Avvocato Massimiliano Dileo

Avvocato Massimiliano Dileo studio legale

In sintesi cosa prevede la riforma oggetto di referendum del 22/23 Marzo e perche' votare SI . Nel referendum giustizia ...
23/02/2026

In sintesi cosa prevede la riforma oggetto di referendum del 22/23 Marzo e perche' votare SI
.
Nel referendum giustizia 2026 ( che non e' un referendum pro o contro la Meloni come parte della politica di sinistra sta facendo credere ) gli elettori sono chiamati a pronunciarsi su una revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. La riforma non incide sull’autonomia e indipendenza della magistratura, ma interviene sulla sua organizzazione interna e sui meccanismi di autogoverno.
In particolare, il testo approvato dal Parlamento prevede la creazione di due Consigli Superiori distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Entrambi gli organi mantengono una composizione a prevalenza togata, analoga a quella attuale, ma operano separatamente, affidando ai pubblici ministeri un autonomo organo di autogoverno distinto da quello della magistratura giudicante.
La riforma introduce inoltre una Corte disciplinare di rango costituzionale, alla quale viene attribuita la competenza sui procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Anche questo organo è composto in prevalenza da magistrati, ma si distingue dagli attuali Consigli Superiori, che non svolgeranno più funzioni disciplinari, concentrandosi sul governo delle carriere.
Un ulteriore profilo rilevante riguarda le modalità di selezione dei componenti degli organi di autogoverno. La riforma prevede il ricorso al sorteggio, in luogo del tradizionale sistema fondato sul voto, con l’obiettivo dichiarato di incidere sulle dinamiche associative e sul ruolo delle correnti all’interno della magistratura.
Votare SÌ significa confermare questa riforma per Magistrati piu' liberi e indipendenti per questo io VOTO SI

23/02/2026

La Cassazione conferma l’obbligo di rimborso per le spese straordinarie utili e sostenibili, anche se non concordate prima dal padre e dalla madre.

23/02/2026

DOVE SIAMO RIMASTI
(che fine hanno fatto le toghe del caso Tortora)

Il procuratore Felice Di Persia, che ordinò il blitz contro Tortora, è diventato procuratore capo a Nocera inferiore e nel 2014 membro del Csm per la corrente di Magistratura indipendente.

Lucio Di Pietro, il procuratore che affiancò Di Persia, è diventato procuratore generale a Salerno e poi procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia.

Il magistrato Luigi Sansone, negli anni Duemila, è diventato presidente della Sesta sezione penale della Cassazione.

Il procuratore Diego Marmo, l’uomo che aveva definito Tortora «cinico mercante di morte», e che l’aveva accusato di essere «stato eletto al Parlamento europeo con i voti della camorra», è diventato procuratore capo al tribunale di Torre Annunziata e, nel 2014, assessore alla legalità al comune di Pompei. Avete letto bene.

L’altro giudice di Tortora Orazio Dente Gattola (Dente fa parte del cognome) negli anni Duemila è diventato Presidente di sezione a Torre Annunziata.

Anche un altro giudice, Angelo Spirito, nel 1998 risultava già in servizio alla Corte di Cassazione.

Il giudice istruttore Giorgio Fontana merita invece un approfondimento: durante un interrogatorio tentò di ingannare Tortora dicendogli: «Ma lo dica Tortora, lo dica che lei usava droga… Non è mica un reato, sa?»; Fontana poi gli rifiutò i domiciliari dicendo che per i suoi guai di salute sarebbe bastato un trattamento farmacologico (in carcere) anche in virtù della «pericolosità dell’imputato», del resto «rimetterlo in libertà comprometterebbe le esigenze di tutela della collettività»; quando poi Tortora fu assolto, e il ministro Giuliano Vassalli annunciò dei provvedimenti, Fontana divenne furibondo: «È una vergogna, non intendo subire alcun procedimento disciplinare, mi dimetto dalla magistratura, il ministro ha rispolverato il caso solo per motivi politici, lo denuncerò per interesse privato in atto d’ufficio».
Va detto che Fontana mantenne la promessa: si lasciò decadere dal servizio» e fece l’avvocato a Napoli, malgrado l’Avvocatura vietasse ai magistrati di esercitare nel distretto in cui avevano operato in precedenza: tra i suoi assistiti Gianni Melluso detto «il bello», pentito e calunniatore di Tortora che restò nel programma di protezione per molti anni e che nel 1992 rilasciò un’intervista e tornò a calunniare Tortora.
Anni dopo, nel 1995, Melluso racconterà di aver inchiodato Tortora seguendo un copione che i magistrati gli avevano suggerito di recitare in cambio della libertà: ma era pur sempre la parola di un pentito.
Per chiudere il capitolo Giorgio Fontana: dieci anni dopo l’assoluzione di Tortora, disse che «non ci fu errore giudiziario, come molti si ostinano a ripetere».

