Avvocata Gabriella Panaro

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Avvocata Gabriella Panaro Avvocata e amministratrice di sostegno
www.gabriellapanaro.it Lo Studio Legale dell'avv. Gabriella Panaro si occupa principalmente di tutela dei consumatori.

Forte della collaborazione della titolare con associazioni di consumatori di Bari, lo studio affronta le più svariate problematiche legate ai diritti del cittadino in materia principalmente di opposizione a cartelle di pagamento, fermi ed ipoteche, ma anche relativamente a problemi con banche ed assicurazioni, in materia di vacanza rovinata, di acquisto di prodotti difettosi per ottenere il risarcimento del danno. Inoltre, si affrontano in via stragiudiziale e giudiziale le problematiche relative ai rapporti con i gestori di telefonia (conciliazione al Corecom), con gli enti fornitori di energia elettrica e gas, nonché con Poste Italiane anche in questo caso in un'ottica di preliminare tentativo di riconciliazione allo scopo di evitare al cliente inutili e gravosi costi aggiuntivi. Mediatore e Amministratore di sostegno presso il Tribunale di Bari. Attività: Avvocato civilista, recupero crediti, recupero danni da incidenti stradali, risarcimento danni da buche stradali. Servizi: consulenza per incidenti stradali, consulenza per l'incasso di fatture insolute, deposito decreti ingiuntivi, domiciliazioni, fermo amministrativo, indagini per recupero crediti, valutazioni per recupero crediti. Specializzazioni: Contenziosi civili per risarcimento danni, separazioni coniugali. Attività legali: amministrazioni di sostegno, tutele. Diritto dei consumatori, infortunistica, ricorsi per cartelle esattoriali, fermi, ipoteche, risarcimento danni. Contatti:

📌 Puoi scegliere tu chi vorresti accantoPochi lo sanno: l’amministrazione di sostegno si può anche pensare in anticipo. ...
19/10/2026

📌 Puoi scegliere tu chi vorresti accanto

Pochi lo sanno: l’amministrazione di sostegno si può anche pensare in anticipo. Puoi indicare davanti a un notaio la persona di cui ti fidi, per il giorno in cui, per una malattia o una fragilità, non riuscissi più a occuparti da solo dei tuoi interessi.

Non succede nulla subito: la tua scelta resta lì e conta solo se e quando ci sarà davvero bisogno di un sostegno. A quel punto sarà il giudice a nominare l’amministratore e, di regola, rispetterà la tua indicazione, a meno che ci siano motivi seri per non farlo.

Se cambi idea, puoi revocarla con le stesse formalità.

È un modo per restare protagonisti anche nei momenti di fragilità e per risparmiare ai tuoi cari decisioni difficili prese al buio.

Se potessi scegliere oggi, chi vorresti accanto a te nei momenti più delicati?

C'è una storia che ho seguito con il cuore oltre che con la professione: una madre separata che ha scelto per suo figlio...
16/10/2026

C'è una storia che ho seguito con il cuore oltre che con la professione: una madre separata che ha scelto per suo figlio, un ragazzo con sindrome di Down, una scuola in grado di offrirgli un supporto educativo adeguato alla sua crescita.

Il padre, informato solo a decisione presa, si è rifiutato di contribuire alle spese. Lei non ha chiesto tutto: solo la metà, nonostante le sue possibilità economiche fossero molto più modeste delle sue.

Il giudice le ha dato ragione, riconoscendo che un genitore non può sottrarsi al proprio ruolo solo perché non è stato consultato — soprattutto quando in gioco c'è il benessere di un figlio fragile.

È una storia che dice qualcosa di importante: la fragilità non è mai una colpa e i diritti dei genitori sono prima di tutto doveri di cura.

Il racconto completo qui:

Il giudice condanna il padre a rimborsare metà delle rette scolastiche per il figlio con sindrome di Down, iscritto dalla madre in una scuola privata con supporto educativo specifico.

📌 Quando bisogna scegliere una cura, chi decide?È una delle domande che fanno più paura in famiglia: un genitore, un fra...
14/10/2026

📌 Quando bisogna scegliere una cura, chi decide?

È una delle domande che fanno più paura in famiglia: un genitore, un fratello deve affrontare un intervento o una terapia, e non riesce più a capire fino in fondo cosa gli viene proposto. Chi può dire sì o no al suo posto?

Una recente ordinanza della Cassazione (n. 1396/2026) ricorda alcuni punti fermi: l'amministratore di sostegno può ricevere il potere di dare il consenso alle cure ma non in automatico. Lo decide il giudice tutelare, con un provvedimento motivato, solo quando la persona non è davvero in grado di comprendere cosa le viene proposto e, soltanto, per quanto è strettamente necessario.

