Studio Legale Avv. Rita Rossi

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PEC ritaro
(2)

02/09/2026

Non presentarsi all'udienza non blocca nulla: cambia solo chi viene ascoltato.

31/08/2026

⚖️ Vivere insieme per vent'anni dà automaticamente diritto all'eredità? La risposta è no.

È una convinzione molto diffusa, ma la legge prevede una disciplina diversa.

La durata della convivenza, da sola, non attribuisce al convivente gli stessi diritti successori del coniuge.

Se una persona muore senza aver fatto testamento, il convivente non rientra tra gli eredi individuati dalla legge. L'eredità sarà devoluta ai soggetti che ne hanno diritto, come figli, ascendenti, fratelli o altri parenti, a seconda dei casi.

La situazione può cambiare se il defunto ha lasciato un testamento. Tuttavia, anche la volontà testamentaria incontra un limite importante: il rispetto dei diritti che la legge riserva ai legittimari, come i figli e, se esistente, il coniuge.

🎥 In questo video spiego perché una lunga convivenza non comporta automaticamente diritti ereditari e quali strumenti possono essere utilizzati per pianificare correttamente la successione.

💬 Secondo voi, è ancora molto diffusa l'idea che, dopo tanti anni di convivenza, si erediti automaticamente come se si fosse sposati?

29/08/2026

Parte 3 di 3 - Quando finisce davvero l’obbligo di mantenere l’ex coniuge?

Le tue condizioni economiche sono cambiate? Non significa che tu possa smettere di pagare il mantenimento.

È un errore molto comune.

C'è chi pensa che una riduzione del reddito, un nuovo lavoro dell'ex coniuge o altri cambiamenti permettano di interrompere subito i pagamenti.

Ma non funziona così.

Quando cambiano le condizioni economiche, l'assegno di mantenimento non si modifica automaticamente.

Se gli ex coniugi non raggiungono un nuovo accordo, sarà il giudice a valutare se esistono i presupposti per ridurre, aumentare o revocare l'assegno, esaminando la situazione concreta di entrambe le parti: redditi, patrimonio, capacità lavorativa e ogni altro elemento rilevante.

La regola è semplice: i cambiamenti possono giustificare una revisione, ma non autorizzano mai una decisione unilaterale.

🎥 In questo terzo episodio concludiamo la serie spiegando chi può davvero modificare l'assegno di mantenimento e perché sospendere i pagamenti senza un nuovo provvedimento può avere conseguenze molto serie.

💬 Secondo voi, questa è una delle convinzioni più diffuse nelle separazioni?

28/08/2026

Parte 2 di 3 - Quando finisce davvero l’obbligo di mantenere l’ex coniuge?

Dopo la separazione può succedere che la situazione economica di uno o di entrambi gli ex coniugi cambi.

Un nuovo lavoro, un aumento del reddito, una perdita dell'occupazione o altri eventi importanti possono modificare l'equilibrio economico esistente al momento della separazione.

Questi cambiamenti possono incidere sull'assegno di mantenimento.

Ma c'è un aspetto fondamentale da ricordare: non producono effetti automaticamente.

Nessuno può decidere da solo di ridurre o interrompere i pagamenti.

Finché le condizioni della separazione non vengono modificate secondo le modalità previste dalla legge, l'obbligo di mantenimento continua a esistere.

🎥 In questo secondo episodio approfondiamo quali cambiamenti possono giustificare una revisione dell'assegno e perché è sempre necessario seguire il percorso previsto dalla legge.

💬 Secondo voi, è ancora diffusa l'idea che basti trovare un lavoro o aumentare il proprio reddito perché il mantenimento cessi automaticamente?

27/08/2026

Parte 1 di 3 - Quando finisce davvero l’obbligo di mantenere l’ex coniuge?

L'assegno di mantenimento per l'ex coniuge dura davvero per sempre?

È una delle domande che ricevo più spesso.

Molti pensano che, con il passare degli anni, l'obbligo di mantenimento si estingua automaticamente.

In fondo la vita cambia: si cambia lavoro, cambiano le condizioni economiche, si costruiscono nuovi equilibri.

Ma il semplice trascorrere del tempo non basta.

L'assegno di mantenimento non cessa automaticamente e chi lo versa non può decidere da solo di interrompere i pagamenti.

Per modificare o far cessare l'obbligo è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge.

🎥 In questo primo episodio iniziamo una nuova serie dedicata a una delle convinzioni più diffuse in materia di separazione: quando finisce davvero il mantenimento dell'ex coniuge?