E a proposito di assoluzioni: nessuno cita mai Michele Morello, il giudice che assolse Tortora in Appello anche se non fece, diversamente da qualche collega sopra citato, una grande carriera: passò alla Procura circondariale e solo alla fine divenne Procuratore generale a Campobasso. Non solo: Morello fu messo sotto procedimento disciplinare al Csm per una dichiarazione rilasciata ai giornalisti subito dopo la lettura dell’assoluzione di Tortora: «Abbiamo condannato chi andava condannato e assolto chi andava assolto», frase che fu ritenuta «violazione del segreto della camera di consiglio», anche se il fascicolo, forse per imbarazzo, fu lasciato estinguere per prescrizione dal Csm.

E a proposito del Csm: il plenum, riunito nell’aprile 1989, votò a maggioranza l’archiviazione di ogni accusa nei confronti dei magistrati; tra i pochi a ribellarsi ci fu Giancarlo Caselli, che parlò di «sciatteria» e di «gravi omissioni» dei colleghi napoletani oltreché di gente arrestata per omonimia e tenuta in galera per due anni e mezzo. Inoltre: le ispezioni ministeriali promosse dal guardasigilli Giuliano Vassalli non diedero risultati, Vassalli ci riprovò ancora ma senza risultati.

Più in generale: ogni causa al tribunale civile di Roma e alla Corte europea dei diritti dell’uomo si è insabbiata in un mare di cavilli e comunque non ha portato a nessuna responsabilità disciplinare. Nessuna toga ha ufficialmente sbagliato per il caso Tortora.
I magistrati accusatori di Tortora querelarono semmai vari giornalisti e denunciarono per calunnia gli avvocati che avevano vanamente promosso una causa contro di loro, tipo Giandomenico Caiazza e Vincenzo Zeno-Zencovich; tra i giornalisti fece rumore invece una querela contro Giuliano Ferrara, la quale, pure, registrò un perfetto silenzio dell’Ordine dei giornalisti e anche dell’Usigrai - Ferrara aveva un programma su Raitre.

Dove eravamo rimasti? Per ora siamo fermi alla miglior biografia su Enzo Tortora che abbiamo mai letto in assoluto, «Applausi e sputi» di Vittorio Pezzuto appena rieditata da Piemme: qualcosa che dovrebbero leggere e rileggere colleghi, avvocati, magistrati, cittadini e scolari che credono di sapere e invece non sanno, credono di ricordare e invece non ricordano, credono che ogni tanto succeda ancora qualcosa, nel mondo della malagiustizia italiana, e invece è già successo tutto: ma di più. E quindi: dove eravamo rimasti?
Siamo immobili, fermi ad allora. Ma c’è un referendum.

Filippo Facci

07/07/2025

IN TEMA DI RESPONSABILITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PER DANNI CAUSATI DA CANI RANDAGI, con la sentenza n. 16788 del 23.06.2025, la Cassazione ha affermato che «la prova che la pubblica amministrazione non abbia apprestato un efficace servizio di prevenzione del randagismo (e dunque la prova della condotta omissiva) non può trarsi dal mero fatto che un cane randagio abbia causato un danno. In primo luogo, perché l'obbligazione della pubblica amministrazione di prevenire il randagismo è una obbligazione di mezzi, non di risultato: dunque dal fatto noto che il risultato non sia stato raggiunto non può risalirsi al fatto ignorato che l'insuccesso sia dovuto a colpa della stessa pubblica amministrazione. In secondo luogo, perché l'essenza della colpa consiste non solo nella prevedibilità, ma anche nella prevenibilità. E nemmeno il più capillare ed efficiente servizio di cattura potrebbe impedire del tutto che un animale randagio possa comunque trovarsi in un determinato momento sul territorio comunale».

01/07/2025

📣 𝐂𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐥𝐞𝐜𝐢𝐭𝐨?
𝐿𝑎 𝐶𝑎𝑠𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖𝑐𝑒 𝑠𝑖̀, 𝑚𝑎 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑖.

