23/07/2026
Approvata la legge delega di riforma dell’ordinamento forense: molte delle proposte avanzate da AIGA trovano accoglimento.
Un risultato importante, frutto di un lavoro costante e di un confronto istituzionale portato avanti per due anni. AIGA ha partecipato attivamente ai lavori di elaborazione della riforma della legge professionale forense, con riunioni settimanali a Roma e un impegno continuo per portare all’attenzione del legislatore le esigenze dell’avvocatura più giovane e del futuro della professione.
Tra le principali novità recepite:
* Riforma dell’esame di Stato, con una prova scritta articolata in parere e atto giudiziario, prova orale secondo l’attuale modello “Trifasico”, possibilità di utilizzare il codice commentato e strumenti informatici;
* Riduzione della durata delle scuole forensi, da 18 a 12 mesi, con previsione di criteri di accesso e partecipazione collegati anche alla situazione economica tramite ISEE;
* Reintroduzione del patrocinio abilitativo, consentendo ai praticanti di seguire propri clienti e percepire il relativo compenso;
* Equo compenso con efficacia erga omnes, non più limitato ai rapporti con i cosiddetti contraenti forti, con attribuzione al parere di congruità del COA di efficacia di titolo esecutivo, evitando il necessario ricorso al giudice per il recupero dei compensi;
* Nuove forme di aggregazione professionale, attraverso la “rete tra professionisti”, uno strumento più flessibile e meno oneroso rispetto alla società tra avvocati e agli studi associati;
* Superamento dell’attuale regime delle incompatibilità, con maggiore apertura alla partecipazione degli avvocati in organismi societari, anche con funzioni gestorie, nei limiti previsti dalla disciplina;
* Regolamentazione del collaboratore di studio in regime di monocommittenza (con obbligo di contratto scritto, compenso minimo, tutele in caso di maternità, malattia e infortunio, oltre al necessario preavviso negli altri casi di recesso, previsti dai decreti attuativi);
* Riserva della competenza esclusiva per l’attività stragiudiziale, anche se il testo approvato ha subito un ridimensionamento rispetto alla proposta originaria, a seguito delle diverse posizioni emerse durante l’iter parlamentare.
* introduzione del patto quota tra avvocato e cliente, ossia l’accordo con cui il compenso dell’avvocato viene collegato al risultato della causa, ad esempio stabilendo che il professionista riceva una percentuale della somma ottenuta dal cliente.
Questi sono solo alcuni degli interventi previsti. Ora sarà fondamentale seguire la fase dei decreti attuativi, nella quale si definiranno concretamente molti aspetti della riforma.
Un percorso complesso, portato avanti con determinazione e con la convinzione che il futuro dell’avvocatura passi dalla capacità di innovare, tutelare la qualità professionale e garantire condizioni più sostenibili, soprattutto per le nuove generazioni.