Avvocato Costanza Basile

Avvocato Costanza Basile Avvocato esperto in Responsabilità Medica, dir. Immobiliare, dir. di Famiglia, Recupero crediti Lo Studio Legale dell'Avv.

Civilista Costanza Basile si occupa di responsabilità medica (è membro dal 2004 del Tribunale per i Diritti del Malato), diritto di famiglia, infortuni sul lavoro, recupero crediti, contratti, mediazione immobiliare, diritti reali, infortunistica e sinistri stradali, locazioni, condominio, eredità. Costanza Basile assicura:

tutela tempestiva, efficace e completa nei vari ambiti del diritto civile

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massima disponibilità, attenzione alle esigenze dell’assistito e ascolto e tutela della persona nella sua interezza;
tariffe concordabili e possibilità di accordi di consulenza e assistenza continuativa.

10/03/2026

LA MANCATA CONSEGNA DEL CERTIFICATO DI AGIBILITA' LEGITTIMA IL RECESSO
Cass Civ. Sez.II del 2.2.2026 n.2132 ha rimarcato ancora una volta la gravità della manata consegna del certificato di agibilità di un immobile, che non è causa di nullità del contratto, ma costituisce grave inadempimento che legittima il recesso dell'altro contraente promissario acquirente e la restituzione a questi del doppio della caparra confirmatoria ricevuta dal promittente venditore inadempiente.

Si legge nella sentenza:

"Questa Corte ha, infatti, costantemente affermato che il mancato rilascio della licenza di abitabilità (o di agibilità, secondo la terminologia usata negli articoli 24, 25, e 26 del testo Unico in materia edilizia approvato con il d.P.R. 2380/2011) integra un inadempimento del venditore per consegna di aliud pro alio, adducibile da parte del compratore in via di eccezione, ai sensi dell'art. 1460 cod. civ. o come fonte di pretesa risarcitoria per la ridotta commerciabilità del bene, a meno che egli non abbia espressamente rinunciato al requisito dell'abitabilità o esonerato comunque il venditore dall'obbligo di ottenere la relativa licenza. Da tale principio si ricava che per i contratti di compravendita - e, quindi, a maggior ragione, per i contratti preliminari di compravendita - la mancata consegna o il mancato rilascio del certificato di agibilità o l'insussistenza delle condizioni perché tale certificato venga rilasciato incidono sul piano dell'adempimento, e non su quello della validità, del contratto..."

10/03/2026

RESPONSABILITÁ MEDICA
PROVATA LA RESPONSABILITÁ DELLA STRUTTURA PER IL DECESSO

Da′ soddisfazione riuscire a far giustizia e far riconoscere mediante accertamento tecnico preventivo innanzi al Tribunale di Imperia che il decesso di una paziente già fragile è stato causato dalla grave negligenza e trascuratezza nell′assistenza da parte della casa di riposo in cui era ricoverata. É inammissibile causare la morte di una persona per sepsi a causa di una gravissima piaga da decubito né rilevata, né trattata, come pacificamente accertato dai CTU.
Questo dà senso al mio lavoro, in cui credo fermamente!

05/03/2026

IL MIGLIOR INTERESSE DEL. MINORE IN SEPARAZIONE E DIVORZIO

Cass. Civ. del 26.1.2026 n.1768 ha sancito che nel disciplinare l’affido ed il collocamento del minore in sede di separazione e divorzio occorre avere riguardo al preminente miglior interesse del minore.

In primo grado era stato disposto l’affidamento del minore presso il Comune deputato a prendere le decisioni in materia di salute ed educazione del minore ed il collocamento del bambino presso il padre che viveva in provincia di Como; erano stati disciplinati i diritti di visita della madre, che si era trasferita a vivere a Zurigo.

La Corte d’Appello di Milano aveva, invece, deciso che il minore stesse pariteticamente a settimane alterne dal padre e dalla madre con prelievo presso l’altro genitore a carico del genitore che prendeva il figlio.

In pratica il bambino doveva fare circa 10 ore di macchina ogni settimana per fare la spola dalla provincia di Como a Zurigo e viceversa e non si capisce neanche come avrebbe frequentato successivamente la scuola (all’epoca il bambino aveva 5 anni).

La Corte di Cassazione ha cassato tale pronuncia ritenendola non emessa nel preminente interesse del minore con rinvio alla Corte d’Appello per un riesame ed ha sancito che “...l'”interesse del minore”, divenuto, nel lessico fatto proprio anche dalla giurisprudenza nazionale “il migliore interesse del minore” o, ancora, “la soluzione migliore per il bambino o l’adolescente”, sia stato nel tempo utilizzato – in affinamento di un interesse, quello del minore, che declinato in concreto rispetto alle singole fattispecie esaminate, è ormai inteso quale punto di equilibrio tra diverse esigenze – in un bilanciamento motivato e proporzionato, all’interno del quale permane la valutazione di altri interessi senza che la posizione del minore di età debba sempre prevalere ….