Con la sentenza n. 22341/2025, la Corte ha assolto una donna accusata di diffamazione su Facebook. La frase incriminata era colorita, ma – secondo i giudici – non superava i confini del diritto di critica.
💬 Il linguaggio sui social può essere diretto e aspro, ma non può mai diventare un’aggressione personale gratuita.
👩‍⚖️ Una sentenza importante per tutti: cittadini, amministratori, comunicatori. Perché stabilisce cosa possiamo (e non possiamo) dire online, senza rischiare una condanna penale.

📖 Leggi l’approfondimento completo sull’articolo: [clicca sul link nel primo commento]

01/07/2025

𝐂𝐨𝐧 𝐥’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐧. 𝟏𝟕𝟎𝟗𝟓/𝟐𝟎𝟐𝟓, la Prima Sezione Civile della Cassazione torna sul tema – complesso e attualissimo – dell’assegnazione dell’abitazione familiare quando l’immobile è di proprietà di un terzo, spesso un genitore del coniuge, che lo ha concesso in comodato.

𝐏𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞:

- Il diritto all’assegnazione della casa familiare, ai sensi dell’art. 337-sexies c.c., prevale sulle istanze restitutorie del comodante, se funzionale alla tutela dei figli minori.

- La restituzione può essere chiesta solo per esigenze sopravvenute, gravi e documentate. Nessuna valutazione automatica, ma esame concreto e rigoroso.

- La funzione sociale dell’abitazione prevale sul titolo di proprietà, quando è in gioco la continuità dell’habitat domestico del minore.

𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐥'𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐢 👉 link al primo commento

01/07/2025

👨‍👩‍👧‍👦 𝐒𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐢? 𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢
📍 𝑁𝑢𝑜𝑣𝑒 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑇𝑟𝑖𝑏𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑀𝑖𝑙𝑎𝑛𝑜 (2025)

Quando si parla di spese straordinarie – visite mediche, gite scolastiche, sport, corsi extra – ci si chiede sempre:
❓ Chi deve pagarle?
❓ Serve il consenso dell’altro genitore?
❓ Come si richiede il rimborso?
🆕 Le nuove linee guida del Tribunale di Milano mettono ordine e chiarezza:
✅ Cosa rientra nell’assegno di mantenimento
✅ Quando serve l’accordo scritto
✅ Come tutelare i figli con disabilità o non ancora autosufficienti
✅ Quali sono i tempi e le modalità per chiedere il rimborso

📩 Una guida utile per genitori separati e divorziati, per evitare litigi e garantire ai figli ciò di cui hanno bisogno.

💡 Vuoi sapere nel dettaglio cosa prevede il documento?

👉 Leggi tutto qui: [link nel primo commento]

01/07/2025

📚 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐝𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚?
𝐸̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛. 33/2025 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑈𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑠𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒: 𝑢𝑛’𝑎𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑜𝑑𝑜𝑡𝑡𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑑𝑒𝑐𝑟𝑒𝑡𝑜 𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 (𝑑.𝑙. 48/2025, 𝑐𝑜𝑛𝑣. 𝑙. 80/2025).

🧾 La relazione esamina:
🔸 i profili critici della decretazione d’urgenza,
🔸 le modifiche al codice penale,
🔸 le aggravanti sui reati contro pubblici ufficiali,
🔸 il nuovo reato di detenzione a fini terroristici,
🔸 le norme sulla canapa e le misure di prevenzione.
In alcuni casi vengono riportate solo le critiche dottrinali, in altri si propongono letture costituzionalmente orientate, e talvolta emergono valutazioni più nette.
🤔 E una domanda resta sullo sfondo: fino a dove può (e deve) spingersi l’Ufficio del Massimario?

👉 Per approfondire, leggi l’articolo dedicato cliccando sul link nel primo commento

01/07/2025

𝐂𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐨, 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐝 𝐚𝐠𝐢𝐫𝐞 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐢𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐆𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐚: 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐒𝐏𝐕 𝐞 𝐝𝐞𝐛𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢

Nel contenzioso bancario, è sempre più frequente che le società veicolo (SPV), a seguito di operazioni ex art. 58 TUB, agiscano in giudizio per il recupero dei crediti ceduti. Ma quale valore ha, processualmente, la pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale? È sufficiente per dimostrare la titolarità del credito?

𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐢 👉 link al primo commento

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Via Simplicio Pappalettere, N. 16
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76121

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