Poi c'è la parte che mi sta più a cuore: la persona va ascoltata, sempre. Anche quando non può decidere da sola, i suoi desideri, le sue paure, le sue preferenze contano e chi la accompagna ha il dovere di tenerne conto.

Proteggere non significa sostituirsi ma restare accanto, con rispetto, anche nelle scelte più delicate.

Tu ne hai mai parlato in famiglia: cosa vorresti che gli altri sapessero di te, se un giorno dovessero scegliere al posto tuo?

📌 Uno scontrino non è un sospetto, è un modo di prendersi curaCapita che, ai famigliari o ai beneficiari, la richiesta d...
12/10/2026

📌 Uno scontrino non è un sospetto, è un modo di prendersi cura

Capita che, ai famigliari o ai beneficiari, la richiesta di conservare scontrini e ricevute sembri una forma di controllo, quasi una mancanza di fiducia. Capisco questo sentimento e vorrei provare a rassicurarti.

I giustificativi non servono a impedire di spendere, né a mettere in discussione le scelte di chi si sta accompagnando. Servono a rendicontare: a raccontare, con chiarezza, come sono stati usati i soldi, perché è questo che la legge chiede a chi svolge il ruolo di amministratore di sostegno.

L'amministratore non decide al posto del beneficiario come vivere o come usare il proprio denaro. Lo affianca ma, per farlo bene e nel suo esclusivo interesse, ha bisogno di avere un quadro chiaro: sapere dove sono andate le risorse, poter dimostrare che sono state impiegate per il benessere della persona, poter intervenire in tempo se qualcosa non torna.

Un cassetto con le ricevute in ordine, in fondo, è anche una forma di tutela per tutti: per il beneficiario, perché ogni spesa è trasparente; per la famiglia, perché non restano dubbi; per chi lo segue, perché può fare il proprio lavoro con serenità.

Tu come vivi questo aspetto: ti sembra un peso burocratico o l'hai mai visto come una rassicurazione?

📌 Venerdì pomeriggio: un libro per cambiare prospettivaQuesto pomeriggio mi concedo una pausa con Malinconico Blues di D...
09/10/2026

📌 Venerdì pomeriggio: un libro per cambiare prospettiva

Questo pomeriggio mi concedo una pausa con Malinconico Blues di Diego De Silva. Può sembrare un diversivo lontano dal mio lavoro, eppure per me non lo è.

Quando si seguono situazioni delicate, si rischia di guardarle sempre dallo stesso punto di vista. Allontanarsi un momento dalle carte e entrare nella storia di qualcun altro aiuta la mente ad aprirsi: a notare sfumature che prima non vedevi, a immaginare strade diverse, a trovare a volte la soluzione che cercavi da giorni.

Credo sia anche un modo per prendermi cura delle persone che assisto. Una mente riposata e curiosa ascolta meglio e le persone fragili meritano chi sa guardare oltre l'ovvio.

Buon pomeriggio a chi si concede una pausa.

Tu cosa fai per allargare i tuoi orizzonti: un libro, una passeggiata, una chiacchierata con qualcuno?

📌 Quando il pericolo non arriva da fuori ma da dentro casaSeguo da tempo una donna che chiamerò Laura, una persona sola,...
07/10/2026

📌 Quando il pericolo non arriva da fuori ma da dentro casa

Seguo da tempo una donna che chiamerò Laura, una persona sola, con una fragilità che non si vede subito: fatica a valutare le conseguenze delle proprie scelte, soprattutto quando si tratta di denaro.

Non era in difficoltà economica, il problema era un altro: in casa con lei viveva una parente che, con il tempo, aveva preso a influenzarla in ogni decisione — anche quelle sulle spese, che finivano per essere quasi sempre "per due", senza che lei se ne accorgesse davvero.

Non c'era un reato, non c'era nulla di eclatante. C'era solo un lento, silenzioso squilibrio, di quelli che si notano solo quando il danno è già fatto.

Ho chiesto al giudice tutelare di fissare un tetto massimo di spesa mensile: non un castigo ma un confine protettivo, calibrato sulle sue reali esigenze. Da lì, le cose sono cambiate: più chiarezza nella gestione, meno spazio per chi approfittava della sua fiducia.

È un aspetto di questo lavoro che mi sta particolarmente a cuore: la fragilità non sempre si vede e proteggere qualcuno non significa controllarlo — significa prevenire, prima che sia troppo tardi.

