17/08/2024
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β‘οΈ Il carcere non Γ¨ la Mecca.
Il Movimento Forense con il suo Dipartimento Carceri, a mezzo stampa, ha avuto notizia di dichiarazioni, prive di senso istituzionale, rilasciate da un esponente del Ministero della Giustizia e relative "al detenuto che ormai sarebbe visitato così come i fedeli vanno alla Mecca".
Premesso che già il riferimento religioso è inappropriato e fuori contesto, resta il fatto che quando andiamo in carcere non siamo alla ricerca di un totem, bensì siamo a testimoniare e portare una parola di speranza.
Ad agosto, senza particolari clamori, siamo stati ad Ar**no Irpino (dove abbiamo assistito a ben due tentativi di suicidio), a Trapani, a Catanzaro, a Torino (dove abbiamo riscontrato una situazione decisamente preoccupante e dove per la prima volta ci Γ¨ stato βimpeditoβ ovvero sconsigliato di andare in alcune sezioni), a Padova, andremo a Locri e a Termini Imerese; non siamo soli quando andiamo in carcere, entriamo insieme ai Nostri colleghi di Nessuno tocchi Caino e delle Camere Penali e spesso, grazie allβimpulso originario partito da Aversa e poi da Milano, anche i Consigli dellβOrdine degli Avvocati sono con Noi.
67 suicidi di detenuti, lβultimo ieri, a Ferragosto,
7 suicidi tra le fila della Polizia Penitenziaria:
morti sospette rispetto alle quali le Procure faticano ad indagare.
Diritto alla salute negato, del tutto.
Sovraffollamento carcerario ancora attenzionato dalla comunitΓ europea, come se la sentenza βTorreggianiβ non avesse insegnato nulla.
Piazze di spaccio alimentate allβinterno delle strutture penitenziarie.
Impulso e iniziativa normativa privi di senso, di forza, disancorati e lontani dalla realtΓ carceraria.
Per questo serve vedere, testimoniare, portare una parola di speranza, niente di piΓΉ.
Occorre ispirarsi ai valori piΓΉ alti che reggono il nostro Ordinamento: la democrazia liberale, lo Stato di Diritto, la tutela della DignitΓ umana.
Avv Elisa Demma
Presidente Nazionale Movimento Forense