Avv. Marco Palieri

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Avv. Marco Palieri Assistenza, consulenza e difesa in diritto amministrativo Avvocato iscritto all'Ordine degli avvocati di Bari. Patrocinante innanzi alle magistrature superiori.

Socio della Camera degli avvocati amministrativisti di Bari. Dottore di ricerca in diritto pubblico dell'economia. Arbitro della Camera Arbitrale presso l'ANAC. Componente esperto nelle commissioni di gara e di concorso. Docente nell'ambito di master universitari per i contratti pubblici. Editorialista giuridico. Lo Studio si occupa principalmente di: ambiente, appalti pubblici, commercio, demanio, edilizia ed urbanistica, elettorale, energie rinnovabili, enti pubblici, espropriazioni, finanziamenti, paesaggio, project financing, pubblico impiego, rifiuti, sanità, servizi pubblici, trasporti, università.

Un riconoscimento che si apprezza sempre.
14/10/2026

Un riconoscimento che si apprezza sempre.

🏛️ Con la sentenza n. 161/2026, depositata il 6 ottobre, la Corte costituzionale ha chiarito come va letta la legge urba...
09/10/2026

🏛️ Con la sentenza n. 161/2026, depositata il 6 ottobre, la Corte costituzionale ha chiarito come va letta la legge urbanistica pugliese sui cambi di destinazione d'uso nelle zone miste.

🏢 A Bari era stato negato il cambio d'uso di un palazzo per uffici già esistente. Il motivo non era il palazzo: erano gli immobili previsti dalle lottizzazioni nella stessa zona e non ancora costruiti, che avrebbero gravato su parcheggi e servizi. Il Comune si era ritenuto obbligato a trattare allo stesso modo le due situazioni, seguendo una lettura della norma confermata dal Consiglio di Stato: la deroga andava concessa a tutti o negata a tutti.

⚖️ La Consulta ha respinto la questione di costituzionalità sollevata dal TAR, ma ha escluso che la legge preveda quell'automatismo. La formula «si applicano, altresì» allarga l'ambito della deroga e non impone una scelta unica.

📌 I Comuni pugliesi possono quindi valutare separatamente gli edifici esistenti e quelli ancora da realizzare. Restano fermi gli standard urbanistici e l'obbligo di motivare le scelte in base alle condizioni effettive della zona.

🌱 È una lettura coerente con lo scopo della norma, che vuole favorire il riuso del patrimonio edilizio senza consumare nuovo suolo. Inoltre restituisce ai Comuni uno spazio di pianificazione che, ricorda la Corte, il legislatore regionale non può comprimere «fino al punto da negarla».

➡️ Il caso torna ora al TAR di Bari.

🔗 Ne ho scritto più diffusamente qui: https://www.affaritaliani.it/cronache/uffici-da-trasformare-in-case-in-puglia-si-riapre-la-partita-cosa-cambia-per-i-proprietari-dopo-la-sentenza-della-consulta.html

Concessioni balneari, il Consiglio di Stato chiarisce: i Comuni possono muoversi anche prima del 2027Molti pensano che l...
02/09/2026

Concessioni balneari, il Consiglio di Stato chiarisce: i Comuni possono muoversi anche prima del 2027

Molti pensano che la proroga al 30 settembre 2027 blocchi tutto fino a quella data. Non è così.

Con una recente pronuncia (n. 6539/2026), il Consiglio di Stato ha ribadito un principio destinato a incidere sull'operatività di Comuni e concessionari: quella data è un termine massimo, non un obbligo di attesa. Le amministrazioni che sono pronte possono bandire e concludere le gare anche prima, senza aspettare la scadenza.

Due precisazioni interessanti per chi opera nel settore:

📌 L'indennizzo per gli investimenti non ammortizzati non spetta automaticamente al concessionario uscente: va provato, voce per voce.

📌 La mancanza del decreto ministeriale sui criteri di calcolo dell'indennizzo — così come il silenzio del bando su questo punto — non è un motivo valido per fermare la procedura di gara.

🔍 La Cassazione ribadisce il c.d. “doppio binario”.📌 Il punto decisivo della CorteCon la sentenza n. 24808 del 28.08.200...
29/08/2026

🔍 La Cassazione ribadisce il c.d. “doppio binario”.

📌 Il punto decisivo della Corte

Con la sentenza n. 24808 del 28.08.20026, la Cassazione, a SS.UU., conferma che l’azione civile e l’azione per danno erariale sono indipendenti, anche quando riguardano gli stessi fatti materiali .

• L’azione contabile ha natura sanzionatoria e tutela l’interesse generale al corretto uso delle risorse pubbliche .
• L’azione civile, invece, ha finalità risarcitoria e tutela l’interesse concreto della società danneggiata .

🎯 Perché è una pronuncia rilevante

Questa decisione conferma il principio essenziale del c.d. “doppio binario”.

Un ente pubblico o una società pubblica possono agire nei confronti di amministratori e dipendenti per ottenere il risarcimento integrale dei danni patiti, evitando i limiti previsti dalla legge per la responsabilità erariale.

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”"Nel 2021, quando le gare erano obbligatorie per ...
03/08/2026

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

"Nel 2021, quando le gare erano obbligatorie per appalti sopra i 75.000 euro, gli affidamenti diretti che andavano a finire appena sotto erano il 28% di tutti gli appalti tra 50.000 e 100.000 euro, mentre le procedure tra 135.000 e 140.000 euro erano solo l’8%.

Ma quando la legge è cambiata ed è diventato possibile per gli amministratori pubblici non fare gara ma dare i lavori in affidamento diretto sino a un valore di 140.000 euro, ecco guarda caso che appena sotto, fra i 135.000 e i 140.000 euro, si sono addensati nel 2024 non più solo l’8% ma ben il 31% di questi lavori, per un valore di 1 miliardo e mezzo di euro, oltre sei volte i 212 milioni del pari parametro del 2021.

Un mare di soldi oggi sprovvisto — salvo casi mitologici di corruzioni autoevidenti — di effettiva tutela penale: se infatti per definizione quando non c’è gara non ci può essere reato di turbativa, il reato che restava (l’abuso d’ufficio) è stato abolito due anni fa".

Quando decorre il termine per impugnare un atto della PA?Il Consiglio di Stato torna su un tema centrale del processo am...
25/07/2026

Quando decorre il termine per impugnare un atto della PA?

Il Consiglio di Stato torna su un tema centrale del processo amministrativo: la decorrenza del termine di 60 giorni per il ricorso.

Principio affermato: la mera conoscenza dell'esistenza e dell'effetto sfavorevole di un provvedimento non fa decorrere il termine di impugnazione, se gli elementi noti non consentono di percepire anche un possibile vizio di illegittimità.

Il bilanciamento è tra due interessi contrapposti: la stabilità dell'azione amministrativa e l'effettività del diritto di difesa. Un ricorso proposto "al buio" — senza alcuna consapevolezza dei vizi dell'atto — non è imposto dall'ordinamento, né compensato dalla possibilità di proporre successivamente motivi aggiunti.

Implicazione pratica: la valutazione della tempestività di un ricorso non può fermarsi alla data di pubblicazione o comunicazione dell'atto. Va verificato quando, in concreto, il destinatario ha acquisito gli elementi idonei a fargli percepire l'illegittimità.

Consiglio di Stato, Sez. VII, sent. n. 4943/2026

🔍 IA e processo: un precedente che segna un confine chiaroIl Corriere della Sera del 3 luglio riporta la seguente notizi...
05/07/2026

🔍 IA e processo: un precedente che segna un confine chiaro

Il Corriere della Sera del 3 luglio riporta la seguente notizia.
Un tribunale brasiliano ha sanzionato due avvocate per aver inserito, in un atto giudiziario, un comando nascosto (caratteri bianchi su sfondo bianco) rivolto all’intelligenza artificiale al fine di condizionarne le indicazioni.

Il giudice ha qualificato la condotta come una manipolazione indebita del processo, violando correttezza e lealtà professionale.

La decisione è rilevante perché afferma un principio nuovo per una fattispecie nuova: tentare di influenzare un’IA impiegata nel processo è illecito (anche se l’IA non viene effettivamente utilizzata).

Hai ottenuto un permesso di costruire. Poi il Comune lo annulla. Puoi chiedere i danni — ma a quale giudice?Una domanda ...
27/06/2026

Hai ottenuto un permesso di costruire. Poi il Comune lo annulla. Puoi chiedere i danni — ma a quale giudice?

Una domanda che sembra tecnica, ma che nella pratica può fare la differenza tra vincere e perdere una causa ancora prima di entrare nel merito.

La Cassazione ha recentemente cambiato rotta rispetto a un orientamento consolidato dal 2011: quando un cittadino fa legittimo affidamento su un provvedimento amministrativo — un'autorizzazione, un titolo edilizio — e la Pubblica Amministrazione lo annulla, il danno che ne deriva non nasce da un comportamento "qualsiasi" dell'ente pubblico. Nasce dall'esercizio di un potere pubblico. E questo cambia tutto.

La regola, oggi, è questa: il risarcimento va chiesto al giudice ordinario, salvo che la materia rientri nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo — come accade, ad esempio, in urbanistica ed edilizia. In quel caso, la strada è il TAR.

Scegliere il giudice sbagliato non è un errore formale: è un errore che può costare anni e risorse preziose.

📌 Cass. civ., sez. III, ord., 25 giugno 2026, n. 21684, in applicazione di SS.UU. n. 26080/2025

🏗️ Torre Milano: assolti in penale. Ma la partita non è chiusa.Ieri il Tribunale di Milano ha assolto costruttori, tecni...
17/06/2026

🏗️ Torre Milano: assolti in penale. Ma la partita non è chiusa.

Ieri il Tribunale di Milano ha assolto costruttori, tecnici e funzionari comunali imputati per la realizzazione della Torre Milano — un edificio da quasi 90 metri che, secondo l'accusa, era stato costruito con un titolo edilizio illegittimo.

La formula usata è favorevole agli imputati: "il fatto non costituisce reato".

Una vittoria, indubbiamente. Ma vale la pena leggere con attenzione quello che questa sentenza (o meglio il relativo comunicato stampa del Tribunale di Milano) dice — e quello che non dice.

Il Tribunale ha escluso la responsabilità penale perché all'epoca nessuno poteva ragionevolmente sapere di stare sbagliando: la prassi del Comune di Milano consentiva tale operato, con il sostegno dell'Avvocatura Comunale e della giurisprudenza. Per il diritto penale, questo basta per assolvere.

Ma "il fatto non costituisce reato" non equivale a "il fatto non è accaduto" né a "il fatto era lecito". Quella formula presuppone che il fatto ci sia — e si limita ad escludere la punibilità penale per mancanza di dolo o colpa.

Sul piano amministrativo, invece, la buona fede di chi ha rilasciato o richiesto un titolo edilizio è irrilevante: ciò che conta è se quel titolo rispettava o meno la legge.

E su questo la sentenza penale non si pronuncia. Il fronte amministrativo resta quindi aperto. Così come quello penale: siamo pur sempre a un giudizio di primo grado.

Le motivazioni arriveranno entro 90 giorni. Ne riparleremo.

Indirizzo

Via Camillo Rosalba 47 Z
Bari
70124

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