27/08/2026
Nato a Salerno nel 1928, Pietro Rescigno è uno dei grandi maestri del diritto civile italiano del Novecento. Si laurea in Giurisprudenza all’Università di Napoli nel 1948, allievo di Francesco Santoro-Passarelli e Alessandro Graziani, e completa la propria formazione tra Cambridge, Tubinga e Heidelberg.
La carriera accademica prende avvio molto presto. Dopo la libera docenza e il concorso a professore straordinario, insegna nelle Università di Macerata, Pavia e Bologna, fino alla chiamata, nel 1970, alla Sapienza di Roma. Qui tiene le cattedre di Istituzioni di diritto privato e Diritto civile, concludendo la carriera accademica nel 2005 come professore emerito.
La sua ricerca attraversa quasi ogni campo del diritto civile: persone, famiglia, obbligazioni, contratto, successioni, proprietà e diritti reali. Particolare rilievo assume il suo interesse per le società intermedie e i diritti della persona, sempre letti nel rapporto con la realtà sociale e in prospettiva comparata. Il suo contributo è decisivo anche nella costruzione di una concezione pluralistica dell’ordinamento.
Tra le opere più importanti figurano Incapacità naturale e adempimento, Interpretazione del testamento, Studi sull’accollo, Persona e comunità e il Manuale di diritto privato, caratterizzato da un metodo che non si limita a descrivere gli istituti, ma ne indaga ragioni, funzione e rapporto con la Costituzione.
Autore e curatore di una produzione vastissima, dirige il Trattato di diritto privato e, con Enrico Gabrielli, il Trattato dei contratti. È Accademico dei Lincei, membro di numerose istituzioni scientifiche e, dal 1951, esercita anche la professione forense.
Nel pensiero di Rescigno il diritto privato non è mai separato dalla società: è uno strumento per leggere la persona, le relazioni e le forme attraverso cui la convivenza civile prende forma.
Testo e illustrazione: Carlotta Artioli