[…]

La specificità del caso concreto diviene anche nei più recenti orientamenti di questa Corte l’occasione per dare contenuto, di volta in volta e in concreto, al best interest quale strumento capace di orientare la ricerca della migliore soluzione per il minore anche con superamento di ogni presunzione….

05/03/2026

MEDIAZIONE IMMOBILIARE ATIPICA

Mentre nella mediazione ex art. 1754 c.c. il mediatore non è legato a nessuna delle parti contrattuali da alcun rapporto di collaborazione, dipendenza o rappresentanza, invece nella c.d. mediazione atipica sussiste un vincolo di natura prevalentemente contrattuale per la presenza di un conferimento di incarico e, dunque, di un legame con una delle parti.
Così mentre nella mediazione tipica il diritto alla provvigione sorge ex art. 1755 c.c. (il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l’affare è concluso per effetto del suo intervento), nella mediazione atipica sorge automaticamente solo nei confronti della parte che ha conferito l’incarico ex artt. 1709 e 1720 c.c., configurandosi più come una retribuzione relativa all’incarico affidato al mediatore.
La Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi in merito alla questione della provvigione nella mediazione atipica, ha confermato la possibilità che tale diritto possa insorgere anche in tale situazione.
Nello specifico, con la Sentenza n. 29287 del 2018 ha sottolineato che la sussistenza di un contratto di mandato a vendere non esclude ipso facto il diritto alla provvigione nei confronti della controparte: la circostanza che la mediazione sia il frutto non di spontanea attività del mediatore bensì di un impulso di una delle parti non ha alcuna rilevanza di per sé.
Dice la menzionata sentenza che ciò che è decisivo non è tanto l’imparzialità del suo operare (del mediatore) quanto la riconoscibilità esterna della posizione terza che egli assume nel successivo rapporto con entrambe le parti.
Non è assolutamente da escludere che il procacciatore d’affari incaricato da una delle parti di trovare un acquirente (o un venditore) possa agire come mediatore e di conseguenza possa avere diritto, oltre che al compenso pattuito, anche alla provvigione dalla controparte della quale abbia comunque curato gli interessi.
Ancora la Suprema Corte sottolinea che “occorre avere riguardo, in materia, al concreto atteggiarsi del rapporto, e in particolare alla natura dell’attività svolta e agli accordi concretamente intercorsi con la parte che non ha conferito l’incarico” (Cass. Civ., Ord. n. 26682/2020).

05/03/2026

SE L'IMMOBILE NON HA AGIBILITA' RISARCISCE IL NOTAIO

A norma di Cass. Civ., terza Sez, del 24.1.2026 n.1603: “Il “grado di diligenza” chiesto al notaio ai sensi dell’articolo 1176, secondo comma, c.c. sarebbe invero superiore a quello di altre categorie professionali (si invocano le fattispecie di cui agli articoli 28 L. 89/1913 – legge notarile – e 54 r.d. 1326/1914), e la sua attività includerebbe “normalmente” indagini e verifiche “non necessariamente” previste espressamente nell’incarico. Tale obbligo deriverebbe “dall’integrazione del contratto secondo buona fede”, per cui incorrerebbe in colpa professionale il notaio che redige l’atto senza aver diligentemente compiuto tutta l’attività necessaria per la certezza degli effetti tipici e del risultato pratico perseguito ed esplicitato dalle parti (Cass. 4911/2022), salvo espressa e concorde dispensa rilasciata dalle parti stesse (Cass. 10493/1999).
[…]
…la questione in esame….si incentra…sugli obblighi di oggettiva buona fede del notaio (tra i più recenti arresti massimati, si vedano al riguardo Cass. 7185/2022, Cass. 21775/2019 e Cass. 12482/2017), il che include pure l’obbligo informativo e di consiglio (ancora tra i più recenti arresti massimati si rinvengono Cass. 4911/2022 e Cass. 7283/2021; e v. anche Cass. 7707/2007). E su questa linea si è giunti proprio ad affermare, specificamente e condivisibilmente, con Cass. 10296/2012 che il notaio risponde dei debiti subiti dall’acquirente per assenza nell’immobile dei requisiti necessari per il rilascio del certificato di agibilità, nulla rilevando che ciò avrebbe potuto essere agevolmente accertato dallo stesso acquirente, “quando non sia dimostrato che il professionista abbia informato il cliente di tale situazione delle sue possibili conseguenze” (e cfr. già Cass. 1426/1978, per cui è legittimo il rifiuto del notaio di procedere alla stipula della compravendita immobiliare qualora manchi il certificato di agibilità).

12/09/2024

Un buon accordo e' sempre la soluzione migliore, ma se non e' possibile, poi si combatte senza perdere un colpo!

31/08/2024

Si riparte con la grinta e la passione di sempre!

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Via Palma Il Vecchio 45
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