Vi è mai capitato di notare, in famiglia, una dinamica simile — qualcuno che "approfitta", magari senza nemmeno rendersene conto?

📌 L'amministrazione di sostegno anche per un solo attoUno dei timori più comuni che incontro: l'amministrazione di soste...
05/10/2026

📌 L'amministrazione di sostegno anche per un solo atto

Uno dei timori più comuni che incontro: l'amministrazione di sostegno è qualcosa di totale, che prende in carico ogni aspetto della vita di chi ne ha bisogno e, soprattutto, per sempre. Spesso non è così.

Mi è capitato di seguire un figlio che doveva solo firmare, per conto del padre gravemente malato, un documento legale che il padre non era più in grado di sottoscrivere. Nient'altro. Abbiamo chiesto la nomina solo per quel singolo atto e, una volta firmato, l'incarico si è concluso.

In un altro caso, una signora di 99 anni, lucida ma non più in grado di gestire pratiche complesse, aveva bisogno solo di firmare l'acquisto di un'auto per il figlio. Anche lì, una nomina limitata a quell'unico atto, senza toccare nient'altro della sua autonomia.

Sono esempi che mi piace raccontare perché ribaltano un'idea diffusa: questo strumento può essere piccolo, puntuale, su misura — non è una gabbia ma un aiuto mirato esattamente dove serve.

Tu pensavi che l'amministrazione di sostegno riguardasse sempre "tutto" o sapevi già che si può chiedere anche solo per un atto specifico?

📌 2 ottobre, festa dei nonniC'è una frase che mi torna in mente ogni anno in questo giorno: i nonni sono le prime person...
02/10/2026

📌 2 ottobre, festa dei nonni

C'è una frase che mi torna in mente ogni anno in questo giorno: i nonni sono le prime persone che ci hanno insegnato cosa significa essere amati senza condizioni.

Ci hanno aspettato all'uscita da scuola, ci hanno raccontato storie la sera, ci hanno protetti anche quando sbagliavamo. Oggi tocca a noi restituire quella cura, nei modi in cui ne hanno bisogno — a volte una telefonata in più, a volte una mano concreta nelle cose di ogni giorno, a volte un accompagnamento più attento quando la fragilità si fa sentire.

Prendersi cura di loro non è un obbligo da assolvere in fretta, è lo stesso amore che ci hanno insegnato e che noi restituiamo.

Cosa ricordi di più dei tuoi nonni? Scrivilo nei commenti.

📌 Chi si è preso cura di noi da piccoli merita di essere accompagnato oraC'è una frase che ripeto spesso a me stessa in ...
30/09/2026

📌 Chi si è preso cura di noi da piccoli merita di essere accompagnato ora

C'è una frase che ripeto spesso a me stessa in questo lavoro: chi ci ha cresciuto, chi ci ha visto camminare la prima volta, chi ci ha aspettato ogni giorno tornando da scuola, e ogni sera tornando a casa, un giorno può avere bisogno che qualcuno faccia lo stesso per lui o per lei.

Diventare amministratore di sostegno per un genitore, uno zio, un fratello, è un gesto d'amore importante. Tuttavia, è anche un impegno vero, fatto di rendiconti, scadenze, decisioni da prendere con cura e responsabilità che non vanno sottovalutate.

Non tutti possono, o vogliono, farsene carico da soli e va bene così. In alcuni casi, affidare questo ruolo a un professionista non è "delegare l'affetto": è scegliere che chi se ne occupa abbia il tempo, la competenza e la serenità per farlo bene, restando comunque accanto al proprio caro con la vicinanza che solo un figlio, un nipote, un fratello può dare.

L'importante è una cosa sola: che chi ha bisogno di essere accompagnato, lo sia davvero, con la stessa pazienza con cui, un tempo, ci hanno accompagnato loro.

📌 Il sorriso che porto anche nei momenti più delicatiQuando qualcuno entra nel mio studio per la prima volta, spesso arr...
28/09/2026

📌 Il sorriso che porto anche nei momenti più delicati

Quando qualcuno entra nel mio studio per la prima volta, spesso arriva con un peso addosso: una preoccupazione per un genitore anziano, un dubbio su un famigliare, una situazione che non sa come affrontare.

Cerco sempre di accoglierlo così, con lo stesso sorriso di questa foto: perché prima ancora di essere un problema legale, è quasi sempre una storia di famiglia e le storie di famiglia hanno bisogno di essere ascoltate con calma, non solo risolte con un documento.

È il modo in cui ho scelto di fare questo lavoro, da sempre.

Indirizzo

15, Via Raffaele De Cesare
Bari
70122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

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