💬 Secondo voi, qual è l'errore più frequente: pensare che il mantenimento duri per sempre o credere che si possa smettere di pagarlo senza una decisione del giudice?

16 MILIARDI E TUTTO FINISCE?16,68 miliardi di dollari. È la cifra che Meta ha accettato di pagare negli Stati Uniti.Ma l...
26/08/2026

16 MILIARDI E TUTTO FINISCE?

16,68 miliardi di dollari. È la cifra che Meta ha accettato di pagare negli Stati Uniti.

Ma la parte più interessante della vicenda è ciò che, dopo questo accordo, non accadrà: non ci sarà una sentenza.

Meta ha raggiunto un accordo per chiudere il contenzioso promosso da 29 Stati americani sui presunti danni provocati ai minori da Facebook e Instagram.

Le accuse erano molto serie: secondo gli Stati, alcune caratteristiche delle piattaforme sarebbero state progettate per aumentare il tempo trascorso online da bambini e adolescenti. Venivano contestate anche modalità di raccolta dei dati dei minori e le informazioni fornite sulla sicurezza dei servizi.

Meta ha sempre respinto le accuse e l’accordo non costituisce un’ammissione di responsabilità.

È importante ricordare che siamo negli Stati Uniti, con leggi, procedure e un sistema giudiziario molto diversi dal nostro. Non possiamo quindi trasferire automaticamente questa vicenda nel diritto italiano.

Ma rimane una questione che va oltre le differenze tra gli ordinamenti.

Quando sono in gioco possibili danni ai minori, è sufficiente pagare — anche una cifra gigantesca — per evitare che un giudice accerti le responsabilità?

Gli accordi servono a evitare processi lunghi, costosi e incerti. Ma quando sono coinvolti interessi così importanti, il mancato accertamento giudiziario lascia qualcosa di irrisolto.

Perché il punto, alla fine, non sono neppure i 16,68 miliardi.

È la sentenza che non ci sarà.

L’immagine sottostante è stata generata da AI.

25/08/2026

⚖️ Se uno degli eredi non vuole vendere la casa, può bloccare tutti gli altri? Non sempre.

È una delle situazioni più frequenti dopo una successione.

Più fratelli ereditano lo stesso immobile e, a un certo punto, uno dice: "Io non vendo."

Molti credono che quel rifiuto sia sufficiente a impedire qualsiasi decisione.

In realtà, quando un immobile è ereditato da più persone si crea una comunione ereditaria. E la legge riconosce a ciascun coerede il diritto di chiedere, in ogni momento, lo scioglimento della comunione.

Se non si raggiunge un accordo, si può ricorrere al giudice.

E se l'immobile non è materialmente divisibile, il giudice può disporne la vendita, con la successiva ripartizione del ricavato tra gli eredi secondo le rispettive quote.

🎥 In questo video spiego perché il dissenso di un solo coerede non è sempre sufficiente a impedire la vendita di un immobile ereditato e quali strumenti offre la legge per superare le situazioni di stallo.

💬 Secondo voi, è una delle controversie ereditarie che si verificano più spesso nelle famiglie?

22/08/2026

⚖️ Ti sei sacrificato o sacrificata per la famiglia? Il giudice può tenerne conto.

Molte persone pensano che, dopo il divorzio, il giudice guardi soltanto ai redditi attuali.

In realtà, la valutazione è molto più ampia.

Per decidere se spetta l'assegno divorzile, il tribunale ricostruisce anche la storia della coppia: il contributo dato alla vita familiare, le scelte condivise e le eventuali rinunce professionali affrontate per dedicarsi ai figli, alla casa o per sostenere la carriera dell'altro coniuge.

Queste scelte possono avere inciso in modo significativo sulla possibilità di costruire un'autonomia economica.

Per questo il giudice non valuta solo ciò che una persona guadagna oggi, ma anche il percorso che l'ha portata alla situazione attuale.

🎥 In questo video spiego perché il sacrificio fatto per la famiglia può assumere un ruolo centrale nella decisione sull'assegno divorzile.

💬 Secondo voi, il lavoro svolto all'interno della famiglia viene ancora sottovalutato rispetto a quello svolto fuori casa?

**Una neonata viene lasciata nella Culla per la Vita. Che cosa succede adesso?**La piccola che le suore hanno chiamato *...
20/08/2026

**Una neonata viene lasciata nella Culla per la Vita. Che cosa succede adesso?**

La piccola che le suore hanno chiamato **Maria Stella** è stata lasciata l’8 agosto nella Culla per la Vita di via Tambroni, a Bologna, ed è ora ricoverata al Sant’Orsola in buone condizioni.

