04/09/2026
AFFIDO ESCLUSIVO: QUANDO PROTEGGERE UN FIGLIO VIENE PRIMA DI TUTTO
L’affidamento condiviso è la regola. Ma non può diventare un automatismo quando è il benessere del minore ad essere in pericolo.
L’art. 337-quater c.c. consente l’affidamento a un solo genitore quando l’affidamento all’altro risulti contrario all’interesse del figlio.
Può accadere in presenza di situazioni gravi e concretamente accertate: violenza domestica o assistita, abusi, maltrattamenti, dipendenze attive, grave disinteresse verso il figlio, comportamenti pericolosi o altre condizioni capaci di compromettere seriamente la capacità genitoriale.
Possono assumere rilievo anche condotte sistematiche dirette a ostacolare ingiustificatamente il rapporto del bambino con l’altro genitore.
Ma attenzione: non bastano accuse, etichette o l’elevata conflittualità della coppia.
Servono fatti e prove.
L’affido esclusivo non dovrebbe mai essere utilizzato per punire l’ex partner o vincere una battaglia processuale.
Un figlio non è un premio.
L’affidamento non è una punizione.
È uno strumento di protezione.
La bigenitorialità resta un valore fondamentale. Ma quando esiste un concreto pregiudizio per il bambino, il suo superiore interesse viene prima di tutto.
Avv. Romina Centrone
Diritto di famiglia • Tutela della persona e del patrimonio