necessario operare un bilanciamento tra l’interesse procedurale tutelato dalla norma e la necessità di non frustrare le ragioni di urgenza. Tale bilanciamento deve condurre ad una lettura della norma che non trasformi il formalismo processuale in un muro invalicabile per chi è in condizioni di assoluta impossilità di rispettare quel formalismo.

Nuovo Patto UE: cosa cambia davvero?Il 12 giugno 2026 è entrato in vigore il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, ...
12/08/2026

Nuovo Patto UE: cosa cambia davvero?

Il 12 giugno 2026 è entrato in vigore il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che riforma le regole comuni dell’UE in materia di asilo e rimpatri.
Il Patto sostituisce il sistema di Dublino con un nuovo quadro normativo, ma mantiene un principio fondamentale: a determinate condizioni, la responsabilità della domanda d’asilo resta legata al primo Stato membro di ingresso.
La principale novità è un meccanismo permanente di solidarietà: gli Stati sottoposti a pressione migratoria potranno chiedere ricollocamenti, contributi finanziari o altre forme di sostegno. Il sistema prevede infatti nuove procedure alle frontiere e regole comuni per accelerare l’esame delle domande e dei rimpatri.
Per le persone alle quali viene negata la protezione internazionale sarà possibile adottare un ordine europeo di rimpatrio, riconoscibile ed eseguibile negli altri Stati membri.
Il nuovo quadro disciplina inoltre la possibilità di utilizzare hub per il rimpatrio situati fuori dall’UE, attraverso accordi con Paesi terzi considerati sicuri.



Immagine presa da Pixabay

Sì del Senato alla legge di conversione del dl 100/2026 sul nuovo patto migrazione e asiloApprovato ieri al Senato il de...
03/08/2026

Sì del Senato alla legge di conversione del dl 100/2026 sul nuovo patto migrazione e asilo

Approvato ieri al Senato il decreto di conversione del d.l. 100/2026 recante misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del Patto UE su migrazione e asilo del 14 maggio 2014.
Ora il disegno di legge di conversione passa alla Camera.

Diritto all’unità familiare: il tribunale annulla il diniego del questoreIl Tribunale di Milano ha accolto il ricorso ex...
18/07/2026

Diritto all’unità familiare: il tribunale annulla il diniego del questore

Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso ex art. 30 D.Lgs. 286/98 contro il diniego del Questore di rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari (coesione familiare), fondato sull’insufficienza del requisito reddituale.
La decisione del giudice si fonda su due elementi:
1. l’amministrazione non può rifiutare il permesso in modo automatico ma deve valutare la natura e l’effettività dei vincoli familiari, la durata del soggiorno in Italia e i legami con il Paese d’origine (art. 5 co. 5 TUI)
2. Il requisito reddituale non deve essere valutato sulla sola posizione del richiedente, ma sul reddito complessivo del nucleo familiare. Inoltre, la giurisprudenza ribadisce che la capacità economica non deve sussistere in modo assoluto e ininterrotto: brevi periodi di carenza sono ammissibili, se compensati dai redditi degli altri familiari.

Sicurezza sul lavoro: cosa prevedono le ordinanze anti-caldoL'emergenza caldo di questa estate ha spinto le Regioni a fi...
14/07/2026

Sicurezza sul lavoro: cosa prevedono le ordinanze anti-caldo

L'emergenza caldo di questa estate ha spinto le Regioni a firmare ordinanze severe per tutelare chi lavora all'aperto nei settori più esposti, come l'edilizia e l’agricoltura. I provvedimenti prevedono lo stop alle attività nei cantieri e nei campi dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni con rischio termico "Alto".
Per evitare di fermare la produttività, i datori di lavoro sono incentivati a rimodulare i turni, anticipando l'inizio delle attività all'alba o posticipando la chiusura alla sera, anche grazie a deroghe comunali sui rumori. Al centro di queste misure ci sono i diritti fondamentali dei lavoratori: la salute e la sicurezza sul lavoro sono beni inalienabili, garantiti dalla Costituzione e dal D.Lgs. 81/08. Le aziende hanno l'obbligo di aggiornare la valutazione dei rischi e, quando non è possibile riorganizzare i turni in sicurezza, i lavoratori hanno il diritto di astenersi dalle mansioni più pesanti.
In presenza di temperature estreme, oltre i 35°C percepiti, le imprese possono ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per tutelare il reddito dei dipendenti senza esporli a rischi. Ignorare queste tutele non significa solo esporsi a pesanti sanzioni per i datori di lavoro, ma anche calpestare la dignità delle persone e il diritto di tutti a un ambiente di lavoro sicuro.



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Sentenze del TAR Veneto: condannate le Questure di Venezia e VicenzaA marzo del 2026 il TAR Veneto si pronunciato in mer...
11/06/2026

Sentenze del TAR Veneto: condannate le Questure di Venezia e Vicenza

A marzo del 2026 il TAR Veneto si pronunciato in merito alla situazione che coinvolge l’inaccessibilità per i cittadini stranieri di accedere alle Questure di Venezia e Vicenza. Con le due pronunce i giudici hanno accolto i ricorsi collettivi promossi da ASGI, EMERGENCY, Lungo la Rotta Balcanica e CADUS contro le Questure di Venezia e Vicenza. È stato finalmente accertato che i ritardi sistematici nella formalizzazione delle domande di asilo non sono casuali, ma costituiscono una disfunzione organizzativa strutturale. Il TAR ha letteralmente ribaltato i rapporti di forza, stabilendo che la carenza di personale non può più essere usata come scusa per calpestare i diritti fondamentali delle persone. Grazie alle meticolose prove portate dalle associazioni, l'inerzia dell'Amministrazione è stata duramente accada. Dalla pubblicazione delle sentenze è stato dettato il termine di 90 giorni di tempo per smaltire l'arretrato e ripristinare la legalità delle procedure. Questa vittoria apre un varco fondamentale in tutta Italia contro la mala gestio del diritto d’asilo.



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Nuovo decreto della Corte di appello di Roma per la tutela dei richiedenti asiloCon decreto del 20 maggio 2026 la Corte ...
06/06/2026

Nuovo decreto della Corte di appello di Roma per la tutela dei richiedenti asilo

Con decreto del 20 maggio 2026 la Corte di Appello di Roma ha segnato un punto di svolta cruciale per i trattenimenti dei migranti in Albania, riaffermando l’importanza di una valutazione giuridica. Il caso riguarda un cittadino marocchino trasferito nel centro di Gjader in Albania, nonostante la difesa avesse segnalato gravi problemi di salute sia fisica che psicologica. Una volta lì, il ragazzo ha formalizzato la sua domanda di asilo, e a quel punto la situazione è cambiata del tutto. I giudici di Roma hanno ricordato che secondo il diritto dell'Unione Europea, chi chiede asilo ha il diritto di restare sul territorio dello Stato membro, in questo caso l'Italia, fino a quando non c'è una decisione sulla sua domanda. Dato che il diritto UE viene prima delle leggi nazionali, il giudice italiano ha l'obbligo di disapplicare le norme interne se queste contrastano con quelle europee .Il trasferimento forzato in Albania è stato dichiarato illegittimo e la Corte ha disposto l'immediata liberazione del richiedente.

Ricongiungimento familiare: il Tribunale di Roma obbliga lo Stato a trovare ambasciate alternativeIl Tribunale di Roma a...
29/05/2026

Ricongiungimento familiare: il Tribunale di Roma obbliga lo Stato a trovare ambasciate alternative

Il Tribunale di Roma apre una strada importante sul diritto al ricongiungimento familiare. Nel caso di un cittadino afghano residente in Italia, i giudici hanno stabilito che, se un’ambasciata è irraggiungibile per cause oggettive, lo Stato deve individuare una sede alternativa per consentire la richiesta di visto. Nel caso concreto, l’Ambasciata italiana a Teheran era stata temporaneamente trasferita a Baku, mentre i familiari del ricorrente non potevano entrare in Iran. Per il Tribunale, gli ostacoli geopolitici o organizzativi non possono bloccare un diritto fondamentale come l’unità familiare. La decisione richiama anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, secondo cui imporre sempre la presenza fisica viola il diritto alla vita familiare quando rende impossibile presentare la domanda. Gli Stati, afferma la CGUE, devono garantire flessibilità e utilizzare anche strumenti a distanza. Una pronuncia che rafforza la tutela concreta dei diritti umani e dei rifugiati, soprattutto nei contesti di guerra e crisi internazionale

umani

Permesso unico lavoro: in vigore le nuove regole dal 22 maggio 2026Con il d.lgs. n. 83/2026, attuativo della Direttiva U...
27/05/2026

Permesso unico lavoro: in vigore le nuove regole dal 22 maggio 2026

Con il d.lgs. n. 83/2026, attuativo della Direttiva UE 2024/1233, vengono introdotte importanti modifiche alla disciplina del permesso unico di soggiorno e lavoro per cittadini extra UE.
Tra le principali novità vi è la riduzione a 30 giorni del termine per il rilascio del permesso unico soggiorno e lavoro dal completamento della domanda, rispetto ai 60 giorni previsti per gli altri permessi di soggiorno.
Importante anche la modifica generale sui rinnovi: da ora la domanda di rinnovo di qualsiasi permesso di soggiorno potrà essere presentata fino a 90 giorni prima della scadenza, mentre prima il limite era di 60 giorni.
Cambiano anche gli obblighi informativi in quanto il datore di lavoro dovrà tenere aggiornato il lavoratore sull’andamento della pratica e comunicare tempestivamente eventuali problemi, motivi ostativi o esiti negativi relativi al nulla osta.
Il decreto introduce infine maggiore trasparenza sui documenti richiesti, sulle condizioni di ingresso e sulle garanzie procedurali riconosciute ai lavoratori stranieri e ai loro familiari.



Immagine creata con l’intelligenza artificiale

Cosa è successo a Chișinău?Il Consiglio d’Europa ha approvato a Chișinău una nuova Dichiarazione sulla migrazione che st...
21/05/2026

Cosa è successo a Chișinău?

Il Consiglio d’Europa ha approvato a Chișinău una nuova Dichiarazione sulla migrazione che sta già dividendo la politica e la società civile. Se da un lato il documento ribadisce l'obbligo di rispettare la CEDU e la Corte di Strasburgo, dall'altro prende atto dei nuovi approcci dei Paesi membri, come l'esternalizzazione e i "return hubs" in territori terzi. Una svolta interpretata subito dalla Premier italiana Giorgia Meloni come un via libera a espulsioni più facili e un avallo al modello Albania. Tuttavia, il testo non offre affatto una pagina bianca ai governi: ogni iniziativa resta subordinata al giudizio finale dei giudici europei. L'allarme lanciato da ONG e Amnesty International resta comunque altissimo. Il rischio reale è l'introduzione di deroghe che creano standard differenziati.



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