È una storia che ha suscitato molta emozione, ma anche una domanda: **quale sarà adesso la sorte della bambina dal punto di vista giuridico?**

Il *Corriere di Bologna* mi ha intervistata proprio per cercare di spiegarlo.

Quando un neonato non viene riconosciuto alla nascita, si apre un percorso che deve innanzitutto accertare che non vi sia un genitore biologico disponibile a riconoscerlo e a prendersene cura. Solo successivamente si passa alla vera e propria procedura di adozione.

Non basta, naturalmente, che una coppia si dichiari disponibile ad adottare la bambina. Le coppie aspiranti all’adozione devono avere già superato il vaglio di idoneità e sarà poi **il Tribunale per i minorenni a individuare, tra quelle disponibili, la coppia ritenuta più adatta ad accogliere proprio quella bambina**.

E la madre biologica può ripensarci?

La legge prevede anche questa possibilità. La madre può chiedere la sospensione della procedura volta alla dichiarazione di adottabilità per poter eventualmente procedere al riconoscimento; il periodo di sospensione può arrivare fino a **60 giorni**.

Insomma, l’adozione non è immediata: esistono tempi e garanzie precise, pensati prima di tutto per tutelare la bambina.

Il *Corriere di Bologna* racconta oggi la vicenda e mi ha chiesto di illustrarne gli aspetti giuridici. L’articolo integrale è riservato agli abbonati, ma mi sembrava importante condividere anche qui le informazioni essenziali.

👇 Per chi desidera leggere l’articolo:
https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/26_agosto_20/neonata-culla-vita-bologna-adozione-5bb3de60-340a-4848-91ac-4c3bb8c7cxlk.shtml

Una storia delicata, che ricorda quanto dietro poche righe di cronaca possano esserci percorsi giuridici complessi e, soprattutto, vite che stanno appena cominciando.

L'immagine allegata è stata creata dall'IA

**Una neonata viene lasciata nella Culla per la Vita. Che cosa succede adesso?**La piccola che le suore hanno chiamato *...
20/08/2026

**Una neonata viene lasciata nella Culla per la Vita. Che cosa succede adesso?**

La piccola che le suore hanno chiamato **Maria Stella** è stata lasciata l’8 agosto nella Culla per la Vita di via Tambroni, a Bologna, ed è ora ricoverata al Sant’Orsola in buone condizioni.

È una storia che ha suscitato molta emozione, ma anche una domanda: **quale sarà adesso la sorte della bambina dal punto di vista giuridico?**

Il *Corriere di Bologna* mi ha intervistata proprio per cercare di spiegarlo.

Quando un neonato non viene riconosciuto alla nascita, si apre un percorso che deve innanzitutto accertare che non vi sia un genitore biologico disponibile a riconoscerlo e a prendersene cura. Solo successivamente si passa alla vera e propria procedura di adozione.

Non basta, naturalmente, che una coppia si dichiari disponibile ad adottare la bambina. Le coppie aspiranti all’adozione devono avere già superato il vaglio di idoneità e sarà poi **il Tribunale per i minorenni a individuare, tra quelle disponibili, la coppia ritenuta più adatta ad accogliere proprio quella bambina**.

E la madre biologica può ripensarci?

La legge prevede anche questa possibilità. La madre può chiedere la sospensione della procedura volta alla dichiarazione di adottabilità per poter eventualmente procedere al riconoscimento; il periodo di sospensione può arrivare fino a **60 giorni**.

Insomma, l’adozione non è immediata: esistono tempi e garanzie precise, pensati prima di tutto per tutelare la bambina.

Il *Corriere di Bologna* racconta oggi la vicenda e mi ha chiesto di illustrarne gli aspetti giuridici. L’articolo integrale è riservato agli abbonati, ma mi sembrava importante condividere anche qui le informazioni essenziali.

👇 Per chi desidera leggere l’articolo:
https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/26_agosto_20/neonata-culla-vita-bologna-adozione-5bb3de60-340a-4848-91ac-4c3bb8c7cxlk.shtml

Una storia delicata, che ricorda quanto dietro poche righe di cronaca possano esserci percorsi giuridici complessi e, soprattutto, vite che stanno appena cominciando.

L'immagine sottostante è stata generata da IA.

Indirizzo

Via A. Cervellati 3
Bologna
40122

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:00
Martedì 09:30 - 19:00
Mercoledì 09:30 - 19:00
Giovedì 09:30 - 19:00
Venerdì 09:30 - 18:30

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