29/08/2026
Stiamo progressivamente assistendo ad una trasformazione del settore commerciale e dell’artigianato con la conseguente scomparsa delle Botteghe e dei negozi di vicinato.
Si, proprio quelli che alzavano le serrande ogni mattina sotto casa, gestite dalla persona conosciuta, amica, familiare e sempre presente ad accoglierti con un “ sorriso” ed a darti “il buongiorno del mattino”.
Piccole attività per lo più gestite a livello familiare che però scandivano i ritmi dei nostri giorni che coloravano e profumavano le vie della nostra Città.
Attività che per tutti noi, svolgono un'imprescindibile funzione sociale e di presidio territoriale, agendo non solo come luoghi commerciali, ma come veri e propri motori di coesione e identità per le comunità locali.
La chiusura di queste attività, lascia vuoti e spazi che, alla meglio, vengono sostituiti con macro-negozi per la vendita di una moltitudine di prodotti.
Se immaginiamo che una comunità si basa sulle relazioni umane, l’idem sentire, la propria storia, le tradizioni, cose che nulla hanno a che vedere con le intelligenze o produzioni artificiali, il percorso che si prospetta mi preoccupa e dunque mi chiedo:
Che ne sarà di noi???
Il tema è molto complesso e per garantire una biodiversità ordinata delle attività commerciali e dei servizi sui territori nonché la presenza fisica dell’uomo è necessario coinvolgere anche le politiche nazionali ed europee ma non per questo la questione non può essere affrontata a livello locale e nemmeno dobbiamo rifiutarci nel fare riflessioni con la consapevolezza che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può contribuire a cambiare le cose…
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(Articolo pubblicato su